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	<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni &#187; Stagione &#8216;08 &#8216;09</title>
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	<description>Casalecchio di Reno (BO)</description>
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			<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni</title>
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		<title>Donna non rieducabile</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 18:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prosa '10 '11]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione '10 '11]]></category>
		<category><![CDATA[drammaturgia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[grandi interpreti]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente scorretto]]></category>

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		<description><![CDATA[27 novembre ore 21,00

di Stefano Massini
con Ottavia Piccolo
musiche per arpa eseguite dal vivo di Floraleda Sacchi
coordinamento artistico dello spettacolo di Silvano Piccardi
La contemporanea srl
Dopo il crollo del Regime sovietico, la Russia sembrava avviata verso una nuova democrazia. L’assassinio di Anna Politkovskaja ha allungato un’ombra terribile su questa illusione. Anna non era una militante politica, era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>27 novembre ore 21,00<br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;">di Stefano Massini</p>
<p style="text-align: left;">con Ottavia Piccolo</p>
<p style="text-align: left;">musiche per arpa eseguite dal vivo di Floraleda Sacchi</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-2111"></span>coordinamento artistico dello spettacolo di Silvano Piccardi</p>
<p style="text-align: left;"><em>La contemporanea srl</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il crollo del Regime sovietico, la Russia sembrava avviata verso una nuova democrazia. L’assassinio di Anna Politkovskaja ha allungato un’ombra terribile su questa illusione. Anna non era una militante politica, era una giornalista. Una giornalista e una donna, senza alcuna mira di potere o altro, se non quello di portare avanti, con tenacia e determinazione, il proprio mestiere. Il suo fu uno sguardo aperto, senza prevenzioni né compromessi, su quanto avveniva nel suo paese, partendo dalla lontana Cecenia, per arrivare a incontrare i momenti più terribili della recente storia russa (dalla strage al Teatro Dubrovka di Mosca, a quella nella scuola di Beslan). Se il vecchio potere sovietico, per imporre il proprio controllo su ogni forma di dissenso o, più semplicemente, di libero pensiero, si sentiva in dovere di costruire leggi, tribunali e processi speciali, che legittimassero in qualche modo l’accanimento repressivo, istituzionalizzandolo &#8211; il nuovo sistema di potere, per eliminare la presenza scomoda del “punto di vista” libero di questa donna, ha agito come un qualsiasi potere mafioso, affidandosi clandestinamente a dei sicari, a dei killer senza volto. Come nell’Argentina dei colonnelli (dove gli oppositori venivano fatti “sparire”, senza che ufficialmente nessuno ne dovesse rispondere), anche nel caso di Anna Politkovskaja, chi godeva della sua eliminazione, poteva nel contempo mostrarsi con le mani formalmente “pulite”. La vita di Anna è diventata qualcosa di unico e di emblematico, in cui la vicenda personale e professionale ha finito con l’assumere di per sé un meta-significato, un valore simbolico di qualcosa che ancora sembra sfuggire alla comprensione e alla coscienza contemporanea. Nel <em>memorandum</em> “<em>Il sangue e la neve”</em>, l’interprete femminile che raccoglie il testimone caduto dalle mani della Politkovskaja nel momento della sua eliminazione (in una ideale staffetta in cui l’attrice non si sostiuisce alla persona, facendone un personaggio “teatrale”, ma semplicemente ne prolunga fino a noi la forza e il valore), sottolinea che Anna si riteneva, ed era, una “giornalista”. Punto. Un ruolo sempre più scomodo nella “società della comunicazione” e del controllo mediatico delle coscienze: in questa “civiltà”, fare cronaca, pura e semplice e sincera cronaca, significa essere già in prima linea, esposti quindi a tutte le forme di rappresaglia, dalla più indiretta, silenziosa e segreta, alla più mirata e tragica. Affrontando il testo di Stefano Massini, mi resi conto che non si trattava di mettere in scena il “personaggio” di Anna Politkovskaja, né, tanto meno, di farne un’eroina da <em>feullieton</em> politico. Si trattava al contrario di restituire al pubblico, nella forma più diretta, più semplice, più anti-retorica possibile, il <em>senso</em> della scelta di verità, compiuta da una giornalista che volle andare a vedere <em>dentro</em> gli eventi, per restituircene, con sguardo limpido e coraggioso, personaggi e vicende. Mettere in scena uno sguardo, quindi: questo il compito mio e di Ottavia. Suggerendo il contesto realistico, evocando la persona attraverso le sue testimonianze, ricreando la condizione di solitudine che mano a mano la circondò, fino a soffocarla. E Ottavia Piccolo ha dato voce allo smarrimento, all’orrore, alla dignità e anche all’ironia di questa donna indifesa e tenace, con il rigore e l’intensa partecipazione di una attrice che in quei valori di libertà si identifica fino in fondo. Costruito come una serie di istantanee, il percorso seguito da Anna (scandito dall’intervento dell’arpa di Floraleda Sacchi, che diventa volta volta l’eco della guerra, lo spappolarsi dell’inno sovietico, un rumore di ferraglia inquietante, una momento di pace&#8230; ), veniva quindi ricreato dall’attrice, in simbiosi con quanto visto e vissuto dalla giornalista. Un semplice tavolino, le scarne azioni sceniche, il variare delle atmosfere sottolineate dai mutamenti spaziali suggeriti dalle luci, era dunque tutto ciò cui ci saremmo affidati, per evocare, dalla ristretta postazione di un palcoscenico, un intero mondo di eventi e di emozioni. Fino alla tragedia.</p>
<p><em>Silvano Piccardi</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>FRANKENSTEIN OSSIA IL PROMETEO MODERNO</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 12:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[drammaturgia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Prosa]]></category>
		<category><![CDATA[teatro e letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 3 febbraio 2010, ore 21,00 
scritto e diretto da Stefano Massini
liberamente ispirato al libro di Mary Shelley
scene Laura Benzi
costumi Micol Medda, Caterina Bottai
proiezioni Maddalena Ammannati, Cristina Andolcetti
luci Roberto Innocenti
Sandro Lombardi dà viso e voce alla Creatura
con (in ordine di apparizione)
Luisa Cattaneo, Silvia Frasson, Amerigo Fontani,Alessio Nieddu,
Daniele Bonaiuti, Simone Martini,    Antonio Fazzini, Roberto Posse
produzione Teatro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì 3 febbraio 2010, ore 21,00 </strong></p>
<p>scritto e diretto da Stefano Massini<br />
liberamente ispirato al libro di Mary Shelley</p>
<p><span id="more-1534"></span>scene Laura Benzi<br />
costumi Micol Medda, Caterina Bottai<br />
proiezioni Maddalena Ammannati, Cristina Andolcetti<br />
luci Roberto Innocenti</p>
<p>Sandro Lombardi dà viso e voce alla Creatura</p>
<p>con (in ordine di apparizione)<br />
Luisa Cattaneo, Silvia Frasson, Amerigo Fontani,Alessio Nieddu,<br />
Daniele Bonaiuti, Simone Martini,    Antonio Fazzini, Roberto Posse</p>
<p>produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana<br />
/Teatro delle Donne-Centro Nazionale di Drammaturgia<br />
in collaborazione con Festival della Creatività 2008</p>
<p>Il mito di Frankenstein è un colossale ingorgo di equivoci. Intanto nell’immaginario collettivo Frankenstein è per tutti il nome della Creatura, mentre nell’originale è il cognome dello scienziato creatore. E a tutto questo si sommi la portentosa quantità di deviazioni e confusioni narrative che si sono depositate sulla formidabile storia di Mary Shelley dopo decenni di versioni cinematografiche, rivisitazioni, riscritture, caricature e parodie.<br />
Fedele invece al materiale originale, messa da parte l’icona horror e la ricerca gotica della paura a tutti i costi, Massini mette in primo piano la sconcertante umanità della Creatura, scaraventata nel mondo con un bagaglio di inestricabili domande. La sua dolorosa solitudine è la chiave del testo e illumina a posteriori perfino il tortuoso percorso del giovane Victor verso la creazione.<br />
In un gioco continuo di ribaltamenti e di rimandi, si scopre la tormentata continuità che lega la passione prometeica del ventiquattrenne Victor alla desolata diversità della sua Creatura, la cui rabbiosa protesta è la protesta dell’Uomo contro i limiti – di ogni tipo – che lo stringono.<br />
Dice l’autore: “Ho scritto la mia versione teatrale di Frankenstein con irrispettoso rispetto. Del testo originale mi sono sforzato di mantenere le atmosfere, i colori, la decadente freddezza dell’ultimo Settecento, optando però per una radicale rivoluzione di punto di vista: a tessere le trame della storia è stavolta la Creatura, il cui umanissimo viso impera sulla scena in un lungo primo piano, capace di evocare – come in un lucido atto d’accusa – perfino la nascita del suo stesso Creatore”.<br />
Nello spettacolo le tappe dell’esperimento di Victor prendono forma un indizio dopo l’altro e vanno a comporre un mosaico fitto di personaggi, che nello sguardo della Creatura assommano tutte le miserie della condizione umana. Sarà il racconto della Creatura, grande maschera dominante sulla scena attraverso la proiezione del volto di Sandro Lombardi, a far prendere vita ai personaggi di questo “Prometeo moderno”.</p>
<p>Il Frankenstein di Stefano Massini si interroga sul labile confine che separa la scienza dal territorio inesplorato dell’oltre. Oltre la vita. Oltre il tempo circoscritto della mortalità fissata. Oltre il conto alla rovescia della clessidra rovesciata e implacabile.<br />
Dopo il successo di pubblico e i prestigiosi premi ricevuti in Italia, Massini sta ora raccogliendo consensi sempre maggiori anche nel resto d’Europa, dove i suoi testi vengono rappresentati con frequenza  – di recente a Parigi il suo Donna non rieducabile, dedicato alla memoria di Anna Politkovskaia.<br />
Edito in Italia dalla Ubulibri, il teatro di Stefano Massini è tradotto e pubblicato in Francia, Portogallo, Germania, Repubblica Ceca.</p>
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		<title>L&#8217;ELEFANTE SMEMORATO E LA PAPERA FICCANASO</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 14:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[pupazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro ragazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Auditorium Spazio Binario, Zola Predosa
14 e 15 gennaio 2010, ore 9,15 e 10,30
Un vecchio elefante dalla lunga proboscide non riesce a dormire la notte.
I pensieri, i cattivi ricordi forse, gli attanagliano la mente.
Un bel giorno decide di fare un tentativo: soffia dentro alcuni palloncini rossi i suoi ricordi e li fa volare via. Il tentativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Auditorium Spazio Binario, Zola Predosa<br />
14 e 15 gennaio 2010, ore 9,15 e 10,30</strong></p>
<p>Un vecchio elefante dalla lunga proboscide non riesce a dormire la notte.<br />
I pensieri, i cattivi ricordi forse, gli attanagliano la mente.<br />
Un bel giorno decide di fare un tentativo: soffia dentro alcuni palloncini rossi i suoi ricordi e li fa volare via. Il tentativo gli riesce quasi perfettamente perché, improvvisamente, perde la memoria. Tutto dovrebbe filare liscio, quand’ ecco entrare, o meglio, “ficcarsi” nella sua vita una papera che dapprima fa lui tante domande, poi passa a elargire suggerimenti e, infine esorta l’elefante ad uscire dal torpore della dimenticanza per cominciare una vita nuova.<br />
“Una bella passeggiata è quello che ti ci vuole altrimenti morirai di noia!”<br />
Così lo ammonisce la papera Teresina.<br />
Non è facile decidere il da farsi; ancora una volta l’ elefante si ritrova a combattere con i suoi pensieri finché, come rapito da una cieca volontà, parte all’avventura.<br />
Il mondo è giovane, esaltante e lui così ingenuo, indifeso come un bimbo alla prima esperienza. Ecco perché  non gli riesce di difendersi dai pericoli che sono in agguato. Per un elefante che sa parlare la lingua degli uomini, non sarà difficile finire in un circo dapprima e in una gabbia di zoo per ultimo.<br />
Intanto, solo così il nostro elefante troverà il coraggio di tornare a vivere la sua vita in compagnia dei nuovi e dei vecchi ricordi. Belli e brutti che siano.<br />
La “ficcanaso” di Teresina, ormai amica dello sventurato, ha un’idea.<br />
L’elefante deve soffiare ancora una volta nei palloncini rossi ben altro che i ricordi..!<br />
E cosa allora?<br />
Certe cose si scoprono vivendo, altre nei sogni, questa… andando a teatro.</p>
<p>Bibliografia</p>
<p>Il libro dal quale è stato tratto lo spettacolo si intitola “Elefanti bianchi, palloncini rossi” dell’ autrice austriaca Christine Nostlinger. Edito dalla Salani I Criceti.<br />
Christine Nostlinger è nata nel 1936, a Vienna, dove vive. Ha studiato all’Accademia<br />
di Belle Arti, ha lavorato per la radio e per la televisione, e da tanti anni si dedica alla letteratura per l’infanzia.<br />
La Nostlinger è stata definita la scrittrice per l’infanzia più rappresentativa degli ultimi anni.</p>
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		<title>BUONE FESTE</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 15:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

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		<title>ALICE</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 19:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro ragazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[19 &#8211; 20 novembre ore 10,00
di Giovanni Ferma e Daniele Dainelli
con Giovanni Ferma e Marina Signorini
Compagnia Fratelli di Taglia

Scenografie ideate  da “Fratelli di Taglia”
Progettate e realizzate da Gilberto Cerri
Decorazioni e oggetti di scena Andrea Moriani
costumi Marina e Patrizia Signorini
musiche Gianluca Brolli, Paolo Montebelli, Militi Leonardo
luci e fonica di Stefano Tampieri e Michele Drudi
ufficio stampa: Gabriele [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>19 &#8211; 20 novembre ore 10,00</strong></p>
<p>di Giovanni Ferma e Daniele Dainelli<br />
con Giovanni Ferma e Marina Signorini</p>
<p><strong>Compagnia Fratelli di Taglia</strong></p>
<p><span id="more-1368"></span></p>
<p>Scenografie ideate  da “Fratelli di Taglia”<br />
Progettate e realizzate da Gilberto Cerri<br />
Decorazioni e oggetti di scena Andrea Moriani<br />
costumi Marina e Patrizia Signorini<br />
musiche Gianluca Brolli, Paolo Montebelli, Militi Leonardo<br />
luci e fonica di Stefano Tampieri e Michele Drudi<br />
ufficio stampa: Gabriele Pizzi<br />
organizzazione: Angela Raccioppo e Margherita Valli<br />
Si ringraziano Brunella Pesaresi e Andrea Signorini<br />
regia di Giovanni Ferma e Daniele Dainelli</p>
<p><!--more--></p>
<p>Quella di Alice è un’avventura fantastica in un mondo straordinario e pieno di personaggi divertenti. Tutto comincia con una caduta in un pozzo e prosegue con diversi incontri sorprendenti a metà tra il sogno e il gioco.<br />
A differenza di tante favole scritte in quel periodo (siamo a metà del 1800) questa storia non ha una morale , bensì è un inno alla fantasia e al sogno.<br />
Ed anche nella nostra trasposizione teatrale Alice vive di fantasia pura, attraverso la magia del Bianconiglio, viene travolta da quello che succede e, insieme a lei, anche gli spettatori sono coinvolti nelle sue avventure e nei suoi pensieri in uno spettacolo nel quale accadono cose assurde, impensabili nella vita di tutti i giorni.<br />
Quante volte ci siamo soffermati a pensare a come sarebbero state le cose se avessimo effettuato un&#8217;altra scelta, se avessimo svoltato l’angolo o non l’avessimo fatto, avremmo potuto incontrare una persona che ci avrebbe cambiato la vita oppure non sarebbe cambiato nulla. Noi viviamo una volta sola, non ci possono essere termini di paragone con altre vite ed ogni nostra scelta deve essere fatta col cuore, col cervello e con un pizzico di audacia. E’ questo il sogno di Alice…</p>
<p><!--more--></p>
<p><em>Fascia d&#8217;età consigliata: 6 &#8211; 11 anni</em></p>
<p><em>tecnica utilizzata: teatro d&#8217;attore con maschere, oggetti e canto dal vivo</em></p>
<p><em>Durata 70 minuti </em></p>
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		</item>
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		<title>IL LUPO E I SETTE CAPRETTI</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro per famiglie '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[pupazzi]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per famiglie]]></category>

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		<description><![CDATA[15 novembre 2009 ore 16,00 


Di e con Danilo Conti e Antonella Piroli
Compagnia Tanti Cosi progetti
Prosegue il percorso di Tanti Cosi Progetti  sulla fiaba classica: è Il lupo e i sette capretti nella versione dei fratelli Grimm, che sembra essere la più conosciuta: sei ingenui capretti finiscono nella pancia del lupo. Solo il più piccolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>15 novembre 2009 ore 16,00 </strong></p>
<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/11/lupo1.jpg"><br />
</a></p>
<p>Di e con Danilo Conti e Antonella Piroli</p>
<p>Compagnia Tanti Cosi progetti</p>
<p>Prosegue il percorso di Tanti Cosi Progetti  sulla fiaba classica: è Il lupo e i sette capretti nella versione dei fratelli Grimm, che sembra essere la più conosciuta: sei ingenui capretti finiscono nella pancia del lupo. Solo il più piccolo sfugge alla sua bocca vorace. Insieme alla mamma, con astuzia e coraggio, salverà i fratellini….<br />
Questa fiaba è il punto di partenza di un lavoro che ha portato il TCP ad una messa in scena con figure nella quale, parallelamente alla ricerca sul linguaggio della favola con le sue tante sfumature, approfondisce il lavoro sulle tecniche di animazione che da sempre caratterizzano le sue roduzioni. Inoltre Il lupo e i sette capretti succede alle precedenti produzioni, I tre porcellini e Cappuccetto Rosso,  creando un percorso sulla figura del lupo e di tutto quello che rappresenta nell’immaginario semplice e istintivo dell’infanzia e più complesso ed elaborato dell’età adulta.<br />
Le fiabe sono fatte per essere raccontate, e diversi sono i modi per poterle raccontare. Forse il più comune è quello della narrazione (anche i genitori leggendo le fiabe ai figli diventano narratori, interpretando i personaggi differenziando le voci…); noi abbiamo scelto di proporla attraverso quello che è il nostro linguaggio, il nostro modo di rivolgerci al pubblico per il quale l’attore in scena agisce e interagisce con tanti elementi, manipolandoli, giocando con essi.<br />
Il lavoro di questi elementi che si aggiunge, che supporta, che subentra a quello dell’attore è quello fatto sui pupazzi, sulle immagini, sugli oggetti (spesso recuperati, rielaborandoli) così che il lavoro dell’attore si arricchisce di quello dell’animatore.</p>
<p>Dopo lo spettacolo: <strong>Merenda in compagnia</strong> in collaborazione con <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/12/melamangio-x-web.bmp"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-699" title="melamangio-x-web" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/12/melamangio-x-web.bmp" alt="" width="82" height="32" /></a></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/il-lupo-e-i-sette-capretti1/" /></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>U N O</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/u-n-o/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>

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		<description><![CDATA[
Spettacolo vincitore
Premio FIT/ Festival Internazionale del Teatro
L’Altro Festival- Sezione Teatro Ragazzi
Finalista Premio
EXTRA &#8211; Segnali dalla nuova scena italiana
uno spettacolo di Fabrizio Pallara, Dari Garofalo
regia, scene e luci Fabrizio Pallata
con Dario Garofalo
C&#8217;è splendore
in ogni cosa, io l&#8217;ho visto.
Io ora lo vedo di più
C&#8217;è splendore.
Non avere paura.
Mariangela Gualtieri
Inno all’uomo, alla sua capacità di sognare, urlo alla vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/10/gizebre-x-web.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1285" title="gizebre-x-web" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/10/gizebre-x-web.jpg" alt="" width="439" height="329" /></a></p>
<p>Spettacolo vincitore<br />
Premio FIT/ Festival Internazionale del Teatro<br />
L’Altro Festival- Sezione Teatro Ragazzi</p>
<p>Finalista Premio<br />
EXTRA &#8211; Segnali dalla nuova scena italiana</p>
<p>uno spettacolo di Fabrizio Pallara, Dari Garofalo<br />
regia, scene e luci Fabrizio Pallata<br />
con Dario Garofalo</p>
<p>C&#8217;è splendore<br />
in ogni cosa, io l&#8217;ho visto.<br />
Io ora lo vedo di più<br />
C&#8217;è splendore.<br />
Non avere paura.</p>
<p>Mariangela Gualtieri</p>
<p>Inno all’uomo, alla sua capacità di sognare, urlo alla vita e alla responsabilità dell’uomo nei confronti del mondo, alla necessità di renderlo migliore. Canto di gioia, canto della bellezza che viene dalla bruttezza, canto di chi non può fare a meno di sognare e combatte con la realtà che gli imporrebbe tutt’altro. Uno parla d’amore, scortica la realtà e ne fa sogno, musica e danza, ne fa delicato vento che solleva e dondola e impollina i cuori e gli occhi di chi guarda, cantando la speranza di cambiare.<br />
La scena è una discarica: un vecchio cestello della lavatrice, un treppiedi per ventilatore, un paio di vecchie ciabatte, un ombrellone, un vecchio lenzuolo, una tv svuotata del suo tubo catodico, uno scolapasta, due ruote di trattore, delle calze bucate. Uno è in cerca di cibo ma non trova niente da mangiare, solo brutti oggetti non commestibili, ma poi a guardar meglio Uno scopre cosa sono veramente quegli oggetti: sono cibo per l’anima, strumenti per sognare. Appare un bruco, una pericolosissima tarantola, due giraffe-zebre, un pianoforte multicolore, un bagno caldo, un re, una donna bellissima. Un viaggio di crescita per riuscire a mettere in equilibrio i sogni con la realtà, i desideri con le necessità.</p>
<p>Lo spettacolo, rivolto ad un pubblico di bambini e adulti, vuole risvegliare la capacità di ognuno di vedere il mondo che ci circonda con occhi diversi. Le cose non sono solo quello che appaiono, perché la nostra fantasia, sensibilità e capacità di sognare possono trasformare “ciò che è” in “ciò che potrebbe essere”.</p>
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		<title>LA STORIA DI HANSEL E GRETEL</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>

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		<description><![CDATA[
testo Katia Scarimbolo
scene luci e regia Michelangelo Campanale
con Catia Caramia, Giulio Ferretto,
Paolo Gubello, Maria Pascale
Produzione Teatro Crest
Età consigliata:  dai 6 agli 11 anni
Tecnica utilizzata: Teatro d’attore
Durata: 60 minuti
Nella regione tedesca dello Spessart esiste ancora una fitta foresta, difficile da attraversare con i suoi pochi e aspri sentieri, resi ancora più difficoltosi da giganteschi e ombrosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/10/hensel-e-gretel-_1-x-web.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1281" title="hensel-e-gretel-_1-x-web" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/10/hensel-e-gretel-_1-x-web.jpg" alt="" /></a></p>
<p>testo Katia Scarimbolo<br />
scene luci e regia Michelangelo Campanale<br />
con Catia Caramia, Giulio Ferretto,<br />
Paolo Gubello, Maria Pascale</p>
<p>Produzione Teatro Crest</p>
<p>Età consigliata:  dai 6 agli 11 anni<br />
Tecnica utilizzata: Teatro d’attore<br />
Durata: 60 minuti</p>
<p>Nella regione tedesca dello Spessart esiste ancora una fitta foresta, difficile da attraversare con i suoi pochi e aspri sentieri, resi ancora più difficoltosi da giganteschi e ombrosi pini e faggi, i cui rami intralciano il cammino. Per i contadini della zona è “il bosco della strega”, per via di un rudere con i suoi quattro forni e della storia di una donna bellissima che, con i suoi dolci magici, catturava quanti,  perdendosi nel bosco, arrivavano nei pressi della sua casa.<br />
Sembra essere questa l’origine della fiaba di Hansel e Gretel, racconto “ombroso” come il bosco, reso ancora più inquietante dalla presenza di una donna che appare ai due fratellini bellissima, accogliente e materna, ma  strega che inganna e mangia i bambini.<br />
Nello spettacolo, come nella fiaba, la sua presenza getta una luce mutevole su ogni passaggio della storia: il giornaliero inganno dell’immagine nasconde verità opposte o semplicemente più complicate. La casa, il bosco, il sentiero illuminato dai magici sassolini, le piume lucenti del cigno, tutto  gira e si trasforma,  per poi ritornare con una luce nuova, come il sole ogni mattina.<br />
“Cosa è buono? Cosa è brutto? Ciò è vero o ciò appare… non lasciatevi ingannare!”.</p>
<p>In tempi di recessione economica, raccontare ai bimbi della società dei consumi una favola che prende avvio proprio dalla prosastica difficoltà di un padre e di una madre a sfamare i figli può non essere un esercizio di stile. Del resto, le favole non lo sono mai. Quali ansie d’abbandono, paura di non vedere soddisfatti i propri bisogni, quali fantasmi prendono corpo in bambini che sentono minacciata la propria avidità di benessere? Uno spettacolo sospeso tra realtà e favola, perché i bambini  imparino a dare valore alle cose e soprattutto alla loro capacità di discernere e conquistarle, a superare la dipendenza passiva, quella dai genitori e quella&#8230; dall’abbondanza.</p>
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		<title>ROMEO AND JULIET (ARE DEAD)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>

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		<description><![CDATA[
23 febbraio ore 9,30 e 11,15 
Regia Laura Pasetti
Riduzione da Shakespeare: Nick Fearne
Dialoghi e commenti: Jennifer Mc Gregor e gli attori
Produzione: Charioteer Theatre
Sponsor e supporters: Moray Council, Arts in Moray, Piccolo Teatro di Milano
Fascia d’età: 10 – 14 anni e biennio superiori
Tecnica utilizzata: teatro d’attore
Durata: 70 minuti
Romeo, Giulietta e Mercurio non sono per niente contenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/10/ritratti-x-web.bmp"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1276" title="ritratti-x-web" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/10/ritratti-x-web.bmp" alt="" /></a><strong></strong></p>
<p><strong>23 febbraio ore 9,30 e 11,15 </strong></p>
<p>Regia Laura Pasetti<br />
Riduzione da Shakespeare: Nick Fearne<br />
Dialoghi e commenti: Jennifer Mc Gregor e gli attori<br />
Produzione: Charioteer Theatre</p>
<p>Sponsor e supporters: Moray Council, Arts in Moray, Piccolo Teatro di Milano</p>
<p>Fascia d’età: 10 – 14 anni e biennio superiori<br />
Tecnica utilizzata: teatro d’attore<br />
Durata: 70 minuti</p>
<p>Romeo, Giulietta e Mercurio non sono per niente contenti del finale che Shakespeare ha riservato loro. Soprattutto Romeo e Giulietta non riescono a darsi pace. Non accettano la loro fine prematura e ritengono che Shakespeare sia stato particolarmente ingiusto e crudele. Per cercare di dare un senso al loro destino, ripetono all’infinito la scena finale. Gli spettatori entrano e assistono a questa scena: Giulietta addormentata nella tomba, Romeo arriva, la crede morta e si uccide. Giulietta si sveglia, vede il suo amore morto e si uccide a sua volta.<br />
A questo punto Mercurio interrompe la loro rappresentazione: non ne può più di assistere al finale, propone ai due innamorati di ripercorrere le tappe fondamentali della loro settimana insieme e forse, in questo modo, troveranno le risposte che cercano, forse scopriranno dove Shakespeare ha sbagliato e vedranno se veramente avevano un’altra scelta.</p>
<p>Lo spettacolo si pone il doppio scopo di avvicinare gli studenti alla lingua di Shaekespeare e al Teatro. I tre personaggi principali di Romeo, Giulietta e Mercuzio rappresentano le scene più importanti della tragedia rigorosamente nell’inglese di Shaekespeare e nello stesso tempo commentano in Inglese moderno le scene svolte. Mercuzio funge da narratore collegando le scene in Italiano e traduce dall’inglese alcuni commenti per facilitare i ragazzi nella comprensione.<br />
Lo spettacolo è ambientato ai giorni nostri per sottolineare l’attualità del testo e della storia. La scena della morte dei due innamorati viene prima rappresentata in abiti del 1500, poi i personaggi si cambiano e indossano jeans e maglietta.</p>
<p>Le musiche, di John Metcalfe sottolineano il ritmo di alcune scene, aiutano ad apprezzare il pentametro giambico ed evocano in maniera efficace le circostanze.</p>
<p>Lo spettacolo è molto dinamico, la scenografia inesistente, proprio per dare l’opportunità agli studenti di apprezzare la poesia del testo, stimolare la fantasia e appassionare al teatro, in grado di creare solo con la recitazione le situazioni più drammatiche.</p>
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		<title>Teatro e scuola: fondamenti di un rapporto</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/teatro-e-scuola-fondamenti-di-un-rapporto/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 11:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[teatro scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[10 giugno 2009, ore 9,30 

I bambini vivono con estrema intensità ciò che viene loro proposto in modo esteticamente accurato
Emilia Romagna Teatro Fondazione e Casalecchio delle Culture dedicano la giornata di mercoledì 10 giugno, in Piazza delle Culture &#8211; Casa della Conoscenza, all&#8217;esplorazione dei fondamenti del rapporto tra teatro e scuola in base all’esperienza promossa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>10 giugno 2009, ore 9,30 </strong><br />
<em></em><br />
<em>I bambini vivono con estrema intensità ciò che viene loro proposto in modo esteticamente accurato</em></p>
<p>Emilia Romagna Teatro Fondazione e Casalecchio delle Culture dedicano la giornata di mercoledì 10 giugno, in Piazza delle Culture &#8211; Casa della Conoscenza, all&#8217;esplorazione dei fondamenti del rapporto tra teatro e scuola in base all’esperienza promossa in questi anni nei teatri di ERT e in particolare nel progetto L’Alfabeto del cuore a Casalecchio di Reno.<br />
Il rapporto tra teatro e scuola si è configurato come uno scambio di competenze reciproche: attraverso gli incontri tra insegnanti, operatori teatrali e pedagogisti, si sono costruite relazioni interdisciplinari in cui la scuola mette in gioco se stessa in relazione al teatro e viceversa.<br />
I fondamenti di questo rapporto vengono creati dagli &#8220;addetti ai lavori&#8221; (insegnanti, artisti, operatori e pedagogisti), ma sempre hanno al centro i bambini, vero motore di quest’azione e protagonisti indiscussi. L&#8217;idea di teatro che ha plasmato l&#8217;attività di ERT a Casalecchio di Reno, mette al centro il bambino e lo trasforma in spettatore partecipe, chiamato a elaborare una propria visione dell’azione teatrale.</p>
<p>•    Quali sono i fondamenti del rapporto tra teatro e scuola?<br />
•    Qual è il rapporto tra teatro e trasmissione della conoscenza?<br />
•    Come si trasforma l’esperienza del teatro nel bambino?</p>
<p>Queste le domande-cardine dell&#8217;incontro, necessarie per andare verso la formazione e la costruzione di un orizzonte culturale condiviso &#8211; e forse oggi in via di distruzione.  Domande che partono dall’idea che il teatro per l’infanzia è un&#8217;esperienza culturale volta a condividere conoscenza, e un&#8217;esperienza estetica che crea modelli di emozioni, espressivi, di racconto. Un’esperienza, quindi, necessaria.</p>
<p>Come sempre la giornata è vissuta soprattutto come un&#8217;occasione di incontro in cui agli interventi concordati con gli esperti del settore e gli artisti, si alternano presenze inaspettate e nuove. Diamo quindi indicazioni sui temi e le macro aree che verranno affrontate nelle due parti di giornata:</p>
<p><strong>9.30-12.30:</strong> pedagogisti, artisti, ricercatori e insegnanti cercheranno di individuare e raccontare  i cardini fondamentali del rapporto teatro -scuola illustrando i risultati degli ultimi studi in materia e alcune esperienze concrete di sperimentazione didattica supportata dal teatro.</p>
<p><strong>1</strong><strong>4.30-17.30</strong>: Presentazione del progetto Rotopalco Speciale,illustrazione di alcuni elaborati pervenuti dalle scuole, lettura dei dati del questionario sulla qualità distribuito nelle scuole di Casalecchio e Zona Culturale Bazzanese, Castelfranco Emilia e Modena, esperienze concrete  e dibattito.</p>
<p>Tra le presenze previste: <strong>Roberto Gris</strong>, ricercatore, Scienze dell&#8217;educazione Università di Trento, <strong>Raffaella Faggioli</strong> del Centro Studi Bertolini e insegnante, <strong>Elena Galeotti</strong>, Ass. Cantharide, <strong>Gabriele Duma</strong>, regista.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8230;per una Carta dei Diritti  del Bambino all&#8217;Arte e alla Cultura</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 09:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[teatro scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[La Baracca &#8211; Testoni Ragazzi lancia l&#8217;idea di una Carta dei diritti del bambini all&#8217;Arte e alla Cultura in divenire a partire dall&#8217;art. 31 della Convenzione sui diritti dell&#8217;Infanzia approvata dall&#8217;Assemblea delle Nazioni Unite nel 1989 che recita:
&#8220;1- Gli stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/06/pablo-picasso-paul-in-harlequin-451961.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1031" title="pablo-picasso-paul-in-harlequin-451961" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/06/pablo-picasso-paul-in-harlequin-451961.jpg" alt="" /></a>La Baracca &#8211; Testoni Ragazzi lancia l&#8217;idea di una Carta dei diritti del bambini all&#8217;Arte e alla Cultura in divenire a partire dall&#8217;art. 31 della <a href="http://http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/51"><strong>Convenzione sui diritti dell&#8217;Infanzia</strong></a> approvata dall&#8217;Assemblea delle Nazioni Unite nel 1989 che recita:</p>
<p><em>&#8220;1- Gli stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica. 2 &#8211; Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente allavita culturale ed artistica e incoraggiano l&#8217;organizzazzione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.&#8221;<br />
</em><br />
Poichè ci stiamo occupando di Diritti dell&#8217;Uomo con la Scuola Media Malaguti di Crespellano, riportiamo i &#8220;nuovi&#8221; articoli proposti da La Baracca &#8211; Testoni Ragazzi, in attesa di quelli che verranno.</p>
<p><strong>I bambini hanno diritto: </strong></p>
<p>1. ad avvicinarsi all&#8217;arte in tutte le sue forme: teatro, musica, danza, letteratura, poesia, cinema, arti visuali e multimediali</p>
<p>2. a sperimentare linguaggi artistici, anch&#8217;essi  &#8220;saperi fondamentali&#8221;</p>
<p>3. a essere parte di processi artistici che nutrano la loro intelligenza emotiva e li aituino a sviluppare in modo armonico sensibilità e competenze</p>
<p>4. a sviluppare, attravreso il rapporto con le arti, l&#8217;intelligenza corporea, semantica e iconica</p>
<p>5. a godere di prodotto artistici di qualità, creatiper loro appositamente da professionisti, nelrispetto dellediverse età</p>
<p>6. ad avere un rapporto con l&#8217;Arte e la Cultura senza essere trattati da &#8220;consumatori&#8221;, ma da &#8220;soggetti&#8221; competenti e sensibili</p>
<p>7. a frequentare le Istituzioni Artistiche e Culturali della città, sia con la famiglia che con la scuola, per scoprire e vivere ciò che il territorio offre</p>
<p>8. a partecipare ad eventi artistici e culturali con continuità, e non saltuariamente, durante la loro vita scolastica e prescolastica</p>
<p>9. a condividere con la famiglia il piacere di un&#8217;esperienza artistica</p>
<p>10. ad avere un sistema integrato tra la scuola e le istituzioni artistiche e culturali, perchè solo un&#8217;osmosi continua può offrire una cultura viva</p>
<p>11. a frequentare musei, teatri, biblioteche, cinema e altri luoghi di cultura e spettacolom insieme ai prorpi compagni di scuola</p>
<p>12. a vivere esperienze artistiche e culturali accompagnati dai propri insegnanti, quali mediatori necessari per sostenere e valorizzare le loro percezioni</p>
<p>13. a una cultura laica, nel rispetto di ogni identità e differenza</p>
<p>14. all&#8217;integrazione, se migranti, attraverso la conoscenza e la condivisione del patrimonio artistico e culturale della comunità in cui vivono</p>
<p>15. a progetti artistici e culturali pensati nella considerazione delle diverse abilità</p>
<p>16. a luoghi ideati e strutturati per accoglierli nelle loro diverse età</p>
<p>17. a frequentare una scuola che sia reale via d&#8217;accesso ad una cultura diffusa e pubblica</p>
<p>18. a partecipare alle proposte artistiche e culturali della città, indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche di appartenenza, perchè tutti i bambini hanno diritto all&#8217;Arte e alla Cultura</p>
<p>19. &#8230;</p>
<p>20. &#8230;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Incendi</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/incendi2/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 13:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Scuola '07 '08]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Habitat per la scena contemporanea 09]]></category>

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		<description><![CDATA[Teatro Comunale A. Testoni
11 maggio 2009 ore 21.00
INCENDI
di Wajdi Mouawad
in collaborazione con Fondazione Nuovi Mecenati
nell’ambito del progetto Face à Face
Parole di Francia in Italia/Paroles d’Italie en France
traduzione Caterina Gozzi
mise en espace a cura di Stefano Ricci
con Maria Paiato, Anna Gualdo, Vinicio Marchioni, Cristina Spina, Marco Vergani
In Francia Wajdi Mouawad è il drammaturgo rivelazione degli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Teatro Comunale A. Testoni</strong></p>
<p><strong></strong><strong>11 maggio 2009 ore 21.00<br />
INCENDI<br />
di Wajdi Mouawad</strong></p>
<p>in collaborazione con Fondazione Nuovi Mecenati<br />
nell’ambito del progetto Face à Face<br />
Parole di Francia in Italia/Paroles d’Italie en France</p>
<p>traduzione Caterina Gozzi<br />
mise en espace a cura di Stefano Ricci<br />
con Maria Paiato, Anna Gualdo, Vinicio Marchioni, Cristina Spina, Marco Vergani</p>
<p>In Francia Wajdi Mouawad è il drammaturgo rivelazione degli ultimi anni. Con la sua trilogia sulla guerra, l’esilio e l’identità di cui Incendi è parte, Mouawad ha creato un teatro universale che risuona come una tragedia moderna. Un’odissea del tempo presente che ci trascina alle stesse fonti dell’esistenza, parola che in arabo si dice Wajdi. Di Incendi dice: “Colui che tenta di trovare le sue origini è come chi cammina in mezzo al deserto e spera di trovare, dietro ogni duna, una città. Ma ogni duna ne nasconde un’altra e la fuga è senza via di uscita”.<br />
Nato in Libano nel 1968, Wajdi Mouawad è costretto ad abbandonare la sua terra natale a otto anni, a causa della guerra civile. Inizia un periodo d’esilio, che lo conduce prima in Francia, poi, dal 1983, in Québec. È qui che compie i suoi studi e ottiene il diploma della Scuola Nazionale di Teatro di Montréal. Autore e regista, Mouawad crea molto presto la sua prima compagnia, il Théâtre Ô Parleur. Nel 2000 diventa direttore artistico del Théâtre de Quat’sous di Montréal, incarico che manterrà fino al 2005 quando crea le compagnie Abé carré cé carré e Au carré de l’hypothénuse che collaborano da una parte all’altra dell’Atlantico. Dal 2007 è direttore artistico del Théâtre français du Centre national des Arts d’Ottawa. Nel 2009, sarà artista associato al Festival di Avignone.</p>
<p><em><strong>Nella foto: Maria Paiato </strong></em></p>
<p>In collaborazione con</p>
<p><a href="http://www.france-bologna.it"><img class="alignnone size-medium wp-image-1011" title="alliance-francaise-dc-alta-definizione" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/05/alliance-francaise-dc-alta-definizione.jpg" alt="" width="171" height="119" /></a></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/incendi2/" /></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Odissea</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/odissea3/</link>
		<comments>http://www.teatrocasalecchio.it/home/odissea3/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 10:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Habitat per la scena contemporanea 09]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrocasalecchio.it/home/?p=962</guid>
		<description><![CDATA[7-8 APRILE ore 21
TEATRO DE LOS ANDES
Testo e regia CÉSAR BRIE
coproduzione
EMILIA ROMAGNA TEATRO
FONDAZIONE PONTEDERA TEATRO
in collaborazione con
ARMUNIA Festival Costa degli Etruschi Castiglioncello
Fondazione Fabbrica Europa Firenze
L’Odissea è il racconto dei racconti agli albori dell’uomo, la sintesi di tutti gli aspetti del racconto: la fiaba, la magia, gli eventi, i ricordi, la lotta contro la natura, contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>7-8 APRILE ore 21</strong></p>
<p><strong>TEATRO DE LOS ANDES</strong></p>
<p>Testo e regia CÉSAR BRIE</p>
<p>coproduzione<br />
EMILIA ROMAGNA TEATRO<br />
FONDAZIONE PONTEDERA TEATRO</p>
<p>in collaborazione con<br />
ARMUNIA Festival Costa degli Etruschi Castiglioncello<br />
Fondazione Fabbrica Europa Firenze</p>
<p>L’Odissea è il racconto dei racconti agli albori dell’uomo, la sintesi di tutti gli aspetti del racconto: la fiaba, la magia, gli eventi, i ricordi, la lotta contro la natura, contro i propri compagni, contro i mostri e contro se stessi.  E così César Brie, attraverso il mito, cerca di rispondere ad alcune domande attualissime, cerca di capire quali siano gli odierni naufragi, le passioni e i mostri che attanagliano le nostre vite.<br />
Parte da qui Odissea, dalle radici della cultura occidentale e si trasforma in uno spettacolo multietnico e colorato, attualissimo.<br />
Dieci attori in scena, uno spazio vuoto dove lunghe canne disegnano, di volta in volta, ambienti interni o grandi orizzonti; musica dal vivo suonata dagli attori stessi, e la danza, che si configura come simbolo del viaggio, delle peregrinazioni di un Ulisse divenuto un emigrante sud-americano che cerca di oltrepassare la frontiera statunitense per poi ritornare ad Itaca da deportato. E se Ulisse è un emigrante boliviano, Polifemo diventa il capo di una banda di criminali che uccide i clandestini. Cariddi è il Golfo di Guatemala da cui partono i loro gommoni per approdare alle coste messicane, Scilla il deserto che li divora alla frontiera statunitense, dove i Lestrigoni, turisti della disperazione altrui, li aspettano per fotografarli come trofei prima di abbandonarli al loro destino miserabile.<br />
Due ore e mezza che parlano di noi, anche quando, in apparenza, si rigira il coltello nelle piaghe andine. Non c’è più un ordine antico e giusto da restaurare: nell’Odissea del Teatro de Los Andes, montata mentre la Bolivia era sull’orlo di una guerra civile, il disordine diviene sostanza e l’ordine formale è quello di un passato che abbiamo sempre davanti.<br />
Intrecciando fili e tematiche differenti, l’Odissea omerica si è trasformata in uno spettacolo che è magia, rapimento, divertimento, proiezione nel mito di una vita che potrebbe essere quella di ognuno di noi.<br />
Inoltre, in collaborazione con il Centro La Soffitta, Conversazioni nel foyer, incontro con Cesar Brie, alle ore 18 dell’8 aprile in Teatro in cui lo stesso regista ci parlerà del suo viaggio attraverso l’Odissea.</p>
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		<title>Paladini di Francia &#8211; Spada avete voi, spada avete io!</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 00:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

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		<description><![CDATA[31 marzo – 1 aprile, ore 10,00 
Di Francesco Niccolini
Redia di Enzo Toma
Con Silvia Ricciardelli, Angela de Gaetano, Carlo Durante Fabio Tinella
Assistente alla regia Valentina Impiglia
Ideazione scene Iole Cilento
Realizzazione scene Porziana Catalano
Tecnici di compagnia Angelo Piccinni, Mario daniele
Collaborazione Tonio de Nitto e fabrizio saccomanno
Organizzazione Franco Ungaro
Dedicato a Che cosa sono le nuvole?  di Pier Paolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>31 marzo – 1 aprile, ore 10,00 </strong></p>
<p>Di Francesco Niccolini<br />
Redia di Enzo Toma<br />
Con Silvia Ricciardelli, Angela de Gaetano, Carlo Durante Fabio Tinella<br />
Assistente alla regia Valentina Impiglia<br />
Ideazione scene Iole Cilento<br />
Realizzazione scene Porziana Catalano<br />
Tecnici di compagnia Angelo Piccinni, Mario daniele<br />
Collaborazione Tonio de Nitto e fabrizio saccomanno<br />
Organizzazione Franco Ungaro<br />
<em>Dedicato a Che cosa sono le nuvole?  di Pier Paolo Pasolini</em></p>
<p><strong>Produzione Cantieri Teatrali Koreja </strong></p>
<p>“ Giochi di bambini, giochi di guerra. Marionette. Pupi. Roba vecchia e bellissima. Da spaccare in due a colpi di spada. Sotto: corpi, metallo, amore e guerra. Sopra: fili, voci tonanti e un destino tragico. Carlo Magno e i suoi paladini. Da ragazzo li odiavo quei personaggi, prototipi di conquistatori. Invece amavo con tenerezza e batticuore le loro raffigurazioni morte, quelle marionette fatte a pezzi, legate a un cielo strappato. Vent’anni dopo, quando vedo uomini e/o marionette morire sui campi di battaglia, ho capito che tutti meritano compassione e i loro corpi vanno rispettati.<br />
La storia comica e tragica dei paladini di Carlo Magno – dall’arrivo a corte della bella Angelica al massacro di Roncisvalle – racconta la bellezza e la crudeltà della vita. E se da più di cinquecento anni grandi poeti e oscuri teatranti continuano a provare un piacere immenso a raccontarla, un motivo ci deve essere. Mi pare di essere nel teatrino delle marionette dove Pasolini fa raccontare a Totò, Ninetto Davoli, Franco e Ciccio, la triste storia del teatrino di otello, iago e Desdemona. Con quelle stesse marionette vorrei raccontare di Rinaldo, Astolfo, Angelica, Bradamante, Fiordiligi, Orlando e, da ultimo, del massacro di Roncisvalle, quella discarica assurda e insanguinata dove tutti quei corpi morirono e furono abbandonati, occhi al cielo, a domandarsi che cosa sono le nuvole”.  Francesco Niccolini</p>
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		<title>La badante</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 10:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prosa]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[autori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrocasalecchio.it/home/?p=916</guid>
		<description><![CDATA[18 marzo ore 21,00 
testo e regia di Cesare Lievi
scene di Josef Frommwieser
costumi di Marina Luxardo
luci Gigi Saccomandi
con Ludovica Modugno
Emanuele Carucci Viterbi, Leonardo De Colle, Paola Di Meglio, Giuseppina Turra
PREMIO UBU 2008 a Cesare Lievi come miglior autore di novità italiana
PREMIO della CRITICA TEATRALE 2008 a Ludovica Modugno quale Migliore attrice dell’anno
Una Produzione CTB Teatro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>18 marzo ore 21,00 </strong></p>
<p>testo e regia di Cesare Lievi</p>
<p>scene di Josef Frommwieser<br />
costumi di Marina Luxardo<br />
luci Gigi Saccomandi</p>
<p>con Ludovica Modugno<br />
Emanuele Carucci Viterbi, Leonardo De Colle, Paola Di Meglio, Giuseppina Turra</p>
<p>PREMIO UBU 2008 a Cesare Lievi come miglior autore di novità italiana<br />
PREMIO della CRITICA TEATRALE 2008 a Ludovica Modugno quale Migliore attrice dell’anno</p>
<p><strong>Una Produzione CTB Teatro Stabile di Brescia</strong></p>
<p>Dopo <em>Fotografia di una stanza</em> e <em>Il mio amico Baggio</em>, Cesare Lievi ci regala l’ultimo atto di un’ideale trilogia che parla di noi, della società odierna e dei cambiamenti che rapidamente e, a volte malvolentieri, si insinuano nel nostro quotidiano, sgretolando abitudini e convenzioni. E così, il tema dell’immigrazione irrompe anche sui palcoscenici di questo Bel Paese che rimane sgomento di fronte alla presenza dello “straniero”, foriero di lingue e culture altre.<br />
Un salotto borghese, una famiglia come tante, soffocata dal benessere e impoverita nell’anima, si trova a fare i conti con una giovane donna dell’est, La badante, elemento scatenante di una serie di conflitti latenti; cartina al tornasole di una società, la nostra, vittima di un impoverimento affettivo e relazionale, di un mondo che ha costruito la propria fortuna sull’avere piuttosto che sull’essere.<br />
Cesare Lievi, autore e regista, sviluppa questo tema sottoforma di giallo, giocando con gli attori e gli spettatori; insinuando dubbi e sbriciolando certezze.<br />
Due figli, oramai adulti, si preoccupano per la salute dell’anziana madre; entrambi hanno poco tempo da dedicarle e così assumono una badante dell’Europa dell’Est. Ma l’anziana signora non l’accetta. Dice che è disonesta, che è una ladra.<br />
Amareggiata dai figli e dalla presenza della “straniera”, la signora muore. Ma, quando viene letto il testamento, il lutto dei figli si tramuta in rabbia perché l’eredità della madre è scomparsa nel nulla. Ma come e perché è avvenuto questo?<br />
L’ultima parte della pièce svelerà tutti i retroscena; un flashback conclusivo rivelerà le ultime ed inaspettate volontà dell’anziana che, per colpire l’inettitudine dei figli naturali, prenderà decisioni inaspettate…<br />
Tre atti, una scena austera e una donna anziana (interpretata magistralmente da Ludovica Modugno) dalla cattiveria ancora giovane e dalla delusione antica, divengono specchio della nostra società attraverso un testo che si tramuta in un’impudente accusa</p>
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		<title>Nel buio. Una bambina vestita di rosso</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 10:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro ragazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[ 10 marzo, ore 10,00
Una co-produzione Teatrimperfetti/Maria Ellero- Teatro Comunale De Micheli
di e con Maria Ellero
testo di Maria Ellero e Gianni Franceschini
elaborazione immagini Massimiliano Masserelli e Andrea Nalin
progetto scenografico Marco Gardesani
realizzazione scenografica Enrico Guerra e Luciano Rizzati
disegno luci Massimiliano Masserelli
musiche originali Sergio Altamura
elaborazione fonica Roberto Passuti
costumi Graziella Pelati
le bambine vestite di rosso Agnese Brondi, Cecilia [...]]]></description>
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<p>Una co-produzione Teatrimperfetti/Maria Ellero- Teatro Comunale De Micheli<br />
di e con Maria Ellero<br />
testo di Maria Ellero e Gianni Franceschini<br />
elaborazione immagini Massimiliano Masserelli e Andrea Nalin<br />
progetto scenografico Marco Gardesani<br />
realizzazione scenografica Enrico Guerra e Luciano Rizzati<br />
disegno luci Massimiliano Masserelli<br />
musiche originali Sergio Altamura<br />
elaborazione fonica Roberto Passuti<br />
costumi Graziella Pelati<br />
le bambine vestite di rosso Agnese Brondi, Cecilia Cavalcoli e Anna Gennari<br />
Foto Fonte Silvia Meo</p>
<p>“Io non ho paura del buio, ma tu non spegnere la luce!”</p>
<p>Tutto comincia quando si deve andare a letto.<br />
Un lungo percorso, preciso, misurato, non un passo di più, non uno di meno, da una stanza all’altra, da un interruttore all’altro, che si ripete…sempre uguale.<br />
E poi il buio, il bosco, il lupo.<br />
L’incontro tra il buio e una bambina.<br />
L’incontro tra un corpo che cerca la luce e un vestito rosso.<br />
Azione di un corpo nella luce – per nascere, rinascere, crescere, giocare, amare e farsi amare.<br />
Azione di un corpo nel buio – per aver paura, immobilizzarsi, morire un pò e scoprirsi soli.<br />
Azione per un corpo solo che ha bisogno di un vestito rosso.<br />
Indosserà il vestito per sfidare il bosco buio, il lupo, come già un’altra bambina ha fatto prima di lei.</p>
<p>Forse scoprirà che non ha più paura del buio…ma anche che non vuole che qualcuno spenga la luce.</p>
<p>Linguaggi:<br />
Teatro e danza in interazione con immagini, originali e video, proiettate.<br />
Si vuole lavorare sulla presenza e il movimento di un corpo che danza e dialoga con il movimento delle immagini proiettate.<br />
Immagini che completano il movimento del corpo e che con il corpo si incontrano in una forma necessaria alla drammaturgia.</p>
<p>Fonti:<br />
“Switch on the night” Ray Bradbury<br />
“Cappuccetto Rosso” J. e W. Grimm<br />
Le riflessioni dei bambini delle scuole elementari con cui si è realizzato un laboratorio teatrale.</p>
<p>Età: dai 3 ai 8<em><br />
</em></p>
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		<title>Sulla strada ancora</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 14:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Prosa]]></category>

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		<description><![CDATA[3-4 MARZO, ORE 21
Di e Con Paolo Rossi
testi di Stefano Benni
e di Carolina de la Calle Casanova, Renato Sarti
regia di Renato Sarti
Una Produzione A.gi.di. srl
Una lampadina, una sedia e una chitarra sulla scena; uno spettacolo, l’Ubu re d’Italia, che doveva andare in scena ma che non c’è più stato, cancellato, finito.
Da qui riparte Paolo Rossi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>3-4 MARZO, ORE 21</p>
<p>Di e Con Paolo Rossi</p>
<p>testi di Stefano Benni<br />
e di Carolina de la Calle Casanova, Renato Sarti</p>
<p>regia di Renato Sarti</p>
<p>Una Produzione A.gi.di. srl</p>
<p>Una lampadina, una sedia e una chitarra sulla scena; uno spettacolo, l’Ubu re d’Italia, che doveva andare in scena ma che non c’è più stato, cancellato, finito.<br />
Da qui riparte Paolo Rossi, ritrovandosi Sulla strada ancora per tornare ad essere protagonista e per rivelare i responsabili di quella mancata rappresentazione. Da qui prende vita questo happening, un percorso in divenire, ricco di affabulazioni, monologhi, poesie, barzellette e vita vissuta, nel quale la realtà si mescola con l’immaginazione.<br />
Spettacolo dopo spettacolo, l’attore avrà modo di creare, con il suo stile, eventi, sperimentazioni, riflessioni sulla vita e sul mestiere dell’attore: vere e proprie lezioni di teatro popolare, passando da Jarry a Shakespeare, da Cechov a Lenny Bruce, da Virgilio Giotti a se stesso, da Prevert a storiellette e canzonacce triestine, senza un’apparente discontinuità.<br />
L’attore, protagonista unico in scena, proporrà diversi modi di far teatro, cercando di riscoprire il rapporto con il pubblico e con il suo corpo, in un gioco di ruoli di cui proprio il pubblico  fungerà da metaforico regista, creando, di volta in volta, uno spettacolo diverso.<br />
Oltre agli autori citati, Paolo Rossi presenterà brani scritti da Stefano Benni, Carolina de La Calle Casanova e Renato Sarti, che cura anche la regia.<br />
Una grande, lucida lezione “di scuola” da un indiscusso maestro del teatro che, travestito da Joker, mostra l’altro volto del potere e dei potenti. Uno spettacolo che diventa momento di terapia di gruppo, luogo attraverso il quale il capocomico mette di fronte alla sala le sue debolezze e i suoi deliri organizzati. Una dialettica collettiva, quindi, in cui la presenza dell’attore funge da guida e oggetto appena, un semi-simbolo che parla al pubblico mischiando il gioco delle parti, confondendo di proposito le acque per cercare di recuperare il pensiero libero.<br />
Lo spettacolo prende spunto dalla strada, dalla Grande Maestra che, di giorno in giorno, insegna a svoltare la giornata. Un esilarante percorso del fallimento che racconta, attraverso la satira grottesca, l’estemporaneità e la “finta improvvisazione”, il senso di delusione, la solitudine e la rovina a cui tutti siamo destinati.</p>
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		<title>La Commedia di Candido</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 21:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prosa]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[grandi autori]]></category>
		<category><![CDATA[grandi interpreti]]></category>

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		<description><![CDATA[23 febbraio ore 21,00
LA COMMEDIA DI CANDIDO
Ovvero
Avventura teatrale di una gran donna, tre grandi e un grande libro
Ispirata al candido di Voltaire
Di Stefano Massini
Con Ottavia Piccolo, Vittorio Viviani
e con
Massimiliano Giovannetti,Natalia Magni, Francesca Farcomeni, Desireè Giorgetti, Alessandro Pazzi
Scene e costumi di Gianluca Sbicca – Simone Valsecchi
Musiche di Cesare Picco
Disegno luci di Iuraj SALERI
Regia di Sergio Fantoni
Agustine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>23 febbraio ore 21,00</strong></p>
<p>LA COMMEDIA DI CANDIDO<br />
Ovvero<br />
Avventura teatrale di una gran donna, tre grandi e un grande libro</p>
<p>Ispirata al candido di Voltaire<br />
Di Stefano Massini<br />
Con Ottavia Piccolo, Vittorio Viviani</p>
<p>e con<br />
Massimiliano Giovannetti,Natalia Magni, Francesca Farcomeni, Desireè Giorgetti, Alessandro Pazzi</p>
<p>Scene e costumi di Gianluca Sbicca – Simone Valsecchi<br />
Musiche di Cesare Picco<br />
Disegno luci di Iuraj SALERI</p>
<p>Regia di Sergio Fantoni</p>
<p>Agustine, un’attrice particolarmente esuberante del 1700 parigino,  finisce dentro una storia mille volte più grande di lei. Più precisamente, finisce in un triangolo impazzito fra tre signori di mezza età non proprio sconosciuti, di nome Denis Diderot, Jean Jacques Rousseau e Voltaire. Perché il caso vuole che l’ultimo di questi tre stia terrorizzando il mondo dalla sua villa di Ginevra. Voltaire, minaccia infatti di dare alle stampe un certo libretto satirico – piuttosto cattivo – in cui in un colpo solo potrebbe mettere alla berlina tutti i potenti del suo tempo, tutti i valori, tutti i suoi colleghi. Questo simpatico libretto è il Candido. Una pubblicazione di questo genere, in effetti, provoca un caos senza precedenti. Diderot teme per la propria Enciclopedia, Rousseau ha i brividi perché sa che Voltaire lo odia da sempre, i sovrani di mezza Europa tremano all’idea di essere svergognati, i gesuiti si preparano alla censura immediata…insomma, si schierano tutti contro Voltaire e il Candido.  Augustine si trova impelagata in questo turbinio. Le toccherà un’avventura rocambolesca  &#8211; sempre sul filo del rasoio – tra le fisime di Diderot, le sontuose colazioni di Voltaire e il tinello fatiscente di Rousseau in un vortice di travestimenti e in una carambola di finzioni.<br />
La Commedia di Candido è un gioco di teatro nel teatro che si moltiplica all’infinito, uno spettacolo colorato, un susseguirsi di scene incalzanti dove si rincorrono  duelli di battute spietate, senza un attimo di tregua. Ma in questa favola – avventura di pieno Settecento fra filosofi e parrucche c’è molto che riguarda l’età contemporanea: dalla libertà di pensiero al riscatto femminile, dalla lotta contro le guerre ingiuste fino all’integralismo religioso. I temi del Candido, quanto mai attuali, tornano per porci grandi domande travestite da sberleffi. Perché “non c’è miglior modo di pensare che farlo ridendo” come disse lo stesso Voltaire.</p>
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		<title>Sentieri&#8230;del perdersi e del ritrovarsi</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 21:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[feature]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[17 e 18 febbraio ore 10,00 
autore Miriam Bardini e Gigi Tapella
regia Gigi Tapella
con Miriam Bardini, Gigi Tapella, Martina Raccanelli
Nautai Teatro
durata 60&#8242;
linguaggio prevalente teatro d&#8217;attore
scuola PRIMARIA
Forse sono i bambini a sostenere il mondo
e gli animali, i cuccioli di ogni specie.
C&#8217;è tanta gioia dentro quei corpi piccoli
tanta di quella preghiera, forse sono i bambini
i fiori l&#8217;acqua, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>17 e 18 febbraio ore 10,00 </strong></p>
<p>autore Miriam Bardini e Gigi Tapella<br />
regia Gigi Tapella<br />
con Miriam Bardini, Gigi Tapella, Martina Raccanelli</p>
<p>Nautai Teatro</p>
<p>durata 60&#8242;<br />
linguaggio prevalente teatro d&#8217;attore</p>
<p>scuola PRIMARIA<br />
Forse sono i bambini a sostenere il mondo<br />
e gli animali, i cuccioli di ogni specie.<br />
C&#8217;è tanta gioia dentro quei corpi piccoli<br />
tanta di quella preghiera, forse sono i bambini<br />
i fiori l&#8217;acqua, le cose fatte da due mani,<br />
la quiete di una casa, roba da niente</p>
<p>Mariangela Gualtieri</p>
<p>&#8220;Sentieri&#8230;del perdersi e del ritrovarsi&#8221; prende ispirazione proprio dai &#8220;sentieri&#8221; che le fiabe fanno percorrere ai loro protagonisti e che li portano a smarrirsi dentro foreste più o meno intricate. Sentieri che fanno attraversare, che prendono la forma di labirinti o che si biforcano, sentieri che scompaiono ma comunque sentieri che portano &#8220;ad un centro&#8221;. Veri e propri percorsi iniziatici, dove si apprende a sopravvivere alla fame, alle streghe, agli orchi.  Solo dopo averli affrontati, infatti, sarà possibile ritrovare &#8220;la strada&#8221; per fare ritorno a casa. La &#8221; bambina&#8221; protagonista dello spettacolo si troverà a affrontare un vero e proprio viaggio di iniziazione alla ricerca del &#8220;fuoco&#8221; che si è spento nella casa. Presente in quasi tutte le fiabe, la tematica del cammino è spesso metafora di un percorso di crescita, fatto di perdite e di ritrovamenti, di smarrimenti e scoperte. Proprio come nelle favole che hanno ispirato Sentieri, dalle celeberrime &#8220;Cappuccetto Rosso&#8221; e &#8220;Hansel e Gretel&#8221; a &#8220;Puccettino&#8221; e &#8220;La Bella Vassilissa&#8221;, passando per i miti e le leggende di diverse culture.</p>
<p>Bibliografia:</p>
<p>- B.Bettelheim Il bosco incantato</p>
<p>- J.Halifax Lo sciamano</p>
<p>- C.P.Estes Donne che corrono con i lupi</p>
<p>- A. Oz D&#8217;un tratto nel folto del bosco</p>
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		<title>Io me ne frego</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 15:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>

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		<description><![CDATA[4 &#8211; 5 febbraio, ore 10,00
Testo Valeria Cavalli
Collaborazione al testo Claudio Intropido
Regia valeria Cavalli e Claudio intropido
Consulenza scientifica Dr. Nicola Iannaccone
Con Andrea Battistella e Antonio Brugnano
Produzione: Quelli di Grock
Progetto realizzatoin collaborazione con
servizio famiglia infanzia età evolutiva ASL città di Milano
L’argomento di “Io me frego” è il bullismo  e tutto ciò che del bullismo si racconta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>4 &#8211; 5 febbraio, ore 10,00</strong></p>
<p>Testo Valeria Cavalli</p>
<p>Collaborazione al testo Claudio Intropido</p>
<p>Regia valeria Cavalli e Claudio intropido</p>
<p>Consulenza scientifica Dr. Nicola Iannaccone</p>
<p>Con Andrea Battistella e Antonio Brugnano</p>
<p>Produzione: Quelli di Grock</p>
<p>Progetto realizzatoin collaborazione con</p>
<p>servizio famiglia infanzia età evolutiva ASL città di Milano</p>
<p>L’argomento di “Io me frego” è il bullismo  e tutto ciò che del bullismo si racconta sui giornali, si discute nei convegni, si vive sulla pelle di coloro che ne sono coinvolti. La storia è una storia comune, di due ragazzi che si conoscono fin dall’infanzia, nella quale le voci dei protagonisti raccontano il progressivo trasformarsi dell’amicizia in un rapporto vittima &#8211; carnefice.  Biglia, questo è il soprannome del più debole, si rende conto dei cambiamenti dell’amico, traviato da cattive compagnie, ma non vuole e non riesce a rompere il legame che li unisce, accettando dunque angherie e vessazioni. Allo stesso tempo l’altro procede inesorabilmente verso un tragico abbrutimento che lo porterà a non riconoscere più il confine fra il lecito e l’illecito. L’amicizia, che all’inizio era caratterizzata da una spensierata leggerezza, si incrina diventando una continua prevaricazione: le parole facili che scorrevano fra i due ragazzi diventano macigni e tutto sembra precipitare.  Ad un certo punto Biglia, il sottomesso,  troverà il coraggio di dire no e di ribellarsi, rompendo il silenzio e ostacolando le malefatte del suo oppressore.</p>
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