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	<title>Commenti a: STELLE DI CANNELLA</title>
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	<description>Casalecchio di Reno (BO)</description>
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		<title>Di: Filomena Spolaor</title>
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		<dc:creator>Filomena Spolaor</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 10:44:19 +0000</pubDate>
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		<description>Una narratrice-pasticcera, entrata nella scena come una Madre Coraggio guidando un tavolo con rotelle a cui erano appesi i suoi arnesi da cucina, mi ha guidato nella celebrazione della Giornata della Memoria. La conoscenza della ricetta dei biscotti alla cannella ha coinvolto i bambini presenti ad ascoltare la storia della diversità tra due amici di sangue diverso, il cui possesso di due gatti di razza differente, uno ebreo e uno ariano, è stato il motivo tragico della narrazione. L&#039;ascesa del nazismo ha provocato una discriminazione razziale, una propaganda contro il diverso che la drammaturgia di H. Schneider ha tradotto dando la vita e la morte ai personaggi del suo romanzo. All&#039;interno di tre casette praticabili la Biagiarelli ci ha raccontato la terribile vicenda dell&#039;aggressione subita dal gatto di un ragazzo ebreo da parte del suo migliore amico tedesco. Il gioco della guerra, creato anche dai due musicisti-attori, ha trasportato il pubblico in quadri in cui si sono succedute le azioni, dal principio legate come l&#039;amicizia tra i due ragazzi, e poi sempre più sincopate mano a mano che l&#039;indottrinamento hitleriano rapiva la coscienza del giovane Fritz. L&#039;incontro seguito con la Schneider ci ha fatto sentire tutti vicini, adulti e bambini, di fronte al racconto della sua esperienza giovanile durante il regime nazista. Le domande che le hanno posto i bambini erano tutte alla ricerca di una testimonianza sulla sofferenza di lei come vittima e di coloro di cui ieri si è fatta portatrice del diritto di pensiero. La diversità da sua madre, che l&#039; ha abbandonata da piccola per diventare membro delle SS non rinnegando la crudeltà dei crimini commessi nemmeno al tramonto della seconda guerra mondiale, l&#039;ha spinta a salvare il suo pensiero nell&#039;amicizia che le offre la scrittura, perché, come hanno detto i bambini delle scuole che avevano già letto il suo romanzo prima di questa sua trasposizione in teatro, è necessario &quot;scrivere di guerra per una cultura di pace&quot;.
Grazie a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una narratrice-pasticcera, entrata nella scena come una Madre Coraggio guidando un tavolo con rotelle a cui erano appesi i suoi arnesi da cucina, mi ha guidato nella celebrazione della Giornata della Memoria. La conoscenza della ricetta dei biscotti alla cannella ha coinvolto i bambini presenti ad ascoltare la storia della diversità tra due amici di sangue diverso, il cui possesso di due gatti di razza differente, uno ebreo e uno ariano, è stato il motivo tragico della narrazione. L&#8217;ascesa del nazismo ha provocato una discriminazione razziale, una propaganda contro il diverso che la drammaturgia di H. Schneider ha tradotto dando la vita e la morte ai personaggi del suo romanzo. All&#8217;interno di tre casette praticabili la Biagiarelli ci ha raccontato la terribile vicenda dell&#8217;aggressione subita dal gatto di un ragazzo ebreo da parte del suo migliore amico tedesco. Il gioco della guerra, creato anche dai due musicisti-attori, ha trasportato il pubblico in quadri in cui si sono succedute le azioni, dal principio legate come l&#8217;amicizia tra i due ragazzi, e poi sempre più sincopate mano a mano che l&#8217;indottrinamento hitleriano rapiva la coscienza del giovane Fritz. L&#8217;incontro seguito con la Schneider ci ha fatto sentire tutti vicini, adulti e bambini, di fronte al racconto della sua esperienza giovanile durante il regime nazista. Le domande che le hanno posto i bambini erano tutte alla ricerca di una testimonianza sulla sofferenza di lei come vittima e di coloro di cui ieri si è fatta portatrice del diritto di pensiero. La diversità da sua madre, che l&#8217; ha abbandonata da piccola per diventare membro delle SS non rinnegando la crudeltà dei crimini commessi nemmeno al tramonto della seconda guerra mondiale, l&#8217;ha spinta a salvare il suo pensiero nell&#8217;amicizia che le offre la scrittura, perché, come hanno detto i bambini delle scuole che avevano già letto il suo romanzo prima di questa sua trasposizione in teatro, è necessario &#8220;scrivere di guerra per una cultura di pace&#8221;.<br />
Grazie a tutti.</p>
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