Prosa '09 10, Stagione '09 '10
MORSO DI LUNA NUOVA
di Erri De Luca
regia
GIANCARLO SEPE
con
Giovanni Esposito, Antonio Marfella, Luna Romani, Antonella Romano, Giampiero Schiano, Antonio Spadaro, Simone Spirito, Pino Tufillaro,
La vicenda è ambientata in un periodo storico non molto lontano, la seconda guerra mondiale ed in particolare l’anno 1943 quando si pensava che, con l’armistizio dell’8 settembre la guerra fosse finita ed invece fu solo l’inizio di una fase peggiore a causa degli scontri tra i tedeschi in ritirata e gli “alleati” che venivano a liberare il paese. Ci affidiamo nuovamente alle parole del regista “… Si tratta di una storia che mette insieme persone in fuga dalla guerra, persone spaventate dai bombardamenti che squassano Napoli. Rifugiate in un ricovero, si incontrano le più diverse realtà umane, dalla più umile al generale in pensione. È un testo che pone sotto il fuoco dell’attenzione la solidarietà, intesa come vera e propria anima partenopea. Se è vero che i napoletani sono molto capricciosi e combattivi, è vero anche che nel momento della difficoltà e del bisogno, della solidarietà umana, subito scattano e aprono una “concettualità” del vivere assieme che sfocia nella lotta contro il nemico comune. Questo è il cuore dello spettacolo: una Napoli prima distratta, in cui ognuno pensa ai fatti suoi, e che quando però identifica un male che può aggredirla ecco scattare una solidarietà incredibile, quel legame speciale che rende forte il suo popolo. È questo il concetto di teatralità che ho voluto mettere insieme: da una Napoli di fantasmi, di persone provate anche nel fisico in quanto assediate dai bombardamenti, da questa Napoli così disperata ecco dunque nascere il guizzo che porta gli uomini a mettersi insieme per dar vita a quella riscossa che ha poi consentito l’entrata degli alleati e la liberazione della città. Il tutto è ambientato in una cantina, un sotterraneo dove si sviluppa in nuce quella che sarà poi la rivolta che scaccerà il nemico…” Il testo di Erri De Luca non è un saggio storico ma solo il racconto degli stati d’animo, dei sentimenti, delle angosce, delle speranze di chi viveva in prima persona e sulla propria pelle, l’esperienza drammatica della guerra. «I protagonisti del libro sono persone, non personaggi. Hanno facce e voci che mi sono state tramandate da mia madre. Nei suoi incubi, però, non c’è il fragore dei bombardamenti ma il suono della sirena, che dava l’allarme, spezzava i sonni e costringeva tutti a scappare nei rifugi … Morso di luna nuova, è nulla più che l’atto di un erede al quale sono stati affidati in lascito quei racconti».(Erri De Luca)
Ricordare la nostra storia, anche quella più recente, è un segno di rispetto nei confronti di chi ha dato la propria vita per la libertà ed è un monito per i posteri affinché si impegnino per evitare nuovi conflitti.





















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