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	<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni &#187; Intercultura</title>
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		<itunes:summary>Casalecchio di Reno (BO)</itunes:summary>
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			<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni</title>
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		<title>KISH KUSH &#8211; TRACCE DI UN INCONTRO</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 15:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro scuola '09 10]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
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		<description><![CDATA[martedì 20 aprile ore 9,30 e 10,45 
mercoledì 21 aprile ore 9,30 e 10,45 
Con Daniel Gol e Alessandro Nosotti

Regia
Laura Marchegiani
Scritto e ideato da Teatrodistinto 
Quante lingue esistono al mondo; che suoni hanno?
Colui che parla in modo diverso, è diverso da me?
Com&#8217;è fatto lo straniero? Quali sono i suoi gusti?
Cosa posso creare insieme a lui?
Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>martedì 20 aprile ore 9,30 e 10,45 </strong></p>
<p><strong>mercoledì 21 aprile ore 9,30 e 10,45 </strong></p>
<p>Con Daniel Gol e Alessandro Nosotti</p>
<p><span id="more-1724"></span></p>
<p>Regia<br />
Laura Marchegiani<br />
<strong>Scritto e ideato da Teatrodistinto </strong></p>
<p>Quante lingue esistono al mondo; che suoni hanno?<br />
Colui che parla in modo diverso, è diverso da me?<br />
Com&#8217;è fatto lo straniero? Quali sono i suoi gusti?<br />
Cosa posso creare insieme a lui?<br />
Le infinite domande silenziose che possono sorgere in un bambino, che si confronta con un compagno di<br />
provenienza straniera, non sempre trovano risposte.<br />
Le dinamiche che prendono forma nell&#8217;incontro con accenti, colori e modalità differenti dalle nostre, necessitano di<br />
uno spazio di riflessione, confronto e dialogo.<br />
Il progetto KISH-KUSH tracce di un incontro vuole essere una piccola finestra sul tema della diversità culturale e<br />
linguistica, attraverso il gioco del Teatro.<br />
Il progetto KISH KUSH, finalista a Premio Scenario Infanzia 2008, nasce come spazio dinamico tra due personaggi<br />
di provenienze diverse, con l&#8217;obiettivo di condurre i giovani spettatori verso una riflessione e una discussione sul<br />
tema della diversità.<br />
Kish Kush diventa per noi luogo dell&#8217;immaginario, spazio neutro, che ospita due personaggi divisi, che non parlano<br />
la stessa lingua.<br />
Lo spazio di gioco, inizialmente suddiviso in due parti, propone agli spettatori due punti di vista differenti dell&#8217;azione.<br />
Attraverso suoni, ombre, e oggetti usati in modo simbolico, le due figure arrivano a confrontarsi, abbattendo il<br />
delicato muro di carta che li divide. Ha così inizio lo scambio, che porta alla creazione di immagini e sapori nuovi.<br />
Storia di silenzi, di timore della lingua straniera, Kish- Kush<br />
è uno scarabocchio a quattro mani, luogo giocoso di chi<br />
riconosce la meraviglia nell&#8217; incontro con la diversità.</p>
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		<title>UN PAESE DI STELLE E SORRISI</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 14:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro scuola '09 10]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Teatro ragazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[martedì 16 febbraio ore 10,00 e 12,00
di e con
Judith Moleko Wambongo e Victorine Mputu Liwoza
Produzione Teatro dell’Argine
Spettacolo vincitore Premio SCENARIOinfanzia 2008
Compagnia Mosika
Fascia d’età: 8- 10 anni
Tecnica utilizzata: teatro d’attore
Dura : 60 minuti
Questa è la storia di una madre africana che parte dal proprio paese, il Congo, lasciando tutti gli affetti, i genitori, i fratelli, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>martedì 16 febbraio ore 10,00 e 12,00</strong></p>
<p>di e con<br />
Judith Moleko Wambongo e Victorine Mputu Liwoza<br />
Produzione Teatro dell’Argine</p>
<p>Spettacolo vincitore Premio SCENARIOinfanzia 2008</p>
<p>Compagnia Mosika</p>
<p><span id="more-1599"></span>Fascia d’età: 8- 10 anni<br />
Tecnica utilizzata: teatro d’attore<br />
Dura : 60 minuti</p>
<p>Questa è la storia di una madre africana che parte dal proprio paese, il Congo, lasciando tutti gli affetti, i genitori, i fratelli, i cugini, ma soprattutto la figlia.<br />
Questa è la storia di una figlia che resta nel proprio paese sognando di poter raggiungere sua madre. Due donne: una racconta lo sradicamento e le difficoltà incontrate in un paese tanto diverso dal proprio per cultura e tradizioni; l’altra racconta l’impossibilità di vivere in un luogo devastato dalle guerre, dalla fame e dalla povertà. Due figure femminili per parlare del valore incancellabile degli affetti familiari. Attraverso missive che viaggiano come aeroplanini di carta e note di canzoni popolari africane capaci di evocare un mondo solo all’apparenza lontano, si dipana una minuscola storia che ha al proprio centro i grandi sentimenti della perdita e dell’attesa. Una storia che prova a raccontare con discrezione la forza straordinaria di un legame vissuto “da lontano”.</p>
<p>Motivazione della giuria<br />
Una storia di immigrazione che parla di un legame d’affetto spezzato e vissuto da una madre e da una figlia lontane, fra paesi, lingue, suoni e suggestioni diversamente colorati e<br />
distanti. Un paese di stelle e sorrisi costruisce sulla scena uno spazio essenziale che, attraverso elementi semplici e immagini fortemente evocative, racconta piccoli episodi di una vicenda privata che si rivela universale, toccando l’archetipo dell’allontanamento e della separazione. Affidata a un gioco scenico ricco di invenzioni dal contenuto intensamente metaforico e dal forte impatto emotivo, la drammaturgia diventa veicolo di scenari attraversati da guerre e distruzioni, conservando la luminosità di una storia affettiva che si fa paradigma antiretorico della contemporaneità.</p>
<p>Recensione<br />
«Una storia di immigrazione che parla di un legame d’affetto spezzato&#8230;»: così iniziava la motivazione della giuria che proclamava vincitore del Premio Scenario Infanzia 2008 Un paese di stelle e sorrisi evidenziando come attraverso elementi semplici e immagini fortemente evocative lo spettacolo riuscisse a toccare «l’archetipo dell’allontanamento». E quella «luminosità di una storia affettiva» che rivela echi universali attraversa ora tutta la creazione della Compagnia Mosika (lontananza in lingua lingala, uno degli idiomi del Congo). Molto brave le autrici/ attrici Victorine Mputu Liwoza e Judith Moleko Wambongo, rispettivamente nel ruolo di madre e di figlia, coinvolgente l’accordo comune nei ritmi, i passi di danza, la lingua d’origine, echi di tenerezza e nostalgia. I gesti del lavoro che cadenzano ancora i giochi della figlia devono passare ora a lei, Judith, ancora così giovane: un passaggio simbolico, mentre la madre decide di partire. Una lettera dello zio la invitava a raggiungerlo in Italia. Tante allora le raccomandazioni per la figlia: curare la nonna, scriverle spesso, e studiare, studiare, studiare, quella l’unica forma del vero riscatto. Il loro paese, in quell’Africa difficile, è ricco di stelle e sorrisi «ma sa essere anche molto crudele». Le lingue si mescolano mentre si passa dal racconto distaccato all’espressione più scoperta dei sentimenti, delle emozioni. Lettere/ aeroplanini di carta che volano dall’una all’altra. Scritture danzate nell’aria. La madre racconta della neve, Judith della guerra, tanti soldati nelle strade, case crollate, macerie: esplodono i palloncini evocando gli spari. Studi paralleli, la madre per imparare l’italiano, la figlia il francese. Non è facile risparmiare in quell’Europa che pure Judith continua a sognare. Forse la madre ha dimenticato le tante promesse fatte partendo? Volti di malinconia, occhi di tristezza&#8230; fino a quell’abbraccio finale e nuove danze – e applausi.</p>
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		<title>Tutti i grandi sono stati bambini</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 15:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[11 gennaio 2009, ore 16,00 
Spettacolo conclusivo del progetto &#8220;I monelli&#8221; 
regia Alberto Grilli
in collaborazione con Angela Pezzi e Renato Valmori
musiche Anna Palumbo
con i ragazzi degli orfanatrofi Shtepja e Femijes di Scutari (Albania) e Javna ustanova DOm za decu bez roditeljoskog staranja di Tuzla (Bosnia)
L’obiettivo del progetto I Monelli, al confine tra l’ambito culturale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>11 gennaio 2009, ore 16,00 </strong></p>
<p><em>Spettacolo conclusivo del progetto &#8220;I monelli&#8221; </em></p>
<p>regia Alberto Grilli<br />
in collaborazione con Angela Pezzi e Renato Valmori<br />
musiche Anna Palumbo</p>
<p>con i ragazzi degli orfanatrofi Shtepja e Femijes di Scutari (Albania) e Javna ustanova DOm za decu bez roditeljoskog staranja di Tuzla (Bosnia)</p>
<p>L’obiettivo del progetto I Monelli, al confine tra l’ambito culturale e quello sociale, è di fare emergere attraverso il teatro il vissuto quotidiano dei ragazzi per raccontare quanto spesso le esperienze di vita possono essere affini nonostante la lontananza di un luogo dall’altro. Il progetto si impegna quindi a sviluppare la creatività di ragazzi e ragazze tramite la comunicazione teatrale e musicale, creando occasioni di incontro e di condivisione per unire giovani di etnia, lingua o stati diversi, per favorire percorsi interculturali di convivenza e di cooperazione.<br />
I ragazzi degli orfanotrofi, tra i 10 e i 16 anni, hanno potuto inizialmente comunicare tra loro tramite lo scambio di foto e lettere, lavorando a distanza per prepararsi all’incontro e alla condivisione del lavoro svolto durante i laboratori per realizzare lo spettacolo.<br />
I risultati del progetto, il percorso, lo spettacolo finale saranno raccontati con supporti video e pubblicazioni, per promuovere l’esperienza e l’incontro dei due gruppi.<br />
Dopo il tour nei teatri emiliano romagnoli sono previste rappresentazioni anche in Bosnia ed Albania.</p>
<p>Il programma di cooperazione allo sviluppo “I Monelli. Realizzazione di una produzione teatrale negli orfanotrofi di Scutari (Albania) e Tuzla (Bosnia)”, del quale lo spettacolo presentato a Casalecchio è la prima importante tappa di presentazione al pubblico, è un percorso di laboratori teatrali promosso da diversi enti nell’ambito dell’<strong><a href="http://http://www.spaziocooperazionedecentrata.it/2006/index.asp">Accordo di Programma Quadro sulla Cooperazione Decentrata nei Balcani  della Regione Emilia Romagna</a><a href="http://www.spaziocooperazionedecentrata.it/2006/index.asp">.</a></strong> Tra gli altri:<strong> <a href="http://www.modenacooperazione.it/">l’Ufficio Cooperazione Internazionale del Comune di Modena</a>, </strong> <strong><a href="http://www.emiliaromagnateatro.com/">Emilia Romagna Teatro Fondazione</a>, </strong><strong><a href="http://www.teatroduemondi.it/">Teatro Due Mon</a><a href="http://www.teatroduemondi.it/">di</a></strong></p>
<p>A Casalecchio di Reno  l&#8217;evento è sostenuto da <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/12/melamangio-x-web.bmp"><img class="alignnone size-medium wp-image-699" title="melamangio-x-web" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/12/melamangio-x-web.bmp" alt="" width="127" height="49" /></a></p>
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		<title>Passaggio in India</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 11:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[features image]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[teatro contemporaneo]]></category>

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		<description><![CDATA[11 e 12 novembre 2008, ore 21,00

di Santha Rama Rau
dal romanzo di Edward Morgan Forster
traduzione di Sandro Lombardi
drammaturgia Sandro Lombardi e Federico Tiezzi
regia Federico Tiezzi
scene Francesco Calcagnini
costumi Giovanna Buzzi, luci Roberto Innocenti
con (in ordine di apparizione)
Sandro Lombardi,Graziano Piazza, Giulia Lazzarini
Debora Zuin, Massimo Verdastro, Giovanni Franzoni,
Sandro Mabellini, Silvio Castiglioni, Daniele Bonaiuti,
Ciro Masella, Fabricio Christian Amansi,
Aleksandar Karlic, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>11 e 12 novembre 2008, ore 21,00<br />
</strong></p>
<p>di Santha Rama Rau<br />
dal romanzo di Edward Morgan Forster<br />
traduzione di Sandro Lombardi<br />
drammaturgia Sandro Lombardi e Federico Tiezzi<br />
regia Federico Tiezzi<br />
scene Francesco Calcagnini<br />
costumi Giovanna Buzzi, luci Roberto Innocenti</p>
<p>con (in ordine di apparizione)<br />
Sandro Lombardi,Graziano Piazza, Giulia Lazzarini<br />
Debora Zuin, Massimo Verdastro, Giovanni Franzoni,<br />
Sandro Mabellini, Silvio Castiglioni, Daniele Bonaiuti,<br />
Ciro Masella, Fabricio Christian Amansi,<br />
Aleksandar Karlic, Andrea Carabelli</p>
<p>produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana / Compagnia Sandro Lombardi</p>
<p>Mai rappresentato in Italia fino a oggi, Passaggio in India è l&#8217;adattamento teatrale compiuto da Santha Rama Rau alla fine degli anni Cinquanta dell&#8217;omonimo romanzo di Forster, risalente al 1924. Con questo titolo, Federico Tiezzi torna a uno dei suoi autori prediletti, dopo aver realizzato, proprio di questo romanzo, una serie di letture radiofoniche alcuni anni addietro.<br />
Il romanzo di Forster segue le vicende di due donne inglesi, negli anni venti, che visitano l’India nella speranza di capirne gli usi e le complesse tradizioni: la loro amicizia con un giovane medico musulmano sarà  la chiave dell’India… Sullo sfondo della modesta città di Chandrapore e della vita dei funzionari inglesi in India, Forster “mette in scena” le due opposte e complementari tensioni del medico Aziz e della ragazza inglese Adela Quested verso i rispettivi ambienti. Animati entrambi dalle migliori intenzioni, ma sfavoriti dai pregiudizi dei loro mondi, i due non riusciranno mai a incontrarsi veramente.<br />
Il conflitto tra due società costrette a convivere nel clima alienato del colonialismo è colto da Forster con ironia e finezza di sentimenti profonda. La parabola è più che mai attuale oggi, in un tempo in cui, sempre più, tutti ci troviamo a convivere e a doverci confrontare con tradizioni e culture diverse dalla nostra.<br />
Il centro drammatico dell&#8217;opera consiste in una gita alle grotte Marabar. Una volta dentro, al buio, in un calore soffocante, sola con Aziz, Adela si convince di aver subìto un&#8217;aggressione sessuale. Aziz viene accusato, imprigionato e infine processato. Durante il processo, Adela si rende conto che è stato tutto una sorta di allucinazione. Ritira l&#8217;accusa, nella disapprovazione generale degli inglesi, che la abbandonano a se stessa.<br />
Il fatto contingente non è solo un&#8217;invenzione narrativa di grande efficacia, è anche simbolo di una vicenda interiore, a sua volta metafora di due visioni della vita. Da una parte la convenzione e dall’altra la libertà, da una parte l’intelletto dall’altra il cuore (ragione e sentimento?). L’urto di due mondi morali, messi a fuoco anche geograficamente e sociologicamente, oltre che psicologicamente, si conclude non con una ritrovata armonia ma col fallimento degli incontri: resta da parte di tutti un impetuoso sforzo per conoscere l’altrui sconosciuta identità: spirituale, morale, fisica, sociale.</p>
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		<title>Laboratorio sulle interculture</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 06:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>

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		<description><![CDATA[La proposta è nata dalle insegnanti della Scuola Media Malaguti di Crespellano che hanno sentito l’esigenza di affrontare, attraverso i linguaggi del teatro, i temi dell’intercultura e le problematiche connesse alla presenza di bambini stranieri nelle classi.
La scuola ha chiesto al Teatro Comunale A. Testoni di Casalecchio di Reno, di mettere a disposizione le proprie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La proposta è nata dalle insegnanti della Scuola Media Malaguti di Crespellano che hanno sentito l’esigenza di affrontare, attraverso i linguaggi del teatro, i temi dell’intercultura e le problematiche connesse alla presenza di bambini stranieri nelle classi.<br />
La scuola ha chiesto al Teatro Comunale A. Testoni di Casalecchio di Reno, di mettere a disposizione le proprie competenze per coordinare un progetto teatrale, in cui è stata coinvolta  l’Ass. Culturale Cantharide, con cui è in corso da due anni una collaborazione sulla formazione ai linguaggi del teatro nelle scuole elementari e medie e gli operatori Lena Stefenson, regista e drammaturga, Federica Iacobelli, scrittrice, Pietro Annicchiarico, videomaker.<br />
Il progetto parte da alcune parole chiave, tasselli su cui costruire i percorsi all’interno delle classi. Intercultura, diversità, accoglienza, multiculturalità, integrazione segneranno i confini di un percorso unitario che metterà al centro i temi del riconoscimento del sé e del diverso da sé.<br />
Ma poiché il progetto coinvolge l’intera scuola, si è pensato di creare due momenti comuni, uno all’inizio e uno alla fine dell’intero percorso, che in maniera quasi rituale diano il senso di un lavoro organico.<br />
L’inizio è stato segnato dallo spettacolo Baraka, programmato al Teatro Comunale di Casalecchio il 17 dicembre. In questa giornata, documentata dal video che abbiamo messo on line, tutta la scuola Malaguti è venuta  a teatro per incontrare una compagnia formata esclusivamente da attori immigrati di seconda generazione che ha fondato la propria poetica sui temi dell’intercultura e della multiculturalità: Progetto Aisha. Dopo lo spettacolo, i ragazzi hanno incontrato la compagnia e gli operatori  impegnati nel laboratorio, in una sorta di workshop aperto che ci piacerebbe fosse raccontato direttamente dai ragazzi.</p>
<p>Intanto inseriamo il <strong><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/laboratorio-sulle-interculture/">link</a></strong> ai primi commenti  sull&#8217;appuntamento del 17 dicembre. Qui di seguito, speriamo che i ragazzi coinvolti nel laboratorio, gli operatori e perchè no, altre scuole che stanno facendo un&#8217;esperienza simile, possano confrontarsi su questi temi, utilizzando il web per condividere e confrontarsi su un tema così attuale e sopratutto per dimostrare che la rete non è solo cosa da bulli&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un giorno a teatro</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/laboratorio-sulle-interculture/</link>
		<comments>http://www.teatrocasalecchio.it/home/laboratorio-sulle-interculture/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 17:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro Scuola '07 '08]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[teatro scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo &#8220;approfittato&#8221; della presenza in teatro di una compagnia composta da immigrati di seconda generazione per organizzare un incontro con gli allievi della Scuola Media Malaguti di Crespellano, impegnati dal prossimo gennaio, in un importante  progetto teatrale intorno alle parole chiave: intercultura, multiculturalità, diversità, accoglienza, integrazione.
 In una sorta di rito iniziatico, abbiamo voluto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo &#8220;approfittato&#8221; della presenza in teatro di una compagnia composta da immigrati di seconda generazione per organizzare un incontro con gli allievi della Scuola Media Malaguti di Crespellano, impegnati dal prossimo gennaio, in un importante  progetto teatrale intorno alle parole chiave: intercultura, multiculturalità, diversità, accoglienza, integrazione.</p>
<p><span id="more-210"></span> In una sorta di rito iniziatico, abbiamo voluto dedicare la giornata del 17 dicembre a questa scuola, che oltre agli attori di Baraka, ha incontrato gli operatori  coinvolti nel progetto intercultura: Lena Stefenson, regista e drammaturga svedese, Federica Iacobelli scrittrice,  Pietro Annicchiarico videomaker, Elena Galeotti attrice.</p>
<p>La mattina è stata intensa e piena di stimoli: l&#8217;obiettivo che ci eravamo dati era quello di creare l&#8217;opportunità di un incontro &#8220;positivo&#8221; tra adolescenti e immigrati, instillare curiosità e magari un poco di autostima nei tanti ragazzi stranieri che compongono le classi coinvolte. Quest&#8217;ultimo punto era uno dei motori principali dell&#8217;incontro. Il teatro si è messo a disposizione per immaginare un futuro virtuoso. Un futuro in cui gli attori protagonisti hanno un aspetto diverso dalle solite facce bianche e patinate che si vedono in TV, in cui gli autori  scavino in un&#8217;infanzia lontana per raccontare una fiaba, in cui i colori predominanti siano quelli del deserto che brucia la terra o della neve che la ricopre per molti mesi.  Un futuro in cui le  lingue si intrecciano e si riconoscono e si rispettano.  Un futuro in cui  gli stranieri arrivati dai paesi in via di sviluppo possano produrre arte e senso al pari degli italiani e degli stranieri arrivati dai paesi ricchi.</p>
<p>Due degli attori di Baraka, Muna e Ruwan sono in Italia sin dalla primissima infanzia, hanno studiato nelle scuole italiane (Ruwan frequenta ancora il V anno all&#8217;Istituto Tecnico Corni di Modena) e parlano un italiano perfetto, colorato  dagli accenti delle città in cui sono cresciuti. Adesso stanno facendo un&#8217;esperienza professionale nel teatro. Per i ragazzini stranieri sono stati una bella carica. Per gli italiani motivo di sorpresa e di spiazzamento. Gli immigrati non sono solo quegli sfigati che non sanno parlare bene la nostra lingua e magari non possono fare altri mestieri che il criminale e lo spacciatore&#8230;</p>
<p>A gennaio questi ragazzi, che si chiamino Mario o Carlotta,  Mustafa o  Fatima, Jin o Cheng, Vlado o Svjetlana cominceranno un percorso più strutturato su questi temi e faranno teatro nella scuola con l&#8217;obiettivo di conoscersi meglio, raccontare se stessi e forse, trasformare la loro confusione, la loro rabbia, il loro razzismo, le loro frustrazioni.  Buon lavoro ragazzi!</p>
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		<title>Baraka</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 20:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>voci in movimento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro per Famiglie '07 '08]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Teatro Comunale A. Testoni &#8211; Casalecchio
Domenica 16 dicembre 2007,  ore 16,00
Lunedì 17, martedì 18 dicembre 2007, ore 10,00
Sala dei Giganti &#8211; Bazzano
mercoledì 19 dicembre 2007, ore 10,00
p r o g e t t o À ï s h A
B A R A K A

di Amal Oursana
in scena Dushinke Ruwan Famarawickrama, Aziz El Sahnouny, Amal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Teatro Comunale A. Testoni &#8211; Casalecchio<br />
Domenica 16 dicembre 2007,  ore 16,00<br />
Lunedì 17, martedì 18 dicembre 2007, ore 10,00<br />
Sala dei Giganti &#8211; Bazzano<br />
mercoledì 19 dicembre 2007, ore 10,00</p>
<p>p r o g e t t o À ï s h A</p>
<p>B A R A K A</p>
<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2007/10/42-baraka1.JPG" title="42-baraka1.JPG"><img src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2007/10/42-baraka1.miniatura.JPG" alt="42-baraka1.JPG" /></a></p>
<p>di Amal Oursana<br />
in scena Dushinke Ruwan Famarawickrama, Aziz El Sahnouny, Amal Oursana/Fatima Raftali<br />
collaborazione drammaturgia: Francesco Rossetti<br />
Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione</p>
<p>Marocco. In un villaggio sospeso nel mondo delle favole un bambino dorme nella pancia di sua madre, una giovane donna maghrebina.  Sembra che non voglia nascere più, è sotto incantesimo. Da un paese lontano – l’isola di Sri Lanka &#8211; arriva un giovane principe dall’anima nobile. Si sente sperduto, si trova in terre sconosciute. Ma sa che solo lui potrà sciogliere l’incantesimo. Per farlo dovrà superare diverse prove. Soprattutto dovrà affidarsi all’aiuto di un buffo musicista gnawa che gli si fa incontro: sembra uscito dalla piazza di Marrakech o forse da una specie di lampada di Aladino. Sarà lui ad accompagnarlo lungo la strada che porta a Lella Mimouna, una figura santa venerata sia dagli ebrei che dai musulmani marocchini. È la dea della baraka, un termine arabo che significa benedizione ma anche respiro e che ha il potere di portare alla luce tutto ciò che è benedetto: la vita…<br />
Baraka è uno spettacolo che unisce suggestioni solo apparentemente distanti. È un lavoro sulla favola e sul fumetto che coinvolge giovani figli di immigrati, rappresentanti della cosiddetta “seconda generazione”, ancora in grado di testimoniare direttamente la loro cultura d’origine e già componenti attivi della cultura di approdo, assorbita attraverso la scuola, i percorsi formativi, il lavoro, la vita. Sarà la dea Mimouna che li ha accompagnati fin qui?</p>
<p>fascia d’età: dai 4 anni<br />
tecnica: teatro d’attore e musica dal vivo<br />
durata: 50 minuti</p>
<p>Note sulla compagnia<br />
Il progettoÀïshA ha preso avvio cinque anni fa, nel 2002, a Modena con il sostegno del Centro Stranieri del Comune di Modena.  L’idea portante del progetto consiste  nell’esplorare, con gli strumenti del teatro, la peculiare condizione di vita della seconda generazione di immigrati, ovvero dei figli di stranieri extra-comunitari che si sono stabiliti in Italia.</p>
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