Stagione '07 '08

Aida – Di come la guerra seppellisce l’amore

Domenica 27 gennaio 2008, ore 16,00

OPIFICIO D’ARTE SCENICA
AIDA
Di come la guerra seppellisce l’amore

Testo e Drammaturgia di Gabriele Duma e Andrea Stanisci
Regia di Gabriele Duma
Scene e Costumi di Andrea Stanisci
Luci di Marco Carletti
Con Antonella Franceschini e Gabriele Duma
Coreografa e danzatrice Valentina Moar
Trascrizione per sassofoni di Daniele Faziani

Aida, una principessa etiope, è catturata e condotta in schiavitù in Egitto. Radamés, un comandante militare, è combattuto nella scelta tra il suo amore per Aida e la sua fedeltà al Faraone. Inoltre Radamés è amato da Amneris, la figlia del Faraone… Questa in sintesi la trama di Aida di Giuseppe Verdi, forse l’opera più conosciuta al mondo e identificata per antonomasia con il mondo della lirica. Per questo Gabriele Duma, attore e cantante ormai impegnato da anni su un progetto di educazione all’ascolto dell’opera lirica, ha scelto di lavorare su Aida, che sotto il fasto dei suoi allestimenti, riserva delle importanti sorprese tematiche. Infatti, se si volesse condensare tutta la storia in una frase, si potrebbe dire semplicemente: di come la guerra seppellisce l’amore. E per guerra si intende non solo la guerra vera e propria combattuta sul campo di battaglia, quanto tutto l’insieme di azioni e intrighi che la ragion di stato chiede e impone. Uno dei temi principali è infatti il conflitto tra vita pubblica e privata, tra ragione di stato e ragioni del cuore che immancabilmente finiscono per soccombere.

Fascia d’età: dagli 8 anni
Durata: 60 minuti
Tecnica Utilizzata: teatro d’attore, musica e canto

Opificio d’Arte Scenica
La compagnia e’ impegnata da oltre un decennio nello studio e nella pratica della drammaturgia musicale alla ricerca di un prodotto artistico, didattico ed educativo che coniughi le esigenze di formazione del pubblico con quelle di crescita e approfondimento dei giovani artisti. La compagnia ha all’attivo importanti collaborazioni musicali tra cui il Teatro Comunale di Bologna e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

Clicca qui in basso per il comunicato stampa – programma di sala

comunicatostampaaida-2.pdf

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3 Responses to “Aida – Di come la guerra seppellisce l’amore”

  1. gent.ma cira santoro,

    sono venuto ieri a vedere l’Aida con mio figlio di 7 anni e devo dirle che lo spettacolo non ci è piaciuto per niente.

    1. lo spettacolo secondo me non era da inserire in una rassegna che si rivolge prioritariamente ai ragazzi, non aveva niente di divulgativo e mancavano quei caratteri di leggerezza e riconoscibilità che aiutano e supportano i bambini nel percorso di una storia.
    2. da spettatore non bambino comunque non ho apprezzato le scelte di una recitazione “retorica” e inutilmente impostata sul doppio attore/cantante, con inserti a volte ridondanti di danza.
    3. la scelta delle luci ha reso monotona una comprensione di umori e toni che l’opera contiene, e che quindi non dovrebbe considerare la marcia trionfale una scena buia come le atmosfere dei dialoghi intensi.
    4. il richiamo ai morti nelle varie zone del mondo è risultato essere poco valorizzato e quasi come inserito più per richiamo civico che non come segno scenico.

    è lodevole aver tentato di avvicinare i bambini al mondo della lirica, ma se partiamo a carte scoperte, ovvero con un gioco che svela o nasconde le grandi storie della lirica forse si diventa più didascalici ma più comprensibili.

    so che alla fine molti adulti erano contenti, e mi scusi se scrivo per la prima volta solo per lamentarmi e non per elogiare i tanti spettacoli intensi ed emozionanti che abbiamo visto in questi anni, ma ogni volta che strappiamo i nostri figli da un video dobbiamo garantire coinvolgimento e piacere e ieri non è stato così.

    buon lavoro

  2. Mi dispiace che questo tentativo di “portare” lo spettacolo lirico ai bambini sia stato così recepito. Gabriele Duma ha una lunga esperienza nel campo (ricordiamo la trilogia verdiana fatta per il Testoni Ragazzi circa dieci anni fa e tanti allestimenti lirici destinati ai ragazzi fatti per il Comunale di Bologna e per il Maggio Fiorentino). Lo spettacolo aveva debuttato solo qualche giorno prima di venire qui a Casalecchio, per cui lo abbiamo programmato fidandoci dell’esperienza di Duma e confidando del progetto che ci era stato presentato a giugno. Stamattina e domani ci saranno le scolaresche, e sarà interessante avere un feed back dalle insegnanti, per capire se la percezione di questo spettacolo è stata e sarà la stessa .
    Le motivazione che lei adduce sono evidentemente motivate, e non è il mio ruolo quello di fare una recensione allo spettacolo.
    In quanto alle luci, devo spezzare una lancia a favore della compagnia: ieri purtroppo hanno avuto un problema tecnico che non sono riusciti a risolvere prima di andare in scena, per cui lo spettacolo è risultato piuttosto buio.
    La ringrazio comunque per questa critica, perchè la nostra attenzione verso il pubblico è tale che ci porta a considerare ogni tipo di intervento venga fatto su questo blog. Anzi, è nostra intenzione far dare vita a quel “gioco degli sguardi” (come direbbe Carlo Infante) attraverso il blog, e far sì questo spazio virtuale si trasformi in un luogo di relazione e confronto. E’, e rimane ferma da parte nostra, l’intenzione di continuare a proporre un lavoro di qualità che aiuti il pubblico a crescere in fatto di cultura teatrale, pur sapendo di non riuscire sempre ad accontentare tutti.

    Cira Santoro

  3. una voce a favore: i miei bambini di terza elementare erano talmente incantati che non si sono mossi nemmeno quando lo spettacolo è finito: tanto apprezzabile g. duma e il suo lavoro di trasposizione delle opere ai ragazzi!!!!
    i personaggi e il loro doppio sono stati talmente recepiti che luca nel testo mi ha scritto che nello specchio radames e gli altri non solo dialogavano con se stessi ma specchiavano i loro pensieri ed essi stessi nello specchio si riflettevano…
    cariche di emozioni le maschere mostruose che all’indomani del giorno della memoria ci hanno ripetuto la conta della guerra
    infine la musica, il canto, gli strumenti e quella famiglia di sassofoni che ci ha ricordato le tante tonalità del suono
    ci siamo divertiti molto

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