Scena Contemporanea '08
Caterina Sagna
17 MAGGIO 2008, ORE 21,00
BASSO OSTINATO
Coreografia Caterina Sagna
Con Alessandro Bernardeschi, Antonio Montanile, Mauro Paccagnella
Drammaturgia Roberto Fratini Serafide
Luce Philippe Gladieux
Musiche a cura di Luca Berni
Direttore di palcoscenico Frank Condat
Amministrazione Dominique Mahé
Produzione Association Next/ Compagnie Caterina Sagna
Coproduzione – Théâtre de la Bastille (Parigi) e Théâtre de l’Agora – Scène Nationale d’Evry et de l’Essonne, nell’ambito delle residenze di creazione finanziate dalla Regione Ile-de-France; – Théâtre National de Bretagne (Rennes)– Centro Europeo di Produzione Teatrale e Coreografica; – Pôle Sud (Strasburgo) – Scène Conventionnée Danse
Coreografa italiana emigrata in Francia dal 2005, Caterina Sagna è uno dei nomi più importanti della danza contemporanea italiana, figlia d’arte e danzatrice, negli anni ottanta, di Carolyn Carlson.
Basso Ostinato, uno spettacolo del 2006 visto pochissimo in Italia (è alla sua terza replica italiana), è un lavoro sulla crudeltà del quotidiano di cui il titolo, diventa metafora e colonna sonora. Questo Basso Ostinato è un pezzo di vita banale, ordinaria.
Alla fine di un pasto due danzatori parlano e prendono un digestivo. Il loro dialogo si ripete con le stesse formule per tutta la durata dello spettacolo, ma man mano che procede si modifica, si altera, prende un altro senso. Lo stesso accade con i movimenti, che via via si modificano e si decompongono. La discussione iniziale è un po’ triviale, un po’ stupida, si ride per niente, ma questo permette ai danzatori di andare in profondità. E’ come guardare un dettaglio in profondità.
Basso ostinato, nonostante sembri negare la danza, è un lavoro che parla del corpo. Il fatto di cominciare prendendo un digestivo, cioè, letteralmente di ingerire alcol per digerire qualcosa, è un po’ il suo tema nascosto ma sempre presente. Alla fine si ha l’impressione che gli stessi tre danzatori – tutti italiani anche loro emigrati tra la Francia e il Belgio – siano digeriti da ciò che gli succede. E’ un processo vitale che guarda le cose senza pregiudizio. Dice Caterina Sagna a proposito di questo lavoro: “Un dialogo “basso”, con scorie di movimenti e resti di risate, a cui ostinatamente ritornano. Non possono far altro, perché non c’è altro da fare. E ogni volta è peggio. L’aria si fa pesante. Gli oggetti perdono la loro rassicurante immobilità. Tutto cede, non ci si può più fidare. E’ inutile fare resistenza, possono solo accompagnare il processo di disfacimento che cresce nutrendosi degli scarti che esso stesso produce. Si autodigerisce, si rigenera. Allora si lasciano andare, senza poter dare un senso a questo ostinato scivolare verso il basso. Ma il senso c’è, l’aria è satura del suo odore. Viene quasi la nausea. Meglio prendere qualcosa e inghiottire, illudersi di eliminare il disturbo, anestetizzarsi. Ecco il loro Basso Ostinato”.





















http://www.ertgiovani.com/j/
Leave a Reply