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	<title>Commenti a: Babele di noi</title>
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	<description>Casalecchio di Reno (BO)</description>
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		<title>Di: Adanella Bianchi</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/babele-di-noi/comment-page-1/#comment-17116</link>
		<dc:creator>Adanella Bianchi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 16:48:17 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;anno scolastico si è concluso da ormai due settimane. A scuola si stanno svolgendo gli orali degli esami di terza. Noi docenti siamo impegnati tra esami, relazioni e progetti. Questo è quello che ci chiede la burocrazia della scuola e questo è, a volte, quello che rischia di diventare il nostro lavoro, se non riusciamo a fermarci a pensare a quello che sta dietro alle nostre carte. Dietro a queste carte ci sono i ragazzi che il 3 giugno sono saliti sul palcoscenico del teatro Testoni, quelli hanno avuto paura di salire su quel palcoscenico e si sono dati malati, quelli che hanno ascoltato, quelli che hanno applaudito e quelli che hanno fischiato i compagni; ci sono i ragazzi che vediamo nei video e quelli che hanno faticato ad essere spettatori dei compagni più giovani e hanno confuso il teatro con uno stadio.
In questo momento di fine anno scolastico mi risulta difficile ripensare con lucidità a tutto il lavoro che c&#039;è stato dietro al progetto &quot;Babele di noi&quot;: al nostro lavoro di insegnanti, a quello dei ragazzi, a quello delle esperte. Vedo molti limiti, ricordo molte difficoltà, ho nel cuore i miei ragazzi sul palco che riescono a inventare una lingua senza parole  e non dimentico le parole di un mio allievo che, a proposito del laboratorio teatrale scrive che &quot;questa cosa serve ad ascoltare le persone&quot;.  Buona estate alla scuola e al teatro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;anno scolastico si è concluso da ormai due settimane. A scuola si stanno svolgendo gli orali degli esami di terza. Noi docenti siamo impegnati tra esami, relazioni e progetti. Questo è quello che ci chiede la burocrazia della scuola e questo è, a volte, quello che rischia di diventare il nostro lavoro, se non riusciamo a fermarci a pensare a quello che sta dietro alle nostre carte. Dietro a queste carte ci sono i ragazzi che il 3 giugno sono saliti sul palcoscenico del teatro Testoni, quelli hanno avuto paura di salire su quel palcoscenico e si sono dati malati, quelli che hanno ascoltato, quelli che hanno applaudito e quelli che hanno fischiato i compagni; ci sono i ragazzi che vediamo nei video e quelli che hanno faticato ad essere spettatori dei compagni più giovani e hanno confuso il teatro con uno stadio.<br />
In questo momento di fine anno scolastico mi risulta difficile ripensare con lucidità a tutto il lavoro che c&#8217;è stato dietro al progetto &#8220;Babele di noi&#8221;: al nostro lavoro di insegnanti, a quello dei ragazzi, a quello delle esperte. Vedo molti limiti, ricordo molte difficoltà, ho nel cuore i miei ragazzi sul palco che riescono a inventare una lingua senza parole  e non dimentico le parole di un mio allievo che, a proposito del laboratorio teatrale scrive che &#8220;questa cosa serve ad ascoltare le persone&#8221;.  Buona estate alla scuola e al teatro.</p>
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		<title>Di: pietro annicchiarico</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/babele-di-noi/comment-page-1/#comment-17107</link>
		<dc:creator>pietro annicchiarico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 21:11:31 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;sul laboratorio di cinema&quot;
di pietro annicchiarico

Il laboratorio cinematografico da me condotto ha avuto il compito di creare immagini, suoni e atmosfere, trasformando la scrittura di Federica Iacobelli in un film di serie. Per farlo è stato necessario unire tutte le risorse e competenze presenti nel progetto &quot;Babele di noi&quot; coordinato da Cira Santoro, con la preziosa e appassionata collaborazione del corpo docente che qui voglio ringraziare: Vittoria Capizzi, Francesco Paolini, Leda Vergari. Far girare un corto ai ragazzi e alle ragazze della scuola media Malaguti di Crespellano ha contribuito, spero, a farli diventare spettatori consapevoli e a far rispettare loro il paziente e difficile lavoro che si svolge sul set. La collaborazione alla stesura della sceneggiatura e la conoscenza della stessa da parte degli alunni, ha facilitato la messa in scena dei tre episodi. I ragazzi hanno potuto osservare e sperimentare i vari trucchi e travestimenti, la preparazione del set con le luci e gli oggetti di scena, la scelta dell&#039;inquadratura più adatta e l&#039;uso del campo\controcampo. Sono rimasto favorevolmente impressionato dalla capacità di adattamento e di concentrazione dei ragazzi, che ripetevano la scena anche sei o sette volte, quando incontravamo problemi di audio o di fotografia. E&#039; stato possibile ottenere un risultato suggestivo, ad esempio i personaggi che parlano con le proprie ombre, che rispondono con le loro stesse voci, grazie all&#039;artificio cinematografico e alle tecniche di editing digitale che ci permettono oggi di operare rapidamente e con bassi costi di produzione e di postproduzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;sul laboratorio di cinema&#8221;<br />
di pietro annicchiarico</p>
<p>Il laboratorio cinematografico da me condotto ha avuto il compito di creare immagini, suoni e atmosfere, trasformando la scrittura di Federica Iacobelli in un film di serie. Per farlo è stato necessario unire tutte le risorse e competenze presenti nel progetto &#8220;Babele di noi&#8221; coordinato da Cira Santoro, con la preziosa e appassionata collaborazione del corpo docente che qui voglio ringraziare: Vittoria Capizzi, Francesco Paolini, Leda Vergari. Far girare un corto ai ragazzi e alle ragazze della scuola media Malaguti di Crespellano ha contribuito, spero, a farli diventare spettatori consapevoli e a far rispettare loro il paziente e difficile lavoro che si svolge sul set. La collaborazione alla stesura della sceneggiatura e la conoscenza della stessa da parte degli alunni, ha facilitato la messa in scena dei tre episodi. I ragazzi hanno potuto osservare e sperimentare i vari trucchi e travestimenti, la preparazione del set con le luci e gli oggetti di scena, la scelta dell&#8217;inquadratura più adatta e l&#8217;uso del campo\controcampo. Sono rimasto favorevolmente impressionato dalla capacità di adattamento e di concentrazione dei ragazzi, che ripetevano la scena anche sei o sette volte, quando incontravamo problemi di audio o di fotografia. E&#8217; stato possibile ottenere un risultato suggestivo, ad esempio i personaggi che parlano con le proprie ombre, che rispondono con le loro stesse voci, grazie all&#8217;artificio cinematografico e alle tecniche di editing digitale che ci permettono oggi di operare rapidamente e con bassi costi di produzione e di postproduzione.</p>
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