Percorsi: Prosa, Stagione '08 '09
Tags: autori contemporanei, Features, Prosa
La badante
18 marzo ore 21,00
testo e regia di Cesare Lievi
scene di Josef Frommwieser
costumi di Marina Luxardo
luci Gigi Saccomandi
con Ludovica Modugno
Emanuele Carucci Viterbi, Leonardo De Colle, Paola Di Meglio, Giuseppina Turra
PREMIO UBU 2008 a Cesare Lievi come miglior autore di novità italiana
PREMIO della CRITICA TEATRALE 2008 a Ludovica Modugno quale Migliore attrice dell’anno
Una Produzione CTB Teatro Stabile di Brescia
Dopo Fotografia di una stanza e Il mio amico Baggio, Cesare Lievi ci regala l’ultimo atto di un’ideale trilogia che parla di noi, della società odierna e dei cambiamenti che rapidamente e, a volte malvolentieri, si insinuano nel nostro quotidiano, sgretolando abitudini e convenzioni. E così, il tema dell’immigrazione irrompe anche sui palcoscenici di questo Bel Paese che rimane sgomento di fronte alla presenza dello “straniero”, foriero di lingue e culture altre.
Un salotto borghese, una famiglia come tante, soffocata dal benessere e impoverita nell’anima, si trova a fare i conti con una giovane donna dell’est, La badante, elemento scatenante di una serie di conflitti latenti; cartina al tornasole di una società, la nostra, vittima di un impoverimento affettivo e relazionale, di un mondo che ha costruito la propria fortuna sull’avere piuttosto che sull’essere.
Cesare Lievi, autore e regista, sviluppa questo tema sottoforma di giallo, giocando con gli attori e gli spettatori; insinuando dubbi e sbriciolando certezze.
Due figli, oramai adulti, si preoccupano per la salute dell’anziana madre; entrambi hanno poco tempo da dedicarle e così assumono una badante dell’Europa dell’Est. Ma l’anziana signora non l’accetta. Dice che è disonesta, che è una ladra.
Amareggiata dai figli e dalla presenza della “straniera”, la signora muore. Ma, quando viene letto il testamento, il lutto dei figli si tramuta in rabbia perché l’eredità della madre è scomparsa nel nulla. Ma come e perché è avvenuto questo?
L’ultima parte della pièce svelerà tutti i retroscena; un flashback conclusivo rivelerà le ultime ed inaspettate volontà dell’anziana che, per colpire l’inettitudine dei figli naturali, prenderà decisioni inaspettate…
Tre atti, una scena austera e una donna anziana (interpretata magistralmente da Ludovica Modugno) dalla cattiveria ancora giovane e dalla delusione antica, divengono specchio della nostra società attraverso un testo che si tramuta in un’impudente accusa















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