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DARWIN…TRA LE NUVOLE

DARWIN…TRA LE NUVOLE

Mercoledì 14 aprile ore 21,00

Giovedì 15 aprile ore 9,30 e 11,30

Da un’idea di Luca Boschi, Stefano de Luca, Giulio Giorello
Regia Stefano de Luca
Scene Marco Rossi
Costumi Luisa Spinatelli
Luci Claudio De Pace
Con Clio Cipolletta, Gabriele Falsetta, Andrea Germani, Andrea Luini, Silvia Pernarella
Produzione Piccolo Teatro di Milano

“ Il teatro è come una macchina del tempo, può portarci ovunque, duecento anni sono un’inezia!” dicono in Darwin…tra le nuvole, e hanno ragione.
Scienza e teatro non sono andati spesso in viaggio insieme, ma qui, per raccontare di Darwin e  delle sue teorie, partono da un’esperienza interessante, organizzata da compagni inusuali: un epistemologo, Giulio Giorello, un professore di fumetto, Luca Boschi, un regista, Stefano de Luca.
In occasione del bicentenario della nascita di Charles Darwin lo spettacolo entra nella vita del grande studioso non con l’intento di divulgarne le teorie, ma con il desiderio di impiegare il linguaggio teatrale, la sua verità e la sua capacità di comunicazione, per rendere riconoscibile un metodo e un grande personaggio scientifico. Lo spettacolo vede in scena due ragazze dei giorni nostri che leggono alcune pagine scritte da Darwin e ne restano affascinate. Smessi gli abiti contemporanei e indossati quelli vittoriani, le due ragazze viaggiano trasportate dalla magia del teatro, con loro il capitano Fitzroy, colui che comandava il Beagle, e il marinaio Taylor, quattro giovani alla scoperta di Darwin e del suo mondo usando due parole chiave: fantasia e curiosità.
La curiosità che ti interroga, quella dei “perché”, e la curiosità dell’osservazione, quella del “guarda”, sono infatti  la base della ricerca scientifica, mentre la fantasia è la grande chiave che ti apre altre porte, che ti dà la libertà di immaginare altre strade e ti sgancia dalle vecchie teorie. Il Darwin osservato dai quattro viaggiatori è un Darwin giovane, timido e con la testa tra le nuvole, ma completamente immerso nella realtà naturale che lo circonda. “Non posso fare a meno di domandarmi il perché delle cose. Perché le giraffe hanno il collo così lungo? Gli scienziati, un po’ come i bambini, si chiedono sempre perché? Sono sempre alla ricerca di spiegazioni per le cose che vedono. Queste spiegazioni si chiamano teorie”.
Questo binomio bambini/teoria è il fascino di Darwin, perché lo studioso che ha cambiato per sempre la storia dell’uomo e della sua specie, ha mantenuto quello stupore infantile che gli ha permesso di immaginare teorie assolutamente rivoluzionarie osservando i fringuelli e chiedendosi costantemente il perché delle cose.
Avviato con insuccesso a 16 anni agli studi medici, come il padre, poi ripiegato sugli studi classici, Darwin manifesta fin da piccolo un’unica grande passione per la storia naturale, colleziona coleotteri  e minerali. Nel 1831, a 22 anni, l’amicizia con il professore di botanica gli dà l’occasione di partire sul Beagle, nave della marina reale, per un viaggio d’esplorazione che durerà cinque anni. Fin dal secolo precedente i viaggi d’esplorazione erano stati molto utili per il progresso delle scienze perché riportavano moltissimi dati sulla geografia, la flora e la fauna dei paesi visitati, allo stesso modo Darwin alle Galapagos, osservando gli uccelli, arrivò a formulare teorie del tutto innovatrici che rivoluzionarono per sempre le conoscenze scientifiche sulle specie.

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6 Responses to “DARWIN…TRA LE NUVOLE”

  1. Lo spettacolo è stato magnifico. C’è piaciuta molto la scenografia e la recitazione e gli effetti speciali come le scritte sul telo.Vi vorremmo fare delle domande:
    da rachele,cosa centravano le scimmie alla fine dello spettacolo?
    da Ivana, perchè avete usato un telo per fare il terremoto,
    da Rachele e Ivana perchè Molly aveva così paura e perchè ha lasciato il suo gatto a casa per 5 anni?
    GRAZIE DA RACHELE E IVANA CONGRATULAZIONI PER LO SPETTACOLO.

  2. ciao siamo Laura e Teodora della scuola “xxv aprile 1945″ della classe 5c siamo venuti a vedervi a teatro nello spettacolo “Darwin…tra le nuvole”.
    Innanzitutto siete stati bravissimi non riusciamo a capire come abbiate fatto a ricordarvi tutte quelle parti; era interpretato veramente bene; il nostro personaggio preferito è stato il marinaio Taylor.
    Avremmo alcune domande da porvi:
    LAURA:ma perchè le due ragazze che erano entrate nell’ottocento ogni volta che cambiavano scena si cambiavano la sopraveste?
    TEODORA:perchè nello spettacolo avete interpretato solo 4 tappe del Beagle mentre invece ce ne sono molte di più?
    Gli scimmioni sono stati molto simpatici!!!
    queste sono le nostre domande se ci potete rispondere a tutte ci fareste un grosso favore!!!!!!
    GRAZIE
    LAURA E TEODORA

  3. siamo camilla e nicole della scuola “xxv aprile 1945″della classe 5c vorremmo porvi alcune domande:
    CAMILLA:lo scheletro che avete fatto vedere era vero?
    NICOLE:la tenda all’inizio dello spettacolo era mossa dal vento?
    queste sono le nostre domande
    GRAZIE e congratulazione!!!

  4. Ripercorrere attraverso il teatro le scoperte di uno scienziato naturalista vissuto nell’ Ottocento come Darwin è stato emozionante. Le due giovani attrici comparse all’inizio dello spettacolo ci hanno accompagnato con libertà d’immaginazione tra le pagine che Darwin compose sulle osservazioni elaborate durante il viaggio per mare attorno al mondo a bordo della nave “Beagle”. Circondate da due tele bianche e da uno sfondo su cui proiettare stralci dei diari di bordo dello scienziato, le due ragazze si sono trasformate in Miss Mollie e Miss Nellie, compagne di viaggio, insieme al Capitano e a un Marinaio comico, nella spedizione nell’America meridionale. Gli oggetti, come le valigie, gli ombrellini da sole e i fazzoletti delle signore hanno intrecciato una storia delle origini che proprio dall’osservazione di reperti zoologici, botanici, geologici, è stata costruita come investigazione sulla paleontologia degli indizi. La compagnia, attraverso un dialogo vivace, discorsivo e colloquiale, ha narrato le varie tappe del percorso inserendo le domande che qualificano un vero scienziato come Darwin. L’approdo in Brasile tra funi e confini segnati dalla bandiera inglese, tra i rumori della foresta e i suoni dei suoi animali, è stato testimoniato dalla narrazione di un duello mortale delle specie come quello tra una vespa e un ragno. La caccia in una natura crudele dove i nostri antenati lottavano per la sopravvivenza ha animato anche l’esperienza in Patagonia. L’interagire della scienza con l’arte teatrale è stato un modo per farci conoscere la difficoltà che certe scoperte di Darwin “sono state” per diventare credibili in una società come quella del Capitano, reticente a convalidare la teoria che il ritrovamento delle ossa di un “antropiloco” potesse significare l’evoluzione della specie anziché una fede nel creazionismo. L’arrivo nelle Ande è stato preceduto dall’effetto delle scosse di un terremoto, per spiegare, appunto, sia che questa catena montuosa si è originata da un terremoto marino, sia per mettere in crisi la nostra fiducia nella Terra come emblema di stabilità. L’esotismo di questa geografia è stato dipinto attraverso un linguaggio visuale in cui l’etno-antropologia ha ammantato le vesti delle attrici (simpatica la citazione del costume da bagno usato dalle signore inglesi in epoca vittoriana), le cui stoffe colorate del Sudamerica hanno ricamato un dialogo del convivio della scienza e della grafologia di un fumettista. L’apporto teatrale di un regista come De Luca è stato quello di inscenare con una tavolozza di parole significative e di gesti avventurosi l’esplorazione di un territorio, come quello della Terra del Fuoco, dove i nostri progenitori vivevano come bestie selvagge, donandoci la veduta di uno storico canocchiale. I bambini presenti alla serata hanno dimostrato con meraviglia di essere coscienti che tutti gli esseri viventi sono nostri parenti, e che dietro a due ballerini di walzer si possono nascondere delle scimmie.

  5. Carissime tutte
    sono Valentina Escobar l’aiuto regista /assistente regista che ha ripreso lo spettacolo in assenza del regista ( è a Mosca per le prove di un altro suo spettacolo e quindi forse non riesce a rispondervi subito)insieme agli attori e alcuni tecnici del Piccolo Teatro di Milano. Sono felicissima di sapere che vi sia piaciuto questo spettacolo e che vi abbia interessate.Con altrettanto piacere cercherò di rispondere alle vostre domande.
    Andando in ordine iniziamo da Rachele : abbiamo deciso di finire lo spettacolo con l’arrivo delle scimmie perché Charles Robert Darwin ha rivoluzionato il pensiero scientifico sostenendo la teoria dell’evoluzione secondo la quale non siamo tutti stati creati da Dio a sua immagine e somiglianza, ma discendiamo anche proprio dalle scimmie, la specie si è evoluta, abbiamo cambiato aspetto fisico , abbiamo fatto nuove scoperte rispetto all’uomo primitivo ( un icrocio tra una sicmmia e un uomo), con il passare del tempo abbiamo assunto la posizione eretta.
    Perché Mollie aveva tanta paura? Perchè a differenza di Nellie, la famosa giornalista americana dell’800 coraggiosissima che rivoluzionò il mondo del giornalismo americano dell’epoca con le sue indagini, le sue interviste a personaggi famosi sempre alla ricerca di nuove scoperte e fece il giro del mondo da solo in 72 giorni amando l’avventura e viaggiare, l’amica Mollie ( personaggio inventato)non è abituata ai lunghi viaggi,non sa bene cosa potrà succederle ,teme di andare incontro a chissà quale pericolo in posti sconosciuti e lontani o di incotrare animali feroci e pericolosi, ha paura di non poter tornare a casa prima della scadenza dei cinque anni, all’inizio dello spettacolo è più timida, conosce solo Nellie….
    Mollie ha lasciato il suo gatto a casa per cinque anni anche perché non c’era tanto spazio sul Beagle: le cabine erano piccoline , c’erano tanti libri, tanti strumenti scientifici indispensabili per la navigazione ( Il capitano Fitz Roy esperto di meterologia, la scienza che studia le condizioni del tempo, aveva portato a bordo più di 22 cronometri e le migliori vele), c’erano tante provviste come succhi di limone contro la nausea in caso di mare mosso , carne conservata per ben 5 anni e tutte le persone a bordo.
    Perché abbiamo usato un telo per fare il terremoto? Vi sarete sicuramente accorte anche voi che abbiamo deciso di utilizzare una scenografia semplicissima senza tante “Macchine teatrali”, non abbiamo fatto costruire ua nave vera ( non abbiamo nè potuto nè voluto farlo)amando la poesia teatrale ottenuta anche con la semplicità e dando più importanza al contenuto che all’apparenza, alla “storia” che vi abbiamo raccontato, alla parola, alle battute e al loro significato, alle sensazioni.
    Abbiamo scelto il tappeto perchè rappresenta insieme alle pietre che poi hanno formato le Ande, la terra che si muove sotto i nostri piedi, ci sembrava il modo più semplice e adatto per farlo tenendo presente gli elementi scenografici a nostra disposizione.
    Cara Laura eccoci a te. Nellie e Mollie in ogni scena cambiavano costume perchè andavano in un posto diverso con condizioni climatiche diverse: ad esempio durante il Brasile Nellie e Mollie si tolgono la gonna di lana e il costume di velluto perché faceva molto caldo, nella Terra del Fuoco si mettono in costume da bagno ( all’epoca erano fatti così)perché in un primo momento pensano faccia caldo e di potersi fare un bel bagno nel mare, ma quando capiscono che pur chiamandosi terra del fuoco fa molto freddo corrono a coprirsi per non congelare.
    Ciao Teodora.Quando si scrivono testi teatrali e si fanno le prove per realizzare lo spettacolo bisogna anche tenere presente la sua durata e a volte si è obbligati a fare dei ” tagli drammaturgici” ( la drammaturgia è l’arte dello scrivere per il teatro), cioè a scegliere le battute e le scene da recitare e raccontare al pubblico. Per i registi e gli attori non è quasi mai piacevole farlo(è comunque una scelta, una selezione, una rinuncia), ma a volte non si può fare altrimenti. “Darwin tra le nuvole” non poteva durare più di un’ ora e trenta minuti, il viaggio di Darwin è durato 5 anni , abbiamo dedicato a ciascuna delle quattro tappe scelte un’intera scena e se non avessimo scelto i luoghi più importanti o che più ci interessavano avremmo fatto uno spettacolo lunghissimo, troppo lungo, improponibile al nostro pubblico , avremmo rischiato di annoiarvi e di non rispettare i tempi che i teatri ci hanno chiesto di rispettare, sarebbe stato troppo dispersivo e stancante per pubblico, regista, attori e tecnici.Il Teatro è come la vita : si cerca di fare e ottenere sempre il meglio , ma bisogna fare delle scelte, non si può avere sempre tutto anche se a volte lo vorremmo.
    Ciao Camilla.Il disegno proiettato del megaterium è la riproduzione di una stampa antica e abbiamo cercato di animarlo, di renderlo teatrale , verosimile cioè il più vero possibile grazie anche all’aiuto della magia del teatro e degli effetti sonori.
    Ciao Nicole. Il siparietto bianco di seta era proprio mosso dal vento, dalla corrente naturale che c’era in teatro. In sala prove volevamo muoverlo con la macchina del vento che si usa in teatro, ma quando siamo saliti sulle travi del palcoscenico abbiamo ottenuto lo stesso effetto grazie alla natura. Non avendo una macchina che possiamo regolare noi non si muove sempre allo stesso modo, ma a seconda della quantità del vento che c’è.
    Grazie a tutte voi e alle vostre insegnanti.
    Valentina

  6. “Darwin tra le nuvole” è uno spettacolo di Giulio Giorello, epistemologo, Luca Boschi autore e studioso di fumetti e Stefano Deluca regista teatrale. Il suo scopo quello di divulgare presso il pubblico dei più giovani l’evoluzionismo darwiniano, in un momento in cui qualcuno vorrebbe impedire d’insegnarlo a scuola…

    Gli autori hanno infatti scelto come traccia dello spettacolo il libro “Viaggio di un naturalista intorno al mondo”, diario del viaggio che Darwin giovanissimo, compì intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle.
    Un libro affascinante che contiene osservazioni di animali, pietre, piante, albe tramonti, popoli, praterie, montagne rocce, sole, pioggia, in nuce la teoria sull’origine dalla specie.
    Di tutto, tranne che una struttura drammatica, un contrasto di azioni e idee; problema non da poco per lo spettacolo che gli autori avevano in mente.
    Per spiegare l’evoluzionismo Stefano aveva bisogno di portare sulla scena il contrasto tra le idee di Darwin e quelle dei suoi oppositori, ma sul Beagle non c’erano antidarwiniani.
    Lo diventa allora per espediente drammaturgico il comandante del Beagle, Fitzroy (nella realtà amico di Darwin). Ma il personaggio riesce piuttosto meccanico, non all’altezza e oppone a Darwin solo dogmi; la mancanza di un vero oppositore, forse non dona nemmeno al personaggio del naturalista inglese.

    Nonostante le difficoltà drammaturgiche, l’intento divulgativo è bene assolto dallo spettacolo.
    Il pubblico di grandi e piccini lo applaude e apprezza molto, seguendolo con grande attenzione, grazie alle belle immagini di Boschi proiettate su un velo sottile, la bravura dei giovani interpreti, una colonna sonora di grande qualità, e al ritmo, l’humor, la musicalità con cui Stefano impagina una materia appassionante ed ostica.

    In definitiva rimpiango di non aver portato mia figlia a vedere questo bello spettacolo al teatro Testoni di Casalecchio.

    PS
    Gli autori lasciano giustamente da parte il violento razzismo e il disprezzo per la vita umana che nel libro regna nei luoghi visitati dal Beagle (e nella forma del paternalismo colonialista anche sul brigantino…) , cui il giovane Darwin assiste sgomento e impietosito.
    Da quei tempi ad oggi una certa EVOLUZIONE degli uomini c’è stata, ma non ancora abbastanza…

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