Percorsi: Stagione '08 '09
Tags: Features, Infanzia, teatro per famiglie
Chi la fa l’aspetti
30 novembre 2008 ore 16.00
Chi La fa l’aspetti – Il cavaliere che diventò un fiore
liberamente ispirato a Cecafumo, storie da leggere ad alta voce di Ascanio Celestini
con Luca Serafini e Cristina Ghinassi
regia Sabina Laghi
costumi e oggetti di scena Cristina Scardovi
tecnico audio-luci Gianni Farina
Compagnia Iris
teatro d’attore
Dai 4 anni
“Chi la fa l’aspetti! Il cavaliere che diventò un fiore” è una rivisitazione, ironica e originale, di “Barbablù”, fiaba di Charles Perrault, riproposta secondo un’interpretazione grottesca del male che evidenzia il trionfo del bene come conseguenza dell’ingegno e della furbizia femminile. La versione da noi allestita è la riscrittura che Ascanio Celestini propone nel racconto “Margherita” da “Cecafumo, storie da leggere ad alta voce”.
Nella storia Barbablù è Magnagatti, cavaliere e aristocratico, proprietario di terre e boschi, costruttore di strade e città. L’uomo, dai perfidi propositi, si nasconde dietro la facciata di gentiluomo, e seduce numerose donne con ori, gioielli, castelli e macchine di lusso. Ma, dopo le nozze, le spose scompaiono misteriosamente. Sarà l’ultima di queste, Margherita che, grazie al suo ingegno, svelerà l’arcano, riuscendo a sconfiggere Magnagatti.
L’intero spettacolo nasce da uno studio sulla tradizione popolare, col preciso intento di riscoprire il valore e il significato della fiaba. Barbablù si incontra ovunque, in Italia e all’estero: secondo alcune leggende medievali egli rappresenta il diavolo e la stanza dei segreti l’inferno.
Abbiamo messo in scena l’antica storia in chiave moderna secondo il modello proposto da Celestini, fondendo narrazione, teatro e danza lungo un sentiero di musiche e di evocazioni di tempi e spazi lontani, che si intrecciano, in modo grottesco e vivace, in una dimensione costruita tra la realtà e l’immaginario.
Magnagatti, Margherita, la madre e le sorelle sono i personaggi fantastici che animano la storia e il suo dipanarsi di voci, immagini e suoni, attraverso una chiave di lettura contemporanea della fiaba che qui prende vita con caratteristiche e spazi propri.















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