BRUTTA BESTIA

10 E 11 MARZO ORE 10
By Teatro Laura Betti
In Senza categoria
18 Set, 2014
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brutta bestia 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

testo Francesca Bettini
regia Giulio Molnàr
con Piergiorgio Gallicani,
Paolo Colombo e Agnese Scotti/Elisa Cuppini
ideazione luci Emiliano Curà
suoni Dario Andreoli
costumi Patrizia Caggiati
Solares Fondazione delle Arti
in collaborazione con Santarcangelo Festival

Fascia d’età: 6–11 anni
Tecnica utilizzata: teatro d’attore
Durata: 60 minuti
Massimo 250 spettatori

Tutti facciamo esperienza di come il tempo si dilata e si restringe a seconda degli eventi che ci coinvolgono e degli stati d’animo che ci invadono. Ci sono emozioni così forti che fanno imbiancare i capelli in un batter d’occhio, altre più noiose fanno crescere la barba, altre che ci fanno sentire piccoli come formiche, altre ancora che ci fan crescere come giganti… La rabbia è fuoco e acqua. È vulcano e tempesta. È un’emozione rapida e impetuosa che può fare gravi danni e poi per ripararli ci può volere tanto tanto tempo.
Brutta Bestia racconta la storia di due rabbiosi che, trasformati dalla loro passione, non si riconoscono più, ma si danno un gran daffare per ritrovarsi e tornare a essere quelli di prima. Tutto inizia con un bambino che a scuola ha subito un’ingiustizia che gli ha comportato umiliazioni e punizioni, senza che nessuno si sia preso la briga di ascoltare le sue ragioni. Anche la mamma non lo ascolta, si arrabbia e lo chiude nello sgabuzzino. Inizia così un’avventura di 50 anni, tanto è il sentimento di lontananza che la Rabbia produce sui due protagonisti! Il bambino scappa e diventa Bambino Viandante, vaga nel mondo per sbollire la rabbia. La madre, disperata, si trasforma in cane e invecchia attendendo il ritorno del figlio. Quando il viaggio è concluso, ecco che la macchina del tempo rimette tutto a posto!
In scena i tre attori interpretano tanti personaggi: oltre al bambino e alla mamma – i due protagonisti – la formica, la macchina del tempo, la mano cattiva, il cane, l’albero, la foglia, il narratore. Lo spettacolo, attraverso la rabbia, indaga in forma poetica anche sul concetto di tempo: il tempo che a volte “vola” e altre volte “sembra non finire mai” a seconda degli stati d’animo con cui affrontiamo gli eventi che man mano incontriamo nella vita.

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