Fratellino e Fratellina

Set 9th, 2019

martedì 28 gennaio, ore 10:00
Asini Bardasci / ATGTP

di e con Filippo Paolasini, Paola Ricci
video Alba Nannini
audio e luci Fabio Dimitri

con il sostegno di TRAC centro di residenza pugliese, Teatro Comunale di Novoli e Teatro Due Mondi Faenza

Tecniche: teatro d’attore
Età: 7 – 12 anni
Durata: 50 minuti

Fratellino e Fratellina nasce dalla fiaba di Hansel e Gretel, di essa ne prende le ceneri per trasformarsi in un racconto moderno o meglio distopico. Ci narra di cosa voglia dire oggi diventare grandi e rimanere soli.
I due fratelli, come quelli dei Grimm, vengono abbandonati dai genitori. Si ritrovano così costretti a scoprire il mondo con le sue bellezze e i suoi paradossi. Lo Stato, che come un Grande Fratello controlla tutto, proclama una nuova legge: “Tutti i bambini orfani dovranno essere considerati immediatamente adulti”.
I fratelli saranno così obbligati ad entrare in società, trovare un lavoro e rapportarsi con questo strano mondo, in cui la lotta per sopravvivere e più forte di qualsiasi fratellanza.

Lo spettacolo ha ricevuto una menzione speciale al Premio Scenario Infanzia 2018.

La giuria presieduta da Maria Maglietta, Cira Santoro, Federica Zanetti, Stefano Cipiciani e Cristina Valenti ha rilasciato la seguente menzione:
In una società in cui la genitorialità sembra sempre più ostacolata dai ritmi lavorativi e dalle difficoltà economiche, lo spettacolo affronta il tema dell’abbandono dei minori e della complessità oggi, di vivere appieno il tempo dell’infanzia. I due fratellini ispirati alla fiaba di Hansel e Gretel, compiono un viaggio metropolitano in un mondo che divora i bambini come la strega della casa di marzapane, ma invece di ingrassarli li obbliga a diventare grandi e produttivi senza aver compiuto il naturale processo di crescita. Le proiezioni di strade provinciali, di aree di sosta e di ecomostri creano una mappatura del mondo contemporaneo che stride con la lingua atavica delle filastrocche recitate per farsi coraggio, per creare un territorio sacro in un mondo in cui è scomparsa ogni bellezza”.

LA RICERCA POPOLARE
Parlare di Fratellino e Fratellina, è come parlare di un territorio: le Marche. Lo spettacolo nasce infatti per parlare della sua dispersione e del suo essere incastonato lontano nel tempo, dilatato, in quei luoghi naturali, meravigliosi e nascosti, quasi non scoperti ancora dall’uomo. Una terra che ha visto pochi occhi e pochi occhi hanno visto. Il primo riferimento alla terra è la fiaba, la fiaba popolare. Come quella di Hansel e Gretel le fiabe popolari posseggono nelle maglie interne della loro narrazione la caratteristica dell’essere nere, di parlare di morte e di abbandono, in modo dolce e inesorabile. Trovare tracce di canti e fiabe popolari nelle Marche è quasi un paradosso e una scoperta infinita, proprio in un luogo che nasconde spesso la sua identità e sembra non fantasticare mai, si scovano poesie e documenti popolari di rilevante bellezza e unicità. Ballate, canti infantili iterativi, canti licenziosi, fiabe… che mostrano e fanno risalire dal passato un’identità in cui la storia si fa presente. Per più di cinque anni la compagnia Asini Bardasci, oltre al lavoro teatrale, si è occupata di ricercare, catalogare, diffondere e conservare materiali legati alla cultura popolare orale marchigiana. Dalla viva voce di contadini, artigiani, anziani, la compagnia ricerca il sapere popolare delle terre in cui risiede. Ritrova in questo linguaggio quello che per definizione è l’archetipo, l’immagine originale, tramite la quale nascono e prendono vita nuove storie. All’interno dello spettacolo i brani della cultura orale marchigiana sono tre: Cioetta Cioetta, E fa la nanna Ninin, Erminia vada a letto. Il primo è un canto iterativo enumerativo, una filastrocca in cui gli ingredienti per fare il pane si rincorrono in senso metrico e ritmico. Oltre all’intrattenimento il canto aveva la funzione di raccontare il ciclo della vita. La compagnia ha raccolto questo canto da Gastone Pietrucci di settantasei anni a Jesi (AN) e dalla signora Santina di anni novantadue a Serra De’ Conti (AN). Il secondo è una ninna nanna antica in cui si narra del vento che fa cadere un bastone di bambù (la canna) come segnale che la moglie dava all’amante per non farlo entrare a causa della presenza del marito. Come tutte le nenie veniva cantata per far addormentare i bambini. Il canto è stato raccolto dagli Asini Bardasci a Marzocca di Senigallia (AN) da Maurizio Paolasini e Gerardo Giorgini cantata da questi ultimi con la fisarmonica. L’ultima invece fa parte della poesia religiosa, ed è ascrivibile al contesto infantile, mescola la filastrocca con la preghiera religiosa. È stata raccolta sempre nella provincia d’Ancona, precisamente a Montignano (AN) dalla signora Malvina Pimpini di ottantaquattro anni.

LA COMPAGNIA
La compagnia nasce nel 2014 grazie a Paola Ricci e Filippo Paolasini artisti che uniti sotto il nome di  Asini Bardasci  (che in marchigiano arcaico significa “ragazzini”), iniziano a promuovere attività progettuali di tipo teatrale sul territorio marchigiano, facendo teatro in piccoli comuni e borghi, in modo itinerante. Come organizzatori collaborano con Squilibri Editore e La Macina creando una mappatura sonora della regione attraverso documenti trovati dalla viva voce di contadini e anziani, sulla cultura orale. È nel 2016 che ufficialmente iniziano ad “abitare” il teatro Apollo di Mondavio, con il progetto-rassegna Anche questo è Teatro, portando spettacoli contemporanei di rilievo nazionale: Roberto Latini, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, Andrea Cosentino, Vico Quarto Mazzini, TiDA. Grazie al teatro Apollo, che diventa la fucina del loro lavoro, la compagnia inizia a produrre spettacoli in cui mescola il linguaggio della musica dal vivo. Da gennaio 2018 la compagnia collabora con AMAT e Sotterraneo (Fi) in ambito artistico e organizzativo.