Stagione '08 '09
Al gran teatro di Mangiafuoco
2 e 3 dicembre, ore 10,00
Teatro due Mondi
Di Gigi Bertoni
Con Federica Belmessieri, Maria Regosa, Andrea Valdinocci
Consulenza musicale Antonella Talamonti
Scene e costumi Lucia Baldini con la collaborazione di Angela Pezzi
Progetto luci Marcello D’Agostino
Foto Stefano Tedioli
Grafica Marilena Benini
Regia Alberto Grilli
Per bambini dagli 8 ai 10 anni
Per quanto il titolo lo evochi in maniera inequivocabile Al gran teatro di Mangiafuoco non è uno spettacolo su Pinocchio. Di Pinocchio questo spettacolo ne ripercorre una traccia, in particolare quella lasciata dall’emozione provata dal burattino davanti al teatro di Mangiafuoco e da un abbecedario venduto in cambio di un biglietto. Vale a dire di un rapporto tra teatro e scuola che il buon Collodi considerava antitetico se per entrare nell’uno bisognava privarsi degli strumenti dell’altra.
I bambini, rigorosamente del secondo ciclo delle elementari , entreranno in teatro come tanti piccoli Pinocchio, soli e senza il loro abbecedario, che in questo caso sono le maestre e i loro compagni.
L’entrata nel Gran Teatro non sarà soltanto intrattenimento. Come i burattini di Pinocchio, gli attori del Gran Teatro chiameranno i bambini ad assumersi responsabilità, a partecipare, a fare delle scelte per decidere da che parte stare.
E come Mangiafuoco consegna le monete a Pinocchio perché torni a casa da suo padre, questi attori accompagneranno i bambini nel mondo della realtà, ricomponendo le classi e riconsegnando le monete del teatro: le storie attraverso cui si impara a vivere e grazie alle quali si cresce senza rinunciare al gioco, alle passioni e ai desideri.
PRIME NOTE DI REGIA
Dove siamo
I bambini vengono fatti entrare in teatro come Pinocchio entrò nel Gran Teatro di Mangiafuoco. Il proprietario del teatro li accoglie, li fa accomodare.
Tutti i bambini, Pinocchi senza libri, si allontanano dal mondo della scuola per immergersi in quello, nuovo e emozionante, del teatro. Gli attori in platea cominciano a introdurre lo spettacolo che nel Gran Teatro prenderà forma, e spiegano le ragioni della storia che racconteranno. Sostengono la libertà come abitudine all’assunzione di responsabilità e alla convivenza con gli altri.
La conoscenza-frequentazione del teatro come conoscenza di una diversa possibilità, come territorio nel quale allenare e tenere in vita la fantasia, la possibilità del sogno.
Si apre il sipario
Il Gran Teatro sono gli attori stessi, come nel Teatro Orientale sono i personaggi e la scenografia, le maschere e i costumi, i narratori e i danzatori; racchiudono nella loro tecnica tutta la magia, l’arte.
Il teatro-nel teatro prende vita; Mangiafuoco e i suoi attori raccontano una storia, ispirata a celebri trame dell’Opera di Pechino, ambientata in un lontano e favoloso Oriente. Una ragazza, attraverso diverse avventure, sconfigge i potenti e violenti oppressori.
I piccoli Pinocchi in platea, attraverso libere scelte, saranno attivi compagni della protagonista, ne condivideranno le ansie e le paure, ma anche la fermezza delle decisioni.
Il finale della storia sarà un momento collettivo di partecipazione, di emozione e conoscenza che diventa identità condivisa.
Alla fine
Ma non è ancora finita: abolendo il rito – spesso inutile – delle domande finali, Mangiafuoco organizza anche l’uscita dal teatro , il ritorno alla realtà.





















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