La concessione del telefono
14 aprile 2007, ore 21,00
Teatro Stabile di Catania
LA CONCESSIONE DEL TELEFONO
novità assoluta di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale
dal romanzo di Andrea Camilleri
regia Giuseppe Dipasquale
con Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Marcello Perracchio, Gian Paolo Poddighe, Alessandra Costanzo, Pietro Montandon, Angela Tosto, Franz Cantalupo, Valeria Contadino, Franco Mirabella, Raniela Ragonese, Giampaolo Romania, Sergio Seminara
scene: Antonio Fiorentino
costumi: Angela Gallaro
musiche: Massimiliano Pace
luci: Franco Buzzanca
Dopo il successo ottenuto dalla trasposizione del Birraio di Preston, realizzata per lo Stabile di Catania nella stagione 1998/1999, Andrea Camilleri e Giuseppe di Pasquale nuovamente insieme per riproporre al pubblico una nuova storia.
Una commedia degli equivoci e degli imbrogli che trova la sua ambientazione ideale nella Sicilia: terra di contraddizioni, una Vigàta dello scrittore agrigentino che diventa ogni volta metafora di un modo di essere.
Tutta la vicenda prende il via da un equivoco: lo scambio tra due lettere dell’alfabeto, la M e la P. Il protagonista, Genuardi Filippo, per ottenere la concessione di una linea telefonica per uso privato, fa domanda al prefetto chiamandolo Vittorio Parascianno anziché Marascianno come in realtà egli si chiama. Da qui nasce una storia complessa in cui equivoci e imbrogli non si contano e che coinvolge non solo Genuardi, siciliano qualsiasi che viene accusato di essere addirittura un assassino, ma anche la sua famiglia, la Prefettura, la Questura e il mafioso del paese. Alla fine gli equivoci sembrano chiarirsi: Genuardi è assolto da ogni accusa mossa contro di lui. Ispirata a Camilleri dal rinvenimento di un astruso decreto ministeriale con cui, nel 1892, veniva concessa alla sua famiglia una linea telefonica. È una divertente ricostruzione delle assurdità burocratiche che spesso appesantiscono le nostre vite.
“Il teatro è di per se un genere eteroclito. Esso può comprendere e assimilare in se anche altri generi senza per questo snaturare la sua efficacia e il suo valore. Quando poi, come in questo caso, si è di fronte al una forma narrativa che invita a dar corpo ai personaggi, privilegiando il parlato e non la descrizione, ecco che il Teatro si trova ad agire su un campo molto familiare”….





















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