LA LEGGENDA DEL CONIGLIO VOLANTE

LA LEGGENDA DEL CONIGLIO VOLANTE

7 marzo ore 16,00

di Gigio Brunello
Compagnia De Bastiani/Puche

Spettacolo vincitore del concorso europeo Puppets&Music

Regia Gigio Brunello
Aiuto regia Alberto De Bastiani
supervisione Gyula Molnar

Animatori:
Alberto De Bastiani
Salvador Puche
Anna Paola Barolo
Marta De Bastiani

Burattini   Jams Davis
Costumi  Anna Paola Barolo
Disegni  Gigio Brunello
Scenografia : Gigio Brunello, JimmyDavis, Salvador Puche, Pierpaolo Di Giusto

Musiche di Michele Caniato eseguite da Michele Paguri al pianoforte
Musiche di Gigio Brunello
eseguite e arrangiate da
David Boato Tromba
Marco Ponchiroli Pianoforte
Igor Checchini Percussioni
Rosa Brunello Basso elettrico e contrabbasso

Scenofonia di Lorenzo Brutti
tecnici di registrazione
Lorenzo Brutti
Max Di Blas

Voci
Eva Brunello
Alberto De Bastiani
Lorenzo Brutti
Rosa Brunello
Gigio Brunello

“…Quella notte mio nonno,  Coniglio volante, artista del circo nazionale d’Ungheria, campione di permanenza in volo, venne sparato in cielo e per poco non fece ritorno . Era l’estate del 1959 e tornò sulla terra confuso tra fiocchi di candida neve: nevicava ed era piena estate….”  La voce narrante è quella di Coniglio Ginetto , la sola a rievocare di quando in quando una storia che vive  di musica, di immagini, di pause incantate, non di parole. Eppure, quella che il pubblico è chiamato a seguire è una storia epica, fatta di inseguimenti sulla neve, orsi che scappano e voli nello spazio. E’ anche storia di formazione, trasformazione e risveglio per burattini che finiscono nella pancia dell’orso o intrappolati nella neve.  I burattini, le sagome che ballano e le ombre cinesi stampate sui vetri di una  finestra,  sono pagine animate come in un libro per i lettori più piccini.

Lo spettacolo, vincitore del concorso europeo “Puppet&Music” è stato premiato con la seguente motivazione:
“…per aver colto una delle possibili articolazioni del rapporto tra la ricerca musicale e l’universo dei puppet, facendo della traccia sonora il filo conduttore di un progetto unitario e organico, in felice equilibrio fra tradizione e innovazione, sostenuto da una seria riflessione teorica e da un canovaccio già ampiamente strutturato nel quale emergono figure e motivi ben riconoscibili dell’universo poetico di Gigio Brunello. Raccontare una storia togliendo la parola ai burattini e immergendoli in un “discorso sonoro” è una sfida che può aprire nuove possibilità di ricerca nelle relazioni tra figure e musica, garantendone nel contempo la pari dignità artistica.
La giuria sottolinea come il progetto, che prevede oltretutto la collaborazione internazionale di due compagnie, si rivolga a un pubblico sia di adulti che di ragazzi, coinvolgendo musicisti di riconosciuto valore nella scena contemporanea in una creazione simultanea e coessenziale nei linguaggi musicali e del teatro di figura.”

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One Response to “LA LEGGENDA DEL CONIGLIO VOLANTE”

  1. Una divertente pantomima per burattini ha rallegrato la domenica fredda e piovosa di ieri, in cui sono convenuti numerosi bambini con i genitori. Il burattinaio ha dato inizio alle musiche dichiarando di aver pensato a questo spettacolo ascoltanto Miles Davis. Lo spartito musicale, originale perché composto appositamente per questa rappresentazione da dei musicisti jazz, ha contribuito alla vittoria del premio che la Compagnia Bastiani/Puche ha ricevuto in un concorso europeo. Dietro le due ante di una grande finestra, gli animatori hanno dato vita ad ombre cinesi, figure che insieme ai burattini hanno raccontato una storia di artisti del circo. Si sono succeduti una ballerina, un domatore dell’orso, dei clown, ed è proprio uno di questi, Augusto, che ritrovandosi a pulire la gabbia dell’orso, finisce per essere inghiottito da questo. Da qui parte il suo viaggio verso le nevi dell’est Europa all’interno della pancia dell’orso che nel frattempo era riuscito a fuggire. Le scene in cui il burattinaio animava le figure e gli oggetti erano mute, e la storia era commentata dalla voce sintetizzata del personaggio del coniglio. Oggetti come una sega o dei pesci di carta erano mossi in contrappunto con il suono del contrabbasso, ed effetti come la pioggia e la neve sono stati inventati attraverso l’uso di semplici cartelli a due facce o alla magica proiezione della luce sulla finestra. La neve è un immagine che ha sbizzarito la fantasia di questi artisti, i quali l’hanno utilizzata anche come tappeto di piume per ambientare il lieto fine della storia, in cui l’orso e il clown vengono ritrovati dai loro compagni di circo e anche il coniglio Ginetto si disgela, per cantare insieme a loro una canzone sulle stelle del tendone, che diceva che la vita è un sogno, la scena è breve ed è necessario godere della neve (e della merenda offerta per tutti dal teatro!).

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