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	<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni &#187; Danza contemporanea</title>
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	<description>Casalecchio di Reno (BO)</description>
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			<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni</title>
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		<title>Fratelli</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 16:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '10 '11]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[teatro contemporaneo]]></category>
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		<description><![CDATA[16 febbraio ore 10,00
di Carmelo Samonà, Michele Fiocchi, Remo Rostagno, Antonio Viganò
con Michele Fiocchi e Antonio Viganò
 regia di Antonio Viganò
dagli 11 anni

 
 
Il gioco, forse, è la cosa più importante del mondo. I bambini hanno bisogno del gioco per crescere, gli adolescenti giocano per affacciarsi alla vita, gli adulti per provare a sognare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>16 febbraio ore 10,00</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>di Carmelo Samonà, Michele Fiocchi, Remo Rostagno, Antonio Viganò</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>con Michele Fiocchi e Antonio Viganò</em></p>
<p style="text-align: left;"><em> regia di Antonio Viganò</em></p>
<p style="text-align: left;"><em><span id="more-2295"></span></em><em>dagli 11 anni</em><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p><em>Il gioco, forse, è la cosa più importante del mondo. I bambini hanno bisogno del gioco per crescere, gli adolescenti giocano per affacciarsi alla vita, gli adulti per provare a sognare ad occhi aperti o, semplicemente, per comunicare.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">È proprio la necessità di comunicare che spinge due fratelli che vivono in un appartamento nel cuore di una città ad inventare una serie di giochi, storie, gesti. Perchè non si parlano? Si parlano, eccome. Ma la lingua di uno dei due sembra ingarbugliata. Egli ha un modo di fare e di comportarsi del tutto suo. È certo che non può essere lasciato solo perchè da solo non ce la farebbe. Egli ha bisogno del fratello sano e il fratello sano vuole aiutare il fratello malato. Farebbe di tutto per lui. Da tempo registra i suoi gesti, i suoi movimenti, le sue bizzarrie perchè non può sopportare l&#8217;idea che suo fratello possa nascondere linguaggi che egli non riesce a comprendere. Per aiutarlo non ha altra strada che tentare di scoprire la logica di ciò che fa e di ciò che dice. Non si rassegnerà mai, sarebbe un&#8217;offesa alla propria intelligenza. Del resto il loro rapporto è così stretto che anche lui, in fondo, ha bisogno del fratello malato. Ha scoperto, per esempio, che quando questi entra in una storia, sembra felice. E allora, via, a raccontare storie. Ma le storie, purtroppo, si interrompono, si spezzano, perdono il capo e la coda ed allora si entra nel mondo delle piccole cose quotidiane, nelle certezze degli oggetti presenti. La vita nell&#8217;appartamento porta a stabilire delle relazioni che sembrano quasi piccoli rituali o, volendo, un gioco. Lo spettacolo racconta la storia del rapporto tra i due fratelli. Il linguaggio è semplice, poetico, intensamente emotivo: movimenti danzati, brani di storie conosciute, gesti come espressione di desideri e scambi di intenzioni. L&#8217;omonimo libro di Carmelo Samonà, &#8220;Fratelli&#8221;, ci ha spinti a compiere un viaggio nel mondo delle relazioni umane, ad esplorare zone non ancora conosciute ma che pure ci appartengono da sempre. Un viaggio sui sentieri che portano a cercare l&#8217;altro, il diverso, senza stancarci mai. A cercarlo, anche se ci sembra già di averlo trovato.</p>
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		<title>D.a.N.z.A. Impronte di danza contemporanea italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 13:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Habitat per la scena contemporanea 07]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione '06 '07]]></category>
		<category><![CDATA[assolo]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Voci in movimento. News di D.a.N.z.A.]]></category>

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		<description><![CDATA[D.a.N.z.A.  (DNA)
Impronte di danza contemporanea italiana
Dal 9 al 18 Maggio 2008, nel Teatro Comunale  di Casalecchio di Reno, si svolgerà D.a.N.z.A, impronte di danza contemporanea italiana, un progetto di ERT Fondazione in collaborazione con ATER DANZA.
Gli appuntamenti non saranno una semplice kermesse di proposte coreografiche. Il progetto infatti, nasce con l’intento di iniziare un nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D.a.N.z.A.  (DNA)<br />
Impronte di danza contemporanea italiana</p>
<p>Dal 9 al 18 Maggio 2008, nel Teatro Comunale  di Casalecchio di Reno, si svolgerà D.a.N.z.A, impronte di danza contemporanea italiana, un progetto di ERT Fondazione in collaborazione con ATER DANZA.<br />
Gli appuntamenti non saranno una semplice kermesse di proposte coreografiche. Il progetto infatti, nasce con l’intento di iniziare un nuovo percorso alla ricerca di radici forti, ben piantate al suolo.  Vuole offrire frutti maturi, ma anche sconosciuti. Cerca un nuovo spettatore, non necessariamente giovane, ma sensibile ad un’arte che incontri la vita e l’attualità. Desidera soprattutto rivolgersi ad un pubblico più ampio, anche se intende farlo con proposte poco consuete.  L’ambizione è quella di segnalare alcuni dei più interessanti spettacoli creati da nostri coreografi giovani e meno giovani, a volte spinti anche ad emigrare in Europa.<br />
Aterdanza ed Emilia Romagna Teatro Fondazione, da tempo solidali nel diffondere e sostenere le esperienze innovative che si manifestano in questo ambito, per D.a. N.z.A.  hanno selezionato  progetti  che esprimono una forte attenzione all’attualità, alla storia e più in generale alla responsabilità del gesto individuale.<br />
L’apertura della rassegna è affidata il 9 maggio a Virgilio Sieni e al suo Sonate Bach, di fronte al dolore degli altri.  Si tratta di undici coreografie che ci rammentano altrettanti avvenimenti tragici accaduti nei conflitti recenti: Sarajevo, Kigali in Rwanda, Srebrenica, Tel Aviv, Jenin, Baghdad, Istanbul, Beslan, Gaza, Andijan, Kabul. Undici date emblematiche raccontate anche attraverso video-frammenti e raccolte intorno agli undici brani che compongono le tre magnifiche sonate di Bach.<br />
Il 10 maggio si vedrà Chi è devoto, l’ultima creazione di Adriana Borriello. Lo spettacolo, prodotto dalla Biennale di Venezia, è assolutamente sorprendente e non ha certo avuto l’attenzione che meritava. E’ un tuffo nelle nostre tradizioni popolari, un ritorno a casa. La coreografia riecheggia i gruppi scultorei di fine ‘400 come i “compianti” in terracotta policroma, alcune Passioni e stazioni da Sacro Monte, ma anche le statue paesane o certi Cristi minori da chiesa di campagna. In più, la presenza del canto e della musica del nostro sud ne esaltano lo spessore umano, la vitalità emotiva.<br />
Il 16 maggio incontriamo Circhio lume della Compagnia Tardito – Rendina che si definisce “uno spettacolo di teatro danza ai confini del clown”. Anche qui lo spunto parte dal quotidiano: da uno sguardo sui meccanismi che l’uomo mette in atto per farsi amare si entra con leggerezza e distacco nei drammi di ognuno di noi. Una scrittura per “cerchio”, non narrativa, che utilizza un linguaggio sempre in bilico tra il tragico e il grottesco e perciò clownesco. Federica Tardito e Aldo Rendina hanno costruito un piccolo fenomeno nella produzione della danza indipendente, toccando con questo spettacolo più di cinquanta città.<br />
A suggellare questo percorso c’è poi il 17 maggio l’ultimo lavoro di Caterina Sagna, Basso Ostinato. Emigrata due anni fa a Rennes, in Francia, la coreografa torinese è rinata a nuova vita. In Basso ostinato si coniugano leggerezza e crudeltà attraverso un terzetto di soli uomini che, in un ostinato scivolare verso il basso, svela la banalità di un quotidiano delirante. Immersa in un bianco abbacinante, l’insignificante tranche de vie, fatta di chiacchiere e sigarette alla fine di un pasto, offre una visione apocalittica dell’eclissi del nostro tempo e della nostra cultura.<br />
Oltre questo nucleo forte di spettacoli si affacciano le novità.<br />
Innanzitutto quella rappresentata dagli spettacoli delle due compagnie residenti a Casalecchio: Kauma di Fabrizio Favale/ Le Supplici, presentato l’11 maggio e Sinfonia di Silvia Traversi/ Traversidanza che chiuderà la rassegna il 18 maggio. Due lavori che segnalano il percorso in crescita di questi due coreografi: Kauma di Favale conclude l’esplorazione del “Mahabharata”, mentre Sinfonia della Traversi è un ritorno al confronto con la scrittura musicale classica.<br />
Per conoscere infine il “nuovo che avanza”, un’intera serata sarà dedicata ai vincitori di due premi. Il 14 maggio 2008, Simona Bertozzi presenterà il suo “solo” L’endroit 2E, che ha ottenuto il premio “Gd’A” per la giovane danza d’autore mentre  Marina Giovannini e Samuele Cardini ci offriranno la possibilità di vedere Studi per Luogo Comune, progetto che si è aggiudicato il Premio Equilibrio di Roma 2008 e che sarà prodotto in forma completa nel 2009.</p>
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		<title>NASO ROSSO</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro per famiglie '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[28 febbraio 2010 ore 16.00
Teatrimperfetti/Maria Ellero
di e con Maria Ellero
Spettacolo per max 120 spettatori. Prenotazione obbligatoria 
Un piccolo spazio quadrato, l’interno di un mondo. Un piccolo spazio dentro al quale un grosso Naso Rosso dorme in un piccolo letto. Al di fuori del piccolo spazio una grande valigia. Come convincere un Naso Rosso, che per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>28 febbraio 2010 ore 16.00</strong></p>
<p>Teatrimperfetti/Maria Ellero<br />
di e con Maria Ellero</p>
<p><strong>Spettacolo per max 120 spettatori. Prenotazione obbligatoria </strong></p>
<p><strong><span id="more-1652"></span></strong>Un piccolo spazio quadrato, l’interno di un mondo. Un piccolo spazio dentro al quale un grosso Naso Rosso dorme in un piccolo letto. Al di fuori del piccolo spazio una grande valigia. Come convincere un Naso Rosso, che per quanto grosso è comunque piccolo, a uscire fuori dal suo piccolo spazio, che per lui è comunque grande? Una danz-attrice entrerà in questo piccolo spazio con una grande valigia. Toccherà a lei trovare il modo di convincerlo, svuotando la valigia che contiene in piccolo ciò che di meraviglioso fuori si può incontrare in grande. Un teatro senza parole e una danza con molto teatro. Un silenzio per contenere suoni, rumori, attese, inseguimenti, sguardi, giochi.</p>
<p>teatro danza<br />
dai 2 anni</p>
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		<title>HOMO TURBAE</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 15:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

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		<description><![CDATA[9 DICEMBRE 2009 ORE 21,00 
Mòra
Compagnia di ballo della Societas Raffaello Sanzio
Diretta da Claudia Castellucci 
orchestrazione musicale Scott Gibbons
collaborazione alle luci e ai costumi Romeo Castellucci
maestro di prove Eugenio Resta
con
Marco D’Agostin
Gloria Dorliguzzo
Rob Fordeyn
Antonella Guglielmi
Beatrice Mazzola
Benedetta Mazzotti
Andrea Sassoli
Marco Villani
Fonti:
Il suono dell’organo
Il ritmo delle onde marine
Ombre:
Il racconto L’uomo della folla di Edgar Allan Poe (1840)
l’acquerello Il sogno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>9 DICEMBRE 2009 ORE 21,00 </strong></p>
<p><strong>Mòra<br />
Compagnia di ballo della Societas Raffaello Sanzio<br />
Diretta da Claudia Castellucci </strong><br />
orchestrazione musicale Scott Gibbons<br />
collaborazione alle luci e ai costumi Romeo Castellucci<br />
maestro di prove Eugenio Resta</p>
<p><span id="more-1390"></span>con<br />
Marco D’Agostin<br />
Gloria Dorliguzzo<br />
Rob Fordeyn<br />
Antonella Guglielmi<br />
Beatrice Mazzola<br />
Benedetta Mazzotti<br />
Andrea Sassoli<br />
Marco Villani</p>
<p>Fonti:<br />
Il suono dell’organo<br />
Il ritmo delle onde marine</p>
<p>Ombre:<br />
Il racconto L’uomo della folla di Edgar Allan Poe (1840)<br />
l’acquerello Il sogno del Professore (1848) dell’architetto Charles Robert Cockerell<br />
la filastrocca Old Abram Brown (1849) di cui si hanno tracce dalla città di Eldena, lungo la Illinois Central Railroad</p>
<p><em>In scena: Voi, ballerini, atleti del tempo; seguaci di una struttura spirituale, cui solo la metronomia del ritmo è adeguata a tentarne l’accesso; esperti di un’interpretazione essenziale, cui solo l’identificazione totale tra corpo e io esprime.</em></p>
<p>direzione di produzione: Gilda Biasini, Cosetta Nicolini<br />
organizzazione: Valentina Bertolino, Silvia Bottiroli, Benedetta Briglia, Alba Pedrini<br />
amministrazione: Michela Medri con Elisa Bruno, Simona Barducci<br />
consulenza amministrativa: Massimiliano Coli</p>
<p>Produzione : Festival delle Colline Torinesi, Espace Malraux/Scène Nationale de Chambéry et de la Savoie, Théâtre de la Place/Liège–centre européen de création théâtrale et chorégraphique, Charleroi/Danses–centre chorégraphique de la Communauté française de Belgique, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Socìetas Raffaello Sanzio<br />
In collaborazione con: Amat/Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Civitanova Danza,<br />
Project CARTA BIANCA</p>
<p><!--more--><strong>Caratteristiche di Mòra</strong><br />
Mòra è una compagnia di ballo che nasce dopo le esperienze e gli studi della Stoa, la scuola sul movimento ritmico fondata da Claudia Castellucci, all’interno della Socìetas Raffaello Sanzio, con intenti di ricerca pura.<br />
Mòra vuole portare a compimento una espressione di danza legata prevalentemente alla dimensione del tempo. La conseguenza più evidente di questa opzione è il legame metronomico con la musica, che stabilisce la misura per ogni movimento sulla scena. Artefici principali di questo legame sono gli arti inferiori, i quali, come pistoni di uno strumento musicale, hanno un contatto terreno costante, marcato dai battiti dei piedi. Il movimento più ricorrente del ballo è il salto, perché, pur muovendosi nello spazio, non si sposta, insistendo spesso sullo stesso punto.<br />
Ciò che espressivamente caratterizza il ballo è una asciuttezza sentimentale che lascia il posto a un’apatia esteriore: i ballerini sono interpreti dei movimenti, perciò ogni moto interiore è affidato esclusivamente all’esattezza dei passi, tanto più efficaci, quanto più descrittivi e mimati.<br />
Il ballo di Mòra è legato al tempo sia attraverso l’osservazione delle sue cadenze regolari, sia attraverso il caso, che irrompe nel tempo sconvolgendone la ripetizione, con la capacità di previsione. Il ballo è dunque attratto dalla doppia polarità del tempo: misura e caos, e vive in questa tensione.<br />
Il ballerino ideale è un atleta del tempo, che conosce il ritmo e pratica molto bene passi canonici. L’alto tenore tecnico richiesto è la ragione per cui Claudia Castellucci ha incominciato un dialogo con il mondo classico della danza. Un altro elemento che caratterizza il ballo di Mòra è l’adozione di un tema, per la descrizione quasi mimata di un racconto. Benché questo non abbia un andamento narrativo vero e proprio, è tuttavia percepibile un discorso suddiviso in capitoli e paragrafi, di cui è possibile seguire il filo. Il ballo utilizza il filo del racconto come base per i suoi movimenti, base solida e gravata come la terra su cui appoggiano.</p>
<p><!--more--><strong>Il primo ballo di Mòra</strong><br />
Il racconto che Mòra prende a riferimento per il suo primo ballo è L’uomo della folla di Edgar Allan Poe, un racconto stupefacente sull’indistinzione della folla che pure si coagula in un tipo. La folla rimpalla e fa galleggiare la sua schiuma informe, ma questa si associa in un individuo che della folla è la quintessenza, senza che si riesca mai ad afferrare. E’ un’anima tenebrosa e losca, che proprio l’insieme fomenta, senza rendersene conto. Il tempo è il mago nero che, rendendo tutti uguali e sostituibili al suo cospetto, fa schiumare dall’infinito elenco di facce, la faccia di tutte le facce. In ogni riunione, da quella casuale, al raduno più innocente, ciò che emerge negli interstizi tra un individuo e un altro, ciò che riempie i buchi della folla, è uno spirito dell’abominio che allenta tutti gli ormeggi della responsabilità e che sfuma i contorni appellanti dei volti. Questa folla è eterna, dall’inizio del mondo; continuamente nuove persone si danno il cambio, nelle ore e nelle ere; ed è questa eternità, ed è questa quantità che annichila: è la percezione che la propria individuale esistenza fa parte di un sistema che da sempre la include, solo per poterla escludere, solo per passare ad altro.<br />
La musica che forma e riveste ogni passo del ballo è tratta principalmente dall’opera per organo di Olivier Messiaen, ed è integrata, nei suoi passaggi, dalla tessitura di Scott Gibbons. L’organo è lo strumento musicale più potente che la storia del pianeta abbia mai prodotto. E’ un mantice che assume la quantità come onere e grido umani, dal vagito al barrito blasfemo. Ha in sé tutti i registri, le altezze i timbri, i volumi. Le sue note gravi raggiungono percezioni telluriche, mentre gli acuti sono strali minerali che si proiettano sulle stelle. L’opera geniale, possente, estremamente raffinata e folle di Messiaen ha preso dall’organo momenti di sospensione filamentosa e colossali scosse celesti.<br />
Il ballo si staglia nel racconto di Poe e nella musica di Messiaen, allo stesso sonno, e alla stessa consapevolezza di una veglia estremamente dubbia.</p>
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		<title>Silvia Traversi</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2008 08:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scena Contemporanea '08]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>

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		<description><![CDATA[18 MAGGIO 2008, ORE 21,00
SINFONIA
Ideazione e direzione: Silvia Traversi
Musica: Robert Schumann, sinfonia n. 2
Coreografie : Silvia Traversi
con
Silvia Berti, Caterina Basso, Simone Borrelli, Angelo Cincotta, Roberto Corona, Mario Pola, Silvia Traversi
Video proiezioni originali: Dario Marzola
Luci: Cristina Massari
Costumi: TER ET BANTINE
Produzione TraversiDanza
Realizzato in residenza artistica presso il Teatro Comunale di Casalecchio di Reno A. Testoni.
Realizzato con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>18 MAGGIO 2008, ORE 21,00</strong></p>
<p><strong>SINFONIA</strong></p>
<p>Ideazione e direzione: Silvia Traversi</p>
<p>Musica: Robert Schumann, sinfonia n. 2<br />
Coreografie : Silvia Traversi<br />
con<br />
Silvia Berti, Caterina Basso, Simone Borrelli, Angelo Cincotta, Roberto Corona, Mario Pola, Silvia Traversi<br />
Video proiezioni originali: Dario Marzola<br />
Luci: Cristina Massari<br />
Costumi: TER ET BANTINE<br />
Produzione TraversiDanza</p>
<p>Realizzato in residenza artistica presso il Teatro Comunale di Casalecchio di Reno A. Testoni.</p>
<p>Realizzato con il contributo di:<br />
Comune di Bologna Settore Cultura e Rapporti con l’Università,<br />
Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna<br />
sponsor: meb&amp;car.</p>
<p>“La musica prima del racconto.<br />
Il racconto insieme alla musica.<br />
La danza che racconta e coinvolge.”</p>
<p>Silvia Traversi si cimenta sulle partiture di Robert Schumann.<br />
Una musica piena di energia, di vita, di passione. Dei ritmi incalzanti e scorrevoli, mai melensi, delle melodie che non passano inosservate all’orecchio e che racchiudono un movimento pieno, deciso, energico.<br />
Una coreografia che prenda spunto dalla danza intrinseca racchiusa nella partitura.<br />
Nella danza serrata sulle note della seconda sinfonia di Schumann trovano spazio<br />
le piccole(grandi) relazioni che si stagliano da questo ensemble di danzatori, di uomini e donne, di esseri umani.<br />
Un racconto di quattro uomini e tre donne, di scherzi e dispetti, di bellezza e di solitudine, di conforto e amicizia, di frenesia e tempo scandito. Tra ironia e sincerità.<br />
Lo spettacolo vede una decisa interazione tra la danza e le video proiezioni originali create dal regista Dario Marzola.</p>
<p>BIOGRAFIA</p>
<p>Silvia Traversi si diploma nel 1995 alla Folkwang Hochschule di Essen, perfezionandosi in seguito con insegnanti di fama internazionale, Lavora con compagnie e artisti come Bremer Tanz Teather, Camilla Stage, Roberto Castello, Mark Sieczcareck, Terry Weikel, Arbalete, Elio Gervasi, Misha van Hocke, Sosta Palmizi. Dal 1999 al 2002 entra nella compagnia della Biennale di Venezia, diretta da Carolyn Carlson. Nel 1988 fonda l’Associazione Poliedrica/Traversidanza. Nel 2002, elabora SPES Sentimentalismi Per Esperti Sentimentali per la Biennale di Venezia. E’ coreografa e regista in diverse produzioni teatrali. Dal 2005 è in residenza al Teatro Comunale di Casalecchio di Reno. E’ direttrice artistica di Crinali Danza 2008.</p>
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		<title>Caterina Sagna</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/caterina-sagna/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 23:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scena Contemporanea '08]]></category>
		<category><![CDATA[crudeltà]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

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		<description><![CDATA[17 MAGGIO 2008, ORE 21,00 
BASSO OSTINATO
Coreografia Caterina Sagna
Con Alessandro Bernardeschi, Antonio Montanile, Mauro Paccagnella
Drammaturgia Roberto Fratini Serafide
Luce Philippe Gladieux
Musiche a cura di Luca Berni
Direttore di palcoscenico Frank Condat
Amministrazione Dominique Mahé
Produzione Association Next/ Compagnie Caterina Sagna
Coproduzione  &#8211; Théâtre de la Bastille (Parigi) e Théâtre de l’Agora – Scène Nationale d’Evry et de l’Essonne, nell’ambito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>17 MAGGIO 2008, ORE 21,00 </strong></p>
<p>BASSO OSTINATO<br />
Coreografia Caterina Sagna<br />
Con Alessandro Bernardeschi, Antonio Montanile, Mauro Paccagnella<br />
Drammaturgia Roberto Fratini Serafide<br />
Luce Philippe Gladieux</p>
<p>Musiche a cura di Luca Berni<br />
Direttore di palcoscenico Frank Condat</p>
<p>Amministrazione Dominique Mahé</p>
<p>Produzione Association Next/ Compagnie Caterina Sagna<br />
Coproduzione  &#8211; Théâtre de la Bastille (Parigi) e Théâtre de l’Agora – Scène Nationale d’Evry et de l’Essonne, nell’ambito delle residenze di creazione finanziate dalla Regione Ile-de-France; &#8211; Théâtre National de Bretagne (Rennes)– Centro Europeo di Produzione Teatrale e Coreografica; &#8211; Pôle Sud (Strasburgo) – Scène Conventionnée Danse</p>
<p>Coreografa italiana emigrata in Francia dal 2005, Caterina Sagna è uno dei nomi più importanti della danza contemporanea italiana, figlia d’arte e danzatrice, negli anni ottanta, di Carolyn Carlson.<br />
Basso Ostinato, uno spettacolo del 2006 visto pochissimo in Italia (è alla sua terza replica italiana), è un lavoro sulla crudeltà del quotidiano di cui il titolo, diventa metafora e colonna sonora. Questo Basso Ostinato è un pezzo di vita banale, ordinaria.<br />
Alla fine di un pasto due danzatori parlano e prendono un digestivo. Il loro dialogo si ripete con le stesse formule  per tutta la durata dello spettacolo, ma man mano che procede si modifica, si altera, prende un altro senso. Lo stesso accade con i movimenti, che via via si modificano e si decompongono.  La discussione iniziale è un po’ triviale, un po’ stupida, si ride per niente, ma questo permette ai danzatori di andare in profondità. E’ come guardare un dettaglio in profondità.<br />
Basso ostinato, nonostante sembri negare la danza, è un lavoro che parla del corpo. Il fatto di cominciare prendendo un digestivo, cioè,  letteralmente di ingerire alcol per digerire qualcosa, è un po’ il suo tema nascosto ma sempre presente. Alla fine si ha l’impressione che gli stessi tre danzatori – tutti italiani anche loro emigrati tra la Francia e il Belgio – siano digeriti da ciò che gli succede. E’ un processo vitale che guarda le cose senza pregiudizio. Dice Caterina Sagna a proposito di questo lavoro:  “Un dialogo “basso”, con scorie di movimenti e resti di risate, a cui ostinatamente ritornano. Non possono far altro, perché non c’è altro da fare.  E ogni volta è peggio.  L’aria si fa pesante. Gli oggetti perdono la loro rassicurante immobilità. Tutto cede, non ci si può più fidare. E’ inutile fare resistenza, possono solo accompagnare il processo di disfacimento che cresce nutrendosi degli scarti che esso stesso produce. Si autodigerisce, si rigenera. Allora si lasciano andare, senza poter dare un senso a questo ostinato scivolare verso il basso. Ma il senso c’è, l’aria è satura del suo odore.  Viene quasi la nausea.  Meglio prendere qualcosa e inghiottire, illudersi di eliminare il disturbo, anestetizzarsi. Ecco il loro Basso Ostinato”.</p>
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		<title>Compagnia Tardito &#8211; Rendina</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 10:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scena Contemporanea '08]]></category>
		<category><![CDATA[circo]]></category>
		<category><![CDATA[clown]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

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		<description><![CDATA[16 MAGGIO, ORE 21,00
CIRCHIO LUME
Spettacolo di teatro danza ai confini del clown
Progetto di Federica Tardito e Aldo Rendina
Con Aldo Rendina, Federica Tardito e Antonio Villella
Coproduzione Torinodanza Drodesera&#62;Centrale Fies e Compagnia Tardito Rendina
Con il sostegno di Associazione Sosta Palmizi
Musiche Bach, Mozart, Satie, Madonna
Costumi di Roberta Vacchetta
Disegno Luci: Lucia Manghi
Un cerchio appena tratteggiato al suolo diviene confine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>16 MAGGIO, ORE 21,00</strong></p>
<p><strong>CIRCHIO LUME</strong><br />
Spettacolo di teatro danza ai confini del clown</p>
<p>Progetto di Federica Tardito e Aldo Rendina<br />
Con Aldo Rendina, Federica Tardito e Antonio Villella</p>
<p>Coproduzione Torinodanza Drodesera&gt;Centrale Fies e Compagnia Tardito Rendina</p>
<p>Con il sostegno di Associazione Sosta Palmizi</p>
<p>Musiche Bach, Mozart, Satie, Madonna<br />
Costumi di Roberta Vacchetta<br />
Disegno Luci: Lucia Manghi</p>
<p>Un cerchio appena tratteggiato al suolo diviene confine da varcare, limite da valicare tra questo mondo e quell’altro. Dentro a questo territorio emergono tre figure bianche, anime lievi dalle gote rosse, che, in un susseguirsi febbricitante di immagini, svelano con delicatezza e stupore il loro stato di grazia o di infelicità. Sono clown, che in questo circo squinternato e semplicissimo – uno stand per abiti, tre panche e qualche stampella – fanno rivivere le atmosfere di Buster Keaton e Jacques Tati. Un circo delirante e divertente, che gioca sul filo dell’idiozia dichiarata, conclamata, devastante in cui i bravissimi Federica Tardito e Aldo Rendina, insieme ad Antonio Villella, mettono allegramente in parodia il virtuosismo, a volte sterile, di tanto nouveau &#8211; cirque.<br />
In realtà il gruppo sa maneggiare benissimo anche la “retoricità” di certi temi, e con autoironia non esita ad andare sino in fondo alle surreali situazioni di volta in volta create:  una sposa in cerca di un improbabile sposo, una disinvolta eppure timida danza su un vecchio pezzo di Nada, una camminata da equilibrista che si trasforma in un disperato salvataggio dall’abisso.<br />
Lo spettacolo non è nuovissimo, ma è stato inserito nella rassegna D.a.N.z.A. Impronte di danza contemporanea italiana, voluta da ERT Fondazione in collaborazione con ATERDANZA nel Teatro Comunale A. Testoni di Casalecchio di Reno, perché rappresenta un piccolo fenomeno. Pur avendo iniziato in sordina, è infatti uno spettacolo che ha superato le 60 repliche in tutta Italia, un numero praticamente irraggiungibile per la stragrande maggioranza delle compagnie di danza contemporanea.</p>
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		<title>Nuovi coreografi</title>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2008 23:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scena Contemporanea '08]]></category>
		<category><![CDATA[assolo]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[duetto]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 14 maggio
ore 21,00

 L’ENDROIT 2E
Di e con: Simona Bertozzi
vincitore del concorso Gd’A 2006/2007
Ore 21,45 
STUDI PER LUOGO COMUNE
coreografia e interpretazione: Marina Giovannini, Samuele Cardini
Progetto vincitore del  Premio Equilibrio Roma 2008
Il 14 maggio, la rassegna D.a.N.z.A. Impronte di danza contemporanea italiana, in programmazione al Teatro Comunale A. Testoni di Casalecchio di Reno, è dedicata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì 14 maggio</strong><br />
<strong>ore 21,00</strong><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> L’ENDROIT 2E<br />
Di e con: Simona Bertozzi</strong></p>
<p>vincitore del concorso Gd’A 2006/2007</p>
<p><strong>Ore 21,45 </strong></p>
<p><strong>STUDI PER LUOGO COMUNE</strong></p>
<p><strong>coreografia e interpretazione: Marina Giovannini, Samuele Cardini</strong></p>
<p>Progetto vincitore del  Premio Equilibrio Roma 2008</p>
<p>Il 14 maggio, la rassegna D.a.N.z.A. Impronte di danza contemporanea italiana, in programmazione al Teatro Comunale A. Testoni di Casalecchio di Reno, è dedicata agli emergenti della danza contemporanea nazionale: Simona Bertozzi, Marina Giovanni e Samuele Cardini sono infatti tre coreografi che nell’ultimo anno sono stati segnalati in premi nazionali di grande prestigio.<br />
La bolognese Simona Bertozzi con Endroit 2e, spettacolo vincitore del concorso Giovani Danz’Autori della Regione Emilia Romagna Gd’A 06/07, presenta Endroit 2e, uno spettacolo che prende vita grazie alle immagini che si lasciano trasfigurare e formare nel e dal corpo, come segni perimetrali di un dialogo tra interno ed esterno continuamente riscrivibile.<br />
I coreografi Marina Giovannini e Samuele Cardini, entrambi provenienti dalla Compagnia Virgilio Sieni invece, con Studi per luogo comune, hanno appena vinto il Premio Equilibrio Roma 2008, I due hanno creato un duetto danzato che racconta un frammento di relazione senza parole, trasformando il corpo in luogo di comune accordo.</p>
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		<title>Fabrizio Favale</title>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2008 09:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scena Contemporanea '08]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[rito]]></category>

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		<description><![CDATA[11 MAGGIO 2008, ore 21,00
KAUMA
Una ricerca di Fabrizio Favale e Le Supplici
Ideazione e coreografie Fabrizio Favale
Danzatori  Andrea Del Bianco, Filippo Di Prima, Fabrizio Favale, Marina Giovannini, Samuele Cardini
Realizzazione set Le Supplici
Collaborazioni tecniche e luci Paolo Rodighiero e Fabio Cantaluppi
Progetto presentato da ERT Emilia-Romagna Teatro Fondazione
Con il contributo di Comune di Bologna
Fondazione Cassa di Risparmio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>11 MAGGIO 2008, ore 21,00</strong></p>
<p><strong>KAUMA</strong></p>
<p>Una ricerca di Fabrizio Favale e Le Supplici<br />
Ideazione e coreografie Fabrizio Favale</p>
<p>Danzatori  Andrea Del Bianco, Filippo Di Prima, Fabrizio Favale, Marina Giovannini, Samuele Cardini<br />
Realizzazione set Le Supplici</p>
<p>Collaborazioni tecniche e luci Paolo Rodighiero e Fabio Cantaluppi</p>
<p>Progetto presentato da ERT Emilia-Romagna Teatro Fondazione<br />
Con il contributo di Comune di Bologna<br />
Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna<br />
e<br />
Gammarad Italia S.p.A.<br />
Con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna</p>
<p>Questo lavoro inizia, si sviluppa e si conclude al suo interno molte volte, in modo del tutto simile a un album musicale che presenta un solo testo per tutti i dodici brani. La costante visiva dello spettacolo è l’alternanza fra luce-oscurità combinata con lentezza – velocità &#8211; dinamica del danzatore, ma mancando di  ritmo visivo e uditivo riempitivo, rimanda a orizzonti molto vasti, in un certo senso primitivi. La stessa primitività è suggerita dalle danze qui presentate che non cercano la narrazione ma si offrono, con potenza e una certa perseveranza ipnotica, come panorama da contemplare. In questo panorama dove sembra accadere nulla, tutto può accadere ma solo per un istante: come sotto un sole cocente dove ciò che si percepisce con maggior evidenza è il fondersi di tutte le cose in un unica massa liquida, mentre tutt’attorno gli accadimenti continuano ad apparire e a dileguarsi prima di essere stati completamente afferrati.</p>
<p>Kauma è stato realizzato in residenza presso il Teatro A. Testoni di Casalecchio di Reno (BO) a cura di ERT Fondazione. Presentato in forma di anteprima-studio nello stesso teatro in Aprile 2007, ha avuto il suo debutto ufficiale in Giugno 2007 al Kitazawa Town Hall di Tokyo.</p>
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		<title>Adriana Borriello</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/adriana-borriello/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 23:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scena Contemporanea '08]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[rito]]></category>

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		<description><![CDATA[10 maggio, ore 21,00
CHI E&#8217; DEVOTO 
Coreografia e regia Adriana Borriello
Musica originale Francesco De Melis
Con Adriana Borriello, Alessandro Mor, Gianluca Passeri, Piera Pavanello, AnnaDego/Daniela Ruggiero,  Ilenia Romano,  Marika Zannettino/Annika Pannitto.
Canto dal vivo Giovanni Coffarelli e Yasemine  Sannino
La canzone  O bella Ciao è interpretata da Giovanna Marini
Costumi Gianfranco Ferré  a cura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>10 maggio, ore 21,00</strong></p>
<p><strong>CHI E&#8217; DEVOTO </strong></p>
<p>Coreografia e regia Adriana Borriello<br />
Musica originale Francesco De Melis<br />
Con Adriana Borriello, Alessandro Mor, Gianluca Passeri, Piera Pavanello, AnnaDego/Daniela Ruggiero,  Ilenia Romano,  Marika Zannettino/Annika Pannitto.<br />
Canto dal vivo Giovanni Coffarelli e Yasemine  Sannino<br />
La canzone  O bella Ciao è interpretata da Giovanna Marini<br />
Costumi Gianfranco Ferré  a cura di Alessandra Stabile<br />
Regia video Francesco DeMelis<br />
Luci Franco Ferrari<br />
Produzione Almatanz; La Biennale di Venezia; Ministero per i Beni e le Attività culturali in collaborazione con Civitanova Danza e Amat; con il contributo di Chime S.p.a.</p>
<p>&#8220;Dove stiamo dunque andando?  Sempre verso casa&#8221; domanda e risponde senza ombra di dubbio Novalis. &#8220;Verso casa&#8221; è la rotta del viaggio intrapreso dai corpi. La via del ritorno è il teatro e il cammino è devozionale: per Chi è devoto tra i cieli e la terra c&#8217;è il rito, vale a dire la danza, il teatro.</p>
<p>In quanto trasfigurazione della matrice antica, il lavoro sui corpi corrisponde in Chi è devoto al lavoro sui suoni: un&#8217;operazione plastica nel senso proprio della plasmazione. Corpo e suono d&#8217;argilla: materia duttile.</p>
<p>La coreografia riecheggia certi gruppi scultorei di fine quattrocento, certi compianti in terracotta policroma, certe passioni e stazioni da Sacro Monte, ma anche certe statue paesane, certi Cristi minori, devozionali, da chiesa di campagna. Un’ iconografia colta e popolare, da mercato e aristocratica, contadina e  bachiana. L’esito è il gesto-suono, la carne-musica, nel senso dell’animazione del gruppo scultoreo: la musica lo anima, lo danza. Il tuffo nell’abisso-cielo della tradizione. Nella sua aristocratica umiltà.</p>
<p>Sei danzatori-attori italiani, un contadino-venditore ambulante vesuviano, una madonna-cantora di madre turca e padre napoletano, insieme alla coreografa, Adriana Borriello, danzatrice-madonna essa stessa, di nascita avellinese : i nove attori di questa performance contemporanea vengono messi in azione da una partitura di Francesco De Melis, frutto della trasfigurazione musicale di una intensa ricerca sul campo, condotta tra i contadini campani e i pescatori siciliani.</p>
<p>Musica a voce spiegata, a corpo espanso. Danza a voce spiegata, a corpo piegato, pietoso, come quello del Cristo morto dei compianti antichi, mille volte baciato nelle sue piaghe nei venerdì santi di ogni meridione, ma anche a corpo spiegato, come quello isterico delle madonne pagane, reattive al lutto per incorporarselo ora e sempre, come è dipinto nei vasi di ogni tempo antico.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: -25.5pt; text-align: justify"><span style="font-size: 11pt"><o:p></o:p></span></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/adriana-borriello/" /></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Virgilio Sieni</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/virgilio-sieni/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 23:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scena Contemporanea '08]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>

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		<description><![CDATA[9 MAGGIO, ORE 21,00
SONATE BACH
di fronte al dolore degli altri
coreografia e regia Virgilio Sieni
con Simona Bertozzi, Ramona Caia,
Massimiliano Barachini, Pierangelo Preziosa
musica J.S. Bach Sonaten für Viola da Gamba und Klavier
immagini video tratte da “I cani e i bambini di Sarajevo” (1994) di Adriano Sofri
costumi Giulia Pecorari
luci Vincenzo Alterini
tecnico di compagnia Lorenzo Pazzagli
organizzazione Daniela Giuliano, Carlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>9 MAGGIO, ORE 21,00</strong></p>
<p><strong>SONATE BACH</strong><br />
di fronte al dolore degli altri</p>
<p>coreografia e regia Virgilio Sieni<br />
con Simona Bertozzi, Ramona Caia,<br />
Massimiliano Barachini, Pierangelo Preziosa<br />
musica J.S. Bach Sonaten für Viola da Gamba und Klavier<br />
immagini video tratte da “I cani e i bambini di Sarajevo” (1994) di Adriano Sofri<br />
costumi Giulia Pecorari<br />
luci Vincenzo Alterini<br />
tecnico di compagnia Lorenzo Pazzagli<br />
organizzazione Daniela Giuliano, Carlo Cuppini</p>
<p>produzione<br />
Comune di Siena &#8211; Assessorato alla Cultura<br />
Comune di Firenze &#8211; Assessorato alla Cultura<br />
Compagnia Virgilio Sieni</p>
<p>in collaborazione con<br />
Festival Chiassodanza, RED Festival Reggio Emilia Danza<br />
CANGO &#8211; Cantieri Goldonetta Firenze</p>
<p>con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali<br />
Dipartimento dello spettacolo, Regione Toscana<br />
si ringrazia il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino</p>
<p>Sonate Bach – Di fronte al <em>dolore</em> degli altri, lavoro creato sulle Sonate per Viola da Gamba e Pianoforte di Bach, evoca e trasforma undici tragedie umane dei nostri giorni travagliati, dall’insanguinata resistenza di Jenin in Palestina, del 2002, alla strage del mercato di Sarajevo del ’94; dall’attentato kamikaze a una discoteca di Tel Aviv del 2001, all’assedio omicida della scuola di Beslan tre anni dopo. Tragedie di dimensioni ancora più drammatiche e desolanti perché colpiscono i civili, gli indifesi, gli innocenti e che Sieni ripensa, ispirato anche dal saggio di Susan Sontag citato nel titolo dello spettacolo, partendo dall’osservazione e traslitterazione di alcune immagini fotografiche, divenute strazianti emblemi visivi dello scempio e del dolore.<br />
Un video del 1994, I cani di Sarajevo di Adriano Sofri, mostra al termine della seconda sonata bachiana, le sagome consunte di randagi in cerca di cibo; animali tanto simili agli umani nell’incedere spaesato e stanco.<br />
In questo lavoro la danza afferma lo sforzo di evocare una bellezza impossibile e paradossale, da cesellare con lo strumento etico e politico per eccellenza: il gesto. L’attenzione torna quindi alla questione del corpo, al suo significato, alla sua complessità e attualità.<br />
La sola risposta che si offre è ancora quella rivolta allo sguardo del <em>pittore del ‘300</em>: la sublimazione della tragedia nella trasfigurazione artistica senza commento, che  coinvolge insieme l’umano e il sacro, il singolare e l’universale. Le 11 danze che si succedono hanno l’aspetto di ballate; allo stesso tempo sono una continua dedica in memoria, riferita agli eventi che segnano iconograficamente il tessuto coreografico.</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/virgilio-sieni/" /></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>D.a.N.z.A. Impronte di danza contemporanea italiana</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/danza-impronte-di-danza-contemporanea-italiana/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 13:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Scena Contemporanea '08]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 9 al 18 Maggio 2008, nel Teatro Comunale  di Casalecchio di Reno, si svolgerà D.a.N.z.A, impronte di danza contemporanea italiana, un progetto di ERT Fondazione in collaborazione con ATER DANZA.
Gli appuntamenti non saranno una semplice kermesse di proposte coreografiche. Il progetto infatti, nasce con l’intento di iniziare un nuovo percorso alla ricerca di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 9 al 18 Maggio 2008, nel Teatro Comunale  di Casalecchio di Reno, si svolgerà D.a.N.z.A, impronte di danza contemporanea italiana, un progetto di <a href="http://www.emiliaromagnateatro.com/"><strong>ERT Fondazione</strong></a> in collaborazione con <a href="http://ater.regione.emilia-romagna.it/pagine/p-danza-aterdanza.htm"><strong>ATER DANZA</strong></a>.<br />
Gli appuntamenti non saranno una semplice kermesse di proposte coreografiche. Il progetto infatti, nasce con l’intento di iniziare un nuovo percorso alla ricerca di radici forti, ben piantate al suolo.  Vuole offrire frutti maturi, ma anche sconosciuti. Cerca un nuovo spettatore, non necessariamente giovane, ma sensibile ad un’arte che incontri la vita e l’attualità. Desidera soprattutto rivolgersi ad un pubblico più ampio, anche se intende farlo con proposte poco consuete.  L’ambizione è quella di segnalare alcuni dei più interessanti spettacoli creati da nostri coreografi giovani e meno giovani, a volte spinti anche ad emigrare in Europa.<br />
Aterdanza ed Emilia Romagna Teatro Fondazione, da tempo solidali nel diffondere e sostenere le esperienze innovative che si manifestano in questo ambito, per D.a. N.z.A.  hanno selezionato  progetti  che esprimono una forte attenzione all’attualità, alla storia e più in generale alla responsabilità del gesto individuale.<br />
L’apertura della rassegna è affidata il 9 maggio a <a href="http://www.sienidanza.it/default2.asp"><strong>Virgilio Sieni</strong></a> e al suo <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/sonate-bach/"><strong>Sonate Bach</strong></a>, di fronte al dolore degli altri.  Si tratta di undici coreografie che ci rammentano altrettanti avvenimenti tragici accaduti nei conflitti recenti: Sarajevo, Kigali in Rwanda, Srebrenica, Tel Aviv, Jenin, Baghdad, Istanbul, Beslan, Gaza, Andijan, Kabul. Undici date emblematiche raccontate anche attraverso video-frammenti e raccolte intorno agli undici brani che compongono le tre magnifiche sonate di Bach.<br />
Il 10 maggio si vedrà <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/adriana-borriello-2/"><strong>Chi è devoto</strong></a>, l’ultima creazione di Adriana Borriello. Lo spettacolo, prodotto dalla Biennale di Venezia, è assolutamente sorprendente e non ha certo avuto l’attenzione che meritava. E’ un tuffo nelle nostre tradizioni popolari, un ritorno a casa. La coreografia riecheggia i gruppi scultorei di fine ‘400 come i “compianti” in terracotta policroma, alcune Passioni e stazioni da Sacro Monte, ma anche le statue paesane o certi Cristi minori da chiesa di campagna. In più, la presenza del canto e della musica del nostro sud ne esaltano lo spessore umano, la vitalità emotiva.<br />
Il 16 maggio incontriamo <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/aldo-rendina-federica-tardito/"><strong>Circhio lume</strong></a> della Compagnia Tardito – Rendina che si definisce “uno spettacolo di teatro danza ai confini del clown”. Anche qui lo spunto parte dal quotidiano: da uno sguardo sui meccanismi che l’uomo mette in atto per farsi amare si entra con leggerezza e distacco nei drammi di ognuno di noi. Una scrittura per “cerchio”, non narrativa, che utilizza un linguaggio sempre in bilico tra il tragico e il grottesco e perciò clownesco. Federica Tardito e Aldo Rendina hanno costruito un piccolo fenomeno nella produzione della danza indipendente, toccando con questo spettacolo più di cinquanta città.<br />
A suggellare questo percorso c’è poi il 17 maggio l’ultimo lavoro di <a href="http://www.caterinasagna.org/"><strong>Caterina Sagna</strong></a>, <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/334/"><strong>Basso Ostinato</strong></a>. Emigrata due anni fa a Rennes, in Francia, la coreografa torinese è rinata a nuova vita. In Basso ostinato si coniugano leggerezza e crudeltà attraverso un terzetto di soli uomini che, in un ostinato scivolare verso il basso, svela la banalità di un quotidiano delirante. Immersa in un bianco abbacinante, l’insignificante tranche de vie, fatta di chiacchiere e sigarette alla fine di un pasto, offre una visione apocalittica dell’eclissi del nostro tempo e della nostra cultura.<br />
Oltre questo nucleo forte di spettacoli si affacciano le novità.<br />
Innanzitutto quella rappresentata dagli spettacoli delle due compagnie residenti a Casalecchio: <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/fabrizio-favale/"><strong>Kauma</strong></a> di <strong><a href="http://www.lesupplici.it/">Fabrizio Favale/ Le Supplici</a></strong>, presentato l’11 maggio e <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/silvia-traversi/"><strong>Sinfonia</strong></a> di Silvia Traversi/ Traversidanza che chiuderà la rassegna il 18 maggio. Due lavori che segnalano il percorso in crescita di questi due coreografi: Kauma di Favale conclude l’esplorazione del “Mahabharata”, mentre Sinfonia della Traversi è un ritorno al confronto con la scrittura musicale classica.<br />
Per conoscere infine il “nuovo che avanza”, un’intera serata sarà dedicata ai vincitori di due premi. Il 14 maggio 2008, Simona Bertozzi presenterà il suo “solo” <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/330/"><strong>L’endroit 2E</strong></a>, che ha ottenuto il premio “Gd’A” per la giovane danza d’autore mentre  Marina Giovannini e Samuele Cardini ci offriranno la possibilità di vedere <strong><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/marina-giovanninisamuele-cardini/">Studi per Luogo Comune</a></strong>, progetto che si è aggiudicato il Premio Equilibrio di Roma 2008 e che sarà prodotto in forma completa nel 2009.</p>
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		<itunes:summary>Dal 9 al 18 Maggio 2008, nel Teatro Comunale  di Casalecchio di Reno, si svolgeragrave; D.a.N.z.A, impronte di danza contemporanea italiana, un progetto di ERT Fondazione in collaborazione con ATER DANZA.
Gli appuntamenti non saranno una semplice kermesse di proposte coreografiche. Il progetto infatti, nasce con lrsquo;intento di iniziare un nuovo percorso alla ricerca di radici forti, ben piantate al suolo.  Vuole offrire frutti maturi, ma anche sconosciuti. Cerca un nuovo spettatore, non necessariamente giovane, ma sensibile ad unrsquo;arte che incontri la vita e lrsquo;attualitagrave;. Desidera soprattutto rivolgersi ad un pubblico piugrave; ampio, anche se intende farlo con proposte poco consuete.  Lrsquo;ambizione egrave; quella di segnalare alcuni dei piugrave; interessanti spettacoli creati da nostri coreografi giovani e meno giovani, a volte spinti anche ad emigrare in Europa.
Aterdanza ed Emilia Romagna Teatro Fondazione, da tempo solidali nel diffondere e sostenere le esperienze innovative che si manifestano in questo ambito, per D.a. N.z.A.  hanno selezionato  progetti  che esprimono una forte attenzione allrsquo;attualitagrave;, alla storia e piugrave; in generale alla responsabilitagrave; del gesto individuale.
Lrsquo;apertura della rassegna egrave; affidata il 9 maggio a Virgilio Sieni e al suo Sonate Bach, di fronte al dolore degli altri.  Si tratta di undici coreografie che ci rammentano altrettanti avvenimenti tragici accaduti nei conflitti recenti: Sarajevo, Kigali in Rwanda, Srebrenica, Tel Aviv, Jenin, Baghdad, Istanbul, Beslan, Gaza, Andijan, Kabul. Undici date emblematiche raccontate anche attraverso video-frammenti e raccolte intorno agli undici brani che compongono le tre magnifiche sonate di Bach.
Il 10 maggio si vedragrave; Chi egrave; devoto, lrsquo;ultima creazione di Adriana Borriello. Lo spettacolo, prodotto dalla Biennale di Venezia, egrave; assolutamente sorprendente e non ha certo avuto lrsquo;attenzione che meritava. Ersquo; un tuffo nelle nostre tradizioni popolari, un ritorno a casa. La coreografia riecheggia i gruppi scultorei di fine lsquo;400 come i ldquo;compiantirdquo; in terracotta policroma, alcune Passioni e stazioni da Sacro Monte, ma anche le statue paesane o certi Cristi minori da chiesa di campagna. In piugrave;, la presenza del canto e della musica del nostro sud ne esaltano lo spessore umano, la vitalitagrave; emotiva.
Il 16 maggio incontriamo Circhio lume della Compagnia Tardito ndash; Rendina che si definisce ldquo;uno spettacolo di teatro danza ai confini del clownrdquo;. Anche qui lo spunto parte dal quotidiano: da uno sguardo sui meccanismi che lrsquo;uomo mette in atto per farsi amare si entra con leggerezza e distacco nei drammi di ognuno di noi. Una scrittura per ldquo;cerchiordquo;, non narrativa, che utilizza un linguaggio sempre in bilico tra il tragico e il grottesco e perciograve; clownesco. Federica Tardito e Aldo Rendina hanno costruito un piccolo fenomeno nella produzione della danza indipendente, toccando con questo spettacolo piugrave; di cinquanta cittagrave;.
A suggellare questo percorso crsquo;egrave; poi il 17 maggio lrsquo;ultimo lavoro di Caterina Sagna, Basso Ostinato. Emigrata due anni fa a Rennes, in Francia, la coreografa torinese egrave; rinata a nuova vita. In Basso ostinato si coniugano leggerezza e crudeltagrave; attraverso un terzetto di soli uomini che, in un ostinato scivolare verso il basso, svela la banalitagrave; di un quotidiano delirante. Immersa in un bianco abbacinante, lrsquo;insignificante tranche de vie, fatta di chiacchiere e sigarette alla fine di un pasto, offre una visione apocalittica dellrsquo;eclissi del nostro tempo e della nostra cultura.
Oltre questo nucleo forte di spettacoli si affacciano le novitagrave;.
Innanzitutto quella rappresentata dagli spettacoli delle due compagnie residenti a Casalecchio: Kauma di Fabrizio Favale/ Le Supplici, presentato lrsquo;11 maggio e Sinfonia di Silvia Traversi/ Traversidanza c...</itunes:summary>
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		<itunes:author>antonio@global-local.net</itunes:author>
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		<title>Caterina Sagna &#8211; Basso Ostinato</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 13:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
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		<title>Parachutist</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 11:53:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Teatro Comunale A. Testoni
Mercoledì 5 – giovedì 6 marzo 2008, ore 10,00
COMPAGNIA MALA SCENA
(&#8221;Piccola scena&#8221; &#8211; Zagabria, Croazia)
PARACHUTISTS
OR ON THE ART FALLING
Paracadutisti &#8211; o sull&#8217;arte della caduta

Regia: Ivica Simic
Coreografia: Larisa Lipovac e Damir Klemenic
Muiche originali di: Alen Kraljic
Drammaturgia: Nana Sojlev
Vestiti da paracadutisti, Larisa e Damir si muovono dalla prospettiva di chi è già consapevole dell’abilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Teatro Comunale A. Testoni<br />
<strong>Mercoledì 5 – giovedì 6 marzo 2008, ore 10,00</strong></p>
<p>COMPAGNIA MALA SCENA</p>
<p>(&#8221;Piccola scena&#8221; &#8211; Zagabria, Croazia)</p>
<p><strong>PARACHUTISTS<br />
OR ON THE ART FALLING</strong></p>
<p><strong>Paracadutisti &#8211; o sull&#8217;arte della caduta<br />
</strong><br />
Regia: Ivica Simic<br />
Coreografia: Larisa Lipovac e Damir Klemenic<br />
Muiche originali di: Alen Kraljic<br />
Drammaturgia: Nana Sojlev</p>
<p>Vestiti da paracadutisti, Larisa e Damir si muovono dalla prospettiva di chi è già consapevole dell’abilità che ha l’essere umano di volare o, metaforicamente parlando, l’abilità di superare le difficoltà e affrontare una vita che porta con sé ferite e avversità, ma anche amici pronti a tirarci fuori dai guai…</p>
<p>In effetti,  caratteristica fondamentale dello spettacolo è la comunicazione semplice e fuori dagli schemi che si instaura con il pubblico. D’altra parte, il suo messaggio nascosto, inviato o percepito, è molto di più di un semplice gioco per bambini…</p>
<p>“Parachutists o sull’arte della caduta” apre uno spazio sia per gli attori/danzatori sia per il pubblico sul tema del volo e della caduta. Indagando il tema della gravità, lo spettacolo parla dei desideri e delle disillusioni degli uomini, dei sogni e delle speranze, di cadute e risalite, di incontri e di addii… della vita.</p>
<p>Tecnica utilizzata: Movimento e danza<br />
Età: dai 3 anni<br />
Durata: 38 minuti</p>
<p>Note sul regista:<br />
Ivica Simic, fondatore della compagnia Mala Scena di Zagabria, si dedica al teatro per l’infanzia dal 1983, quando nell’ancora ex jugoslavia era attore nel teatro Giovani di Zagabria.  Da allora, passando dal ruolo di attore a quello di regista, non ha mai smesso di occupersi di questo specifico settore teatrale, vincendo numerosi prmi e segnalandosi sulla scena internazionale.</p>
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		<title>Sono qui</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 17:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 14 marzo 2008, ore 10,00

Menzione speciale 
Premio Scenario Infanzia 2006
Progetto Interscenario 
SONO QUI
Di Maria Ellero
Con Maria Ellero e Cecilia Cavalcoli
Elaborazione immagini ed esecuzione tecnica: Andrea Nalin e Massimiliano Masserelli
Scenografie: Enrico Guerra e Gianni Volpe
La filastrocca “Ti canto un a canzone” è di Gianni Franceschini
Sono qui è un progetto di movimento per due corpi diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 14 marzo 2008, ore 10,00<br />
</strong><br />
<strong>Menzione speciale </strong></p>
<p><strong>Premio Scenario Infanzia 2006</strong></p>
<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/interscenario-le-generazioni-del-nuovo/"></a><strong>Progetto Interscenario </strong></p>
<p><strong>SONO QUI</strong><br />
Di Maria Ellero<br />
Con Maria Ellero e Cecilia Cavalcoli<br />
Elaborazione immagini ed esecuzione tecnica: Andrea Nalin e Massimiliano Masserelli<br />
Scenografie: Enrico Guerra e Gianni Volpe<br />
La filastrocca “Ti canto un a canzone” è di Gianni Franceschini</p>
<p>Sono qui è un progetto di movimento per due corpi diversi alla ricerca di un incontro, di un abbraccio. In scena una donna e una bambina di dieci anni si guardano, si osservano, alla ricerca di un reale contatto che diventi occasione di ascolto e di crescita. La scena è vuota: un muro rosso delimita lo spazio insieme a un pannello bianco decentrato. Un calzino verde indossato prima da una poi dall’altra crea un delicato “filo verde” attorno a cui si svolge l’azione. Disegni dal tratto infantile, proiettate su superfici diverse, accompagnano la storia insieme ad alcuni brevi dialoghi e suggestioni verbali. Le due danz-attrici racconteranno la solitudine del bambino e dell’adulto, il bisogno di incontrarsi, le incomprensioni, la gioia di sentirsi in due, il gioco, la quotidianità, la rabbia, la difficoltà di condividere tempi, spazi e ritmi diversi. L’occasione che la diversità offre a entrambe offre all’adulto l’opportunità di ritrovare la dimensione del gioco, della leggerezza, dell’ironia, della fragilità, dello stupore, e alla bambina di essere aiutata, considerata, amata, stimata. Alla fine dello spettacolo la bambina risulta essere la vera protagonista, al centro della nella grande sfida di crescere e totalmente consapevole della forza dell’ “essere piccoli”. “Esserci” come occasione per amare ed essere amati.</p>
<p>Produzione Maria Ellero/Teatrimperfetti, Teatro Comunale di Copparo (FE)</p>
<p>Età consigliata: dagli 8 anni<br />
Durata: 60 minuti<br />
Tecnica utilizzata: Danza</p>
<p>Lo spettacolo ha ricevuto una menzione speciale nel Premio Scenario Infanzia 2006, il premio nazionale che ha segnalato nuove realtà teatrali nel settore del teatro per l’Infanzia. Queste le motivazioni della giuria: “ Per aver portato in scena un rapporto madre e figlia, libero da stereotipi, e attento a nuove esigenze sociali e affettive e per aver mostrato un frammento esemplare del processo di costruzione dell’identità femminile di due donne, differenti per età e asimmetriche per ruolo, fondato sulla curiosità, sulla reciprocità e sulla cura”:</p>
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