Prosa '09 10, Stagione '09 '10
COPENAGHEN
28 e 29 aprile ore 21,00
di Michael Frayn
traduzione Filippo Ottoni, Maria Teresa Petruzzi
con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice
regia Mauro Avogadro
scene Giacomo Andrico
costumi Gabriele Mayer
luci Giancarlo Salvatori
musiche Andrea Liberovici
Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione – Css Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia
Sono passati 11 anni dal debutto di Copenaghen, ma l’attualità del testo e la forza dello spettacolo, lo rendono ancora attuale. Copenaghen dimostra quanto il teatro possa essere il mezzo ideale per parlare e riflettere su temi importanti e attuali – come in questo caso l’etica nella scienza e nella vita degli uomini, in una trama da thriller scientifico che ripercorre la Storia dell’ultimo conflitto mondiale. Uno spettacolo che fra teorie, formule, disquisizioni sottilmente scientifiche, porta lo spettatore quasi a rivivere i dilemmi di chi, con i suoi studi e la sua stessa esperienza personale, ha dovuto fare i conti con la sostanziale fuggevolezza della verità e del senso delle cose, a porsi gli stessi interrogativi morali, le stesse questioni cruciali di responsabilità.
Copenaghen è un avvincente thriller scientifico-politico, affidato nell’edizione italiana a tre grandi interpreti, Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, diretti da Mauro Avogadro. Il testo è un inquietante “processo a porte chiuse”, come ha voluto definirlo lo stesso Avogadro, il disegno drammatico di un serratissimo faccia a faccia, una disputa etica e scientifica a tre voci, densa di angoscianti riflessioni e interrogativi alla vigilia del primo devastante uso della bomba atomica nella seconda guerra mondiale. La vicenda è ambientata nel 1941 proprio nella capitale nordeuropea e ricostruisce l’incontro, in una Danimarca occupata dai Nazisti, di due scienziati, entrambi Premi Nobel, un tempo maestro e allievo. Due ex compagni di ricerche costretti dalla guerra a guardarsi come due nemici.
Umberto Orsini interpreta il fisico Bohr, un uomo umbratile e umorale, che una sera riceve, assieme alla moglie Margrethe – interpretata da Giuliana Lojodice – la visita del suo ex allievo. Una visita veramente insolita quella di Heisenberg – Massimo Popolizio – e nei padroni di casa si instaura la certezza che essa non sia casuale. Ma quali sono allora i veri motivi della sua visita? Nella più solida tradizione anglosassone, il dubbio è amletico: forse il fisico tedesco, in nome della vecchia amicizia, vuol far sapere a Bohr – ormai schierato con la ricerca Alleata – che ancora non possiede (e con lui quindi il Terzo Reich) la formula della bomba; oppure è lì per cercare di trovare con lui un accordo per bloccare o rallentare, in maniera bilaterale, le ricerche sulle armi nucleari?; o ancora, è semplicemente lì per offrirgli protezione, magari in cambio di qualche segreto? Tutte ipotesi lecite e tutte in parte con un fondo di verità che non troveranno una risposta univoca.





















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