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	<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni &#187; Interscenario</title>
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	<description>Casalecchio di Reno (BO)</description>
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		<itunes:summary>Casalecchio di Reno (BO)</itunes:summary>
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			<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni</title>
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		<title>KISH KUSH &#8211; TRACCE DI UN INCONTRO</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 15:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro scuola '09 10]]></category>
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		<description><![CDATA[martedì 20 aprile ore 9,30 e 10,45 
mercoledì 21 aprile ore 9,30 e 10,45 
Con Daniel Gol e Alessandro Nosotti

Regia
Laura Marchegiani
Scritto e ideato da Teatrodistinto 
Quante lingue esistono al mondo; che suoni hanno?
Colui che parla in modo diverso, è diverso da me?
Com&#8217;è fatto lo straniero? Quali sono i suoi gusti?
Cosa posso creare insieme a lui?
Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>martedì 20 aprile ore 9,30 e 10,45 </strong></p>
<p><strong>mercoledì 21 aprile ore 9,30 e 10,45 </strong></p>
<p>Con Daniel Gol e Alessandro Nosotti</p>
<p><span id="more-1724"></span></p>
<p>Regia<br />
Laura Marchegiani<br />
<strong>Scritto e ideato da Teatrodistinto </strong></p>
<p>Quante lingue esistono al mondo; che suoni hanno?<br />
Colui che parla in modo diverso, è diverso da me?<br />
Com&#8217;è fatto lo straniero? Quali sono i suoi gusti?<br />
Cosa posso creare insieme a lui?<br />
Le infinite domande silenziose che possono sorgere in un bambino, che si confronta con un compagno di<br />
provenienza straniera, non sempre trovano risposte.<br />
Le dinamiche che prendono forma nell&#8217;incontro con accenti, colori e modalità differenti dalle nostre, necessitano di<br />
uno spazio di riflessione, confronto e dialogo.<br />
Il progetto KISH-KUSH tracce di un incontro vuole essere una piccola finestra sul tema della diversità culturale e<br />
linguistica, attraverso il gioco del Teatro.<br />
Il progetto KISH KUSH, finalista a Premio Scenario Infanzia 2008, nasce come spazio dinamico tra due personaggi<br />
di provenienze diverse, con l&#8217;obiettivo di condurre i giovani spettatori verso una riflessione e una discussione sul<br />
tema della diversità.<br />
Kish Kush diventa per noi luogo dell&#8217;immaginario, spazio neutro, che ospita due personaggi divisi, che non parlano<br />
la stessa lingua.<br />
Lo spazio di gioco, inizialmente suddiviso in due parti, propone agli spettatori due punti di vista differenti dell&#8217;azione.<br />
Attraverso suoni, ombre, e oggetti usati in modo simbolico, le due figure arrivano a confrontarsi, abbattendo il<br />
delicato muro di carta che li divide. Ha così inizio lo scambio, che porta alla creazione di immagini e sapori nuovi.<br />
Storia di silenzi, di timore della lingua straniera, Kish- Kush<br />
è uno scarabocchio a quattro mani, luogo giocoso di chi<br />
riconosce la meraviglia nell&#8217; incontro con la diversità.</p>
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		<title>UN PAESE DI STELLE E SORRISI</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 14:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro scuola '09 10]]></category>
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		<description><![CDATA[martedì 16 febbraio ore 10,00 e 12,00
di e con
Judith Moleko Wambongo e Victorine Mputu Liwoza
Produzione Teatro dell’Argine
Spettacolo vincitore Premio SCENARIOinfanzia 2008
Compagnia Mosika
Fascia d’età: 8- 10 anni
Tecnica utilizzata: teatro d’attore
Dura : 60 minuti
Questa è la storia di una madre africana che parte dal proprio paese, il Congo, lasciando tutti gli affetti, i genitori, i fratelli, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>martedì 16 febbraio ore 10,00 e 12,00</strong></p>
<p>di e con<br />
Judith Moleko Wambongo e Victorine Mputu Liwoza<br />
Produzione Teatro dell’Argine</p>
<p>Spettacolo vincitore Premio SCENARIOinfanzia 2008</p>
<p>Compagnia Mosika</p>
<p><span id="more-1599"></span>Fascia d’età: 8- 10 anni<br />
Tecnica utilizzata: teatro d’attore<br />
Dura : 60 minuti</p>
<p>Questa è la storia di una madre africana che parte dal proprio paese, il Congo, lasciando tutti gli affetti, i genitori, i fratelli, i cugini, ma soprattutto la figlia.<br />
Questa è la storia di una figlia che resta nel proprio paese sognando di poter raggiungere sua madre. Due donne: una racconta lo sradicamento e le difficoltà incontrate in un paese tanto diverso dal proprio per cultura e tradizioni; l’altra racconta l’impossibilità di vivere in un luogo devastato dalle guerre, dalla fame e dalla povertà. Due figure femminili per parlare del valore incancellabile degli affetti familiari. Attraverso missive che viaggiano come aeroplanini di carta e note di canzoni popolari africane capaci di evocare un mondo solo all’apparenza lontano, si dipana una minuscola storia che ha al proprio centro i grandi sentimenti della perdita e dell’attesa. Una storia che prova a raccontare con discrezione la forza straordinaria di un legame vissuto “da lontano”.</p>
<p>Motivazione della giuria<br />
Una storia di immigrazione che parla di un legame d’affetto spezzato e vissuto da una madre e da una figlia lontane, fra paesi, lingue, suoni e suggestioni diversamente colorati e<br />
distanti. Un paese di stelle e sorrisi costruisce sulla scena uno spazio essenziale che, attraverso elementi semplici e immagini fortemente evocative, racconta piccoli episodi di una vicenda privata che si rivela universale, toccando l’archetipo dell’allontanamento e della separazione. Affidata a un gioco scenico ricco di invenzioni dal contenuto intensamente metaforico e dal forte impatto emotivo, la drammaturgia diventa veicolo di scenari attraversati da guerre e distruzioni, conservando la luminosità di una storia affettiva che si fa paradigma antiretorico della contemporaneità.</p>
<p>Recensione<br />
«Una storia di immigrazione che parla di un legame d’affetto spezzato&#8230;»: così iniziava la motivazione della giuria che proclamava vincitore del Premio Scenario Infanzia 2008 Un paese di stelle e sorrisi evidenziando come attraverso elementi semplici e immagini fortemente evocative lo spettacolo riuscisse a toccare «l’archetipo dell’allontanamento». E quella «luminosità di una storia affettiva» che rivela echi universali attraversa ora tutta la creazione della Compagnia Mosika (lontananza in lingua lingala, uno degli idiomi del Congo). Molto brave le autrici/ attrici Victorine Mputu Liwoza e Judith Moleko Wambongo, rispettivamente nel ruolo di madre e di figlia, coinvolgente l’accordo comune nei ritmi, i passi di danza, la lingua d’origine, echi di tenerezza e nostalgia. I gesti del lavoro che cadenzano ancora i giochi della figlia devono passare ora a lei, Judith, ancora così giovane: un passaggio simbolico, mentre la madre decide di partire. Una lettera dello zio la invitava a raggiungerlo in Italia. Tante allora le raccomandazioni per la figlia: curare la nonna, scriverle spesso, e studiare, studiare, studiare, quella l’unica forma del vero riscatto. Il loro paese, in quell’Africa difficile, è ricco di stelle e sorrisi «ma sa essere anche molto crudele». Le lingue si mescolano mentre si passa dal racconto distaccato all’espressione più scoperta dei sentimenti, delle emozioni. Lettere/ aeroplanini di carta che volano dall’una all’altra. Scritture danzate nell’aria. La madre racconta della neve, Judith della guerra, tanti soldati nelle strade, case crollate, macerie: esplodono i palloncini evocando gli spari. Studi paralleli, la madre per imparare l’italiano, la figlia il francese. Non è facile risparmiare in quell’Europa che pure Judith continua a sognare. Forse la madre ha dimenticato le tante promesse fatte partendo? Volti di malinconia, occhi di tristezza&#8230; fino a quell’abbraccio finale e nuove danze – e applausi.</p>
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		<title>STORIA DI UN UOMO E DELLA SUA OMBRA &#8211; MANNAGGIA’A MORT</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 17:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro per famiglie '09 '10]]></category>
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		<description><![CDATA[Domenica 31 gennaio alle ore 16,00
Regia di  Giuseppe Semeraro
musiche originali dal vivo di Raffaele Vasquez
con Giuseppe Semeraro, Dario Cadei, Raffaele Vasquez
Clown e musica dal vivo
dai 5 anni
Spettacolo finalista al premio Scenario Infanzia 2008
Compagnia Principio Attivo Teatro
Progetto Interscenario 
in collaborazione con Il Centro la Soffitta – Università di Bologna, ITC Teatro e Teatri di Vita.
un lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica 31 gennaio alle ore 16,00</strong></p>
<p>Regia di  Giuseppe Semeraro<br />
musiche originali dal vivo di Raffaele Vasquez</p>
<p><span id="more-1549"></span>con Giuseppe Semeraro, Dario Cadei, Raffaele Vasquez</p>
<p><em>Clown e musica dal vivo<br />
dai 5 anni</em></p>
<p>Spettacolo finalista al <a href="http://www.associazionescenario.it/premio-scenarioinfanzia.html">premio Scenario Infanzia 2008</a><br />
Compagnia Principio Attivo Teatro</p>
<p><a href="http://www.cultureteatrali.org/news/551-interscenario.html"><strong>Progetto Interscenario </strong></a><br />
in collaborazione con Il Centro la Soffitta – Università di Bologna, ITC Teatro e Teatri di Vita.</p>
<p>un lavoro singolare ed essenziale,  privo di testo e interamente  giocato sulla musica e sui suoni dal vivo .</p>
<p>E’ in gioco, sul palcoscenico, l’eterna lotta tra bene e male, tra luce e ombra, tra morte e vita. Temi importanti, ma affrontati con leggerezza e ironia, tra gag surreali e diavolerie acustiche di un musicista che modella lo spazio scenico, accompagnando ogni gesto sulla scena. Un omino in pigiama  lotta contro la sua Ombra, travestita da morte, che lo insegue, cercando di invadere i suoi spazi. Mannaggia ‘a mort  è una favola muta, studiata nei minimi particolari, che ricorda un cartone animato in bianco nero, ricca di rimandi alla tradizione filmica, da Charlie Chaplin a Buster Keaton.</p>
<p>A fine spettacolo  MERENDA IN COMPAGNIA in collaborazione con   <a href="../wp-content/uploads/2010/01/melamangio-x-web2.bmp"><img title="melamangio x web" src="../wp-content/uploads/2010/01/melamangio-x-web2.bmp" alt="melamangio x web" width="112" height="41" /></a></p>
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		<title>La domenica del teatro</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 16:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro per famiglie '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Interscenario]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro famiglie]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinque titoli per cinque compagnie in una rassegna che si profila particolarmente divertente e interessante non solo per i più piccoli. Gli sconfinamenti nel territorio dell’animazione sono molti e, se da una parte rimangono aperte alcune finestre sul mondo del fiabesco, dall’altra si va verso storie universali sul rapporto tra bambini e adulti, sulla crescita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque titoli per cinque compagnie in una rassegna che si profila particolarmente divertente e interessante non solo per i più piccoli. Gli sconfinamenti nel territorio dell’animazione sono molti e, se da una parte rimangono aperte alcune finestre sul mondo del fiabesco, dall’altra si va verso storie universali sul rapporto tra bambini e adulti, sulla crescita e su paure sconfitte.<br />
Se tra le fiabe troviamo <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/il-lupo-e-i-sette-capretti/"><strong>Il lupo e i 7 capretti</strong></a>, spettacolo con attori e pupazzi, e <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/il-brutto-anatroccolo/"><strong>Il Brutto anatroccolo</strong></a>, che aprono la rassegna, le storie sono introdotte da <strong><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/mannaggiaa-mort/">Mannaggia ‘a mort, <em>Storia di un uomo e della sua ombra</em></a>,</strong> spettacolo finalista di Premio Scenario Infanzia 2008 e, nonostante sia nato da appena un anno, già considerato cult.  Principio Attivo Teatro  è riuscito a sintetizzare, in questo spettacolo,  Ridolini e Buster Keaton, Willy Coyote e Charlot, alternando situazioni esilaranti a momenti di altissima poesia.  E mentre Maria Ellero con i suoi Teatrimperfetti, ci parla, attraverso la danza, di un piccolo <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/naso-rosso/"><strong>Naso Rosso</strong> </a>che non vuole uscire dal suo lettino, la Compagnia di burattini De Bastiani – Puche ci racconta <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/la-leggenda-del-coniglio-volante/"><strong>La leggenda del coniglio volante</strong></a>, figlio di circensi che non vede l’ora di crescere e pur di farlo, è disposto a farsi lanciare in cielo e battere il record di suo nonno, campione di permanenza in volo.<br />
Novità della stagione è la  <strong>MERENDA IN COMPAGNIA</strong>,  offerta da Melamangio spa.  Fare merenda a teatro sarà un modo per passare ancora un po’ di tempo  insieme dopo lo spettacolo,  incontrando gli  attori e gli altri spettatori  e facendo diventare questo appuntamento domenicale un modo per vivere la città d’inverno in uno dei suoi luoghi centrali.</p>
<p>Per calendario e prezzi <strong><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/stagione-200910/teatro-per-famiglie/">clicca qui </a></strong></p>
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		<title>Taniko</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/293/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 08:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '07 '08]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Scuola '07 '08]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
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		<description><![CDATA[Teatro Comunale A. Testoni
Giovedì 28 febbraio, venerdì 29 febbario 2008, ore 10,00
LIBERASCENAENSEMBLE
TANIKO
LA FAVOLA DELLA GRANDE LEGGE
Regia, scenografia e percussioni
Antonio Calone
Con: Alessandra Asuni, Luca de Tommaso, Giovanna Giuliani, Nicola Lieta,
Margherita Vicario
Costumi Marianna Carbone
Maschere Willy Mancel
Drammaturgia Antonio Calone e Nicola Lieta
La favola
Siamo in Estremo Oriente, in un tempo assai lontano. Myo-o il dio del fuoco, Gigaku il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Teatro Comunale A. Testoni</p>
<p><strong>Giovedì 28 febbraio, venerdì 29 febbario 2008, ore 10,00</strong></p>
<p><strong>LIBERASCENAENSEMBLE<br />
TANIKO<br />
LA FAVOLA DELLA GRANDE LEGGE</strong></p>
<p>Regia, scenografia e percussioni<br />
Antonio Calone<br />
Con: Alessandra Asuni, Luca de Tommaso, Giovanna Giuliani, Nicola Lieta,<br />
Margherita Vicario<br />
Costumi Marianna Carbone<br />
Maschere Willy Mancel<br />
Drammaturgia Antonio Calone e Nicola Lieta</p>
<p><strong>La favola</strong><br />
Siamo in Estremo Oriente, in un tempo assai lontano. Myo-o il dio del fuoco, Gigaku il dio della danza ed il vecchio Gioja, dio della saggezza, sono scesi sulla terra. Essi sono preoccupati perché, sebbene quaggiù le cose vanno malissimo, gli uomini non fanno niente per migliorarle. In particolare, essi si ostinano ad usare, senza capirla, l’antica legge che gli dei avevano dettato all’origine del mondo e trasformano in pretesto per discriminazione e crudeltà quel motto dettato con l’intento di spingere ogni azione umana al raggiungimento del bene comune. Un piccolo orfano giapponese, Matsuwaka, spinto dal desiderio di diventare un monaco delle montagne come il suo Maestro, dovrà subire la crudeltà della grande Legge degli uomini. Ed è proprio portando i piccoli del pubblico dentro la storia di Matsuwaka che gli dei intendono incitare gli uomini al cambiamento: l’uomo nuovo non può che essere un bambino, e saranno i bambini a dettare la nuova legge.</p>
<p><strong>Lo spettacolo</strong><br />
Questa favola, dalla riconoscibilissima impronta giapponese per il rigore dello stile e dei contenuti, ma anche per l&#8217;etica del sacrificio che apparentemente difende, è ricca di numerose altre tematiche che la rendono più interessante ed adatta ai ragazzi di oggi di quanto possa esserlo un semplice precetto morale. In realtà essa riesce a mettere in luce una serie di contraddizioni, tra il bene individuale e quello collettivo, tra la libertà di una scelta e la responsabilità che essa comporta, tra pulsioni sentimentali e decisioni razionali, ed in definitiva, tra rassegnazione e mutamento.<br />
Il compito della messa in scena dev’essere rivelare e mostrare queste contraddizioni, perché i giovani spettatori, possano prendere coscienza e farsi un’opinione, magari compiere una scelta. L’effetto dev’essere rendersi conto che nel nostro mondo non esiste una dottrina imposta, una verità da seguire e da applicare, ma che c’è una realtà complessa, dove la contraddizione non è sempre segno di negatività, ma porta d’entrata per una riflessione costruttiva. E che solo se la si conosce bene questa realtà può essere cambiata, migliorata.<br />
Per questo abbiamo deciso di raccontare la favola di Taniko attraverso un dispositivo di teatro interattivo, in cui in determinati momenti i personaggi chiameranno in causa gli spettatori portandoli giocosamente a  prendere posizione rispetto alle contraddizioni della vicenda, se necessario anche entrando in azione, in scena. Si tratta di un esperimento mirato a collaudare le basi di un <strong><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/il-teatro-come-palestra-di-cittadinanza-attiva/">funzionamento sociale partecipativo </a></strong>ed attivo applicato a tematiche grandi ed universali, argomenti che riguardano, diversamente, sia i ragazzi che gli adulti. La formazione al sentire sociale e alla democrazia partecipativa è troppo assente oggi dall’universo educativo dei giovanissimi, le cui capacità di riflessione vengono troppo spesso sottovalutate. Ci proponiamo con questo lavoro, senza dubbio ambizioso, di lanciare un sasso nello stagno, senza moralismi ma con entusiasmo e leggerezza, con lo spirito di chi, insieme a dei bambini, vuole interrogarsi sulòl’infanzia dei meccanismi della convivenza.</p>
<p><strong>I Riferimenti</strong><br />
Nel  1929 – 30 Bertolt Brecht e la sua collaboratrice Elisabeth Hauptmann presentarono al Festivale neue Musik di Berlino un’opera per bambini dal titolo Der Jasager, “Il consenziente” per le musiche di Kurt Weill. Si trattava di una rielaborazione di un dramma Noh giapponese del XV secolo: “Taniko, o il rito della valle” scritto da Konparu Zenchiku, l’erede del celebre Zeami. In seguito Brecht presentò lo spettacolo in varie scuole tedesche, e raccogliendo le reazioni dei giovani spettatori, aggiunse al testo una seconda parte, con epilogo opposto, chiamato “Il Dissenziente”, trasformando così la sua opera in un dittico dal forte sapore didattico e dialettico.<br />
Mentre nel Consenziente, così come nell’originale giapponese, il ragazzino segue “la grande legge” e per non essere di peso all’importante spedizione accetta di buon grado l’abbandono e la morte, nel Dissenziente egli non è d’accordo con la tradizione, e propone agli amici di introdurre una nuova usanza, quella di riflettere ogni volta che una situazione nuova e diversa si presenta, piuttosto che applicare ciecamente una linea di condotta che non è più d’attualità e della quale non si comprendono le ragioni profonde.<br />
A coloro che leggono solamente il senso politico e propagandistico del suo teatro, Brecht ricordava che l’interesse dei suoi drammi didattici consiste innanzitutto nelle loro intenzioni pedagogiche, nel senso che essi erano stati scritti per istruire coloro che vi prendevano parte nelle scuole e nelle fabbriche.<br />
Ne “Il Consenziente e il Dissenziente” si mostra un meccanismo che consente ad un collettivo organizzato di migliorarsi e trarre insegnamento dall’esperienza comune, anche quando quest’ultima è negativa, come nel caso della morte del giovane protagonista. Trarre insegnamento dall’esperienza  &#8211; dalla storia – per evitare di commettere ancora i medesimi errori., per trovare nuove strade da percorrere insieme, come una società di persone unite fra di loro. Vi si mostra anche la vanità dell’azione individuale quando essa è isolata, anche se eroica. E tutto al di là di conformismo di qualunque bordo.</p>
<p><strong>Premio Scenario Infanzia 2006</strong><br />
Motivazione della giuria: “In un tempo lontano gli dei scesero sulla terra convinti che il mondo potesse essere salvato dai piccoli uomini. Il progetto rilegge in modo originale la lezione del teatro didattico brechtiano per derivarne un meccanismo scenico implacabile, costruito su una molteplicità di piani narrativi e sorretto dall’alta qualità dell’interpretazione.<br />
Il pensiero dialettico è messo concretamente in azione attraverso il ruolo attivo assegnato ai giovani spettatori, che sperimentando il gioco del teatro si confrontano con i grandi temi della convivenza sociale e della democrazia partecipata. Il rigore formale si apre all’ironia e al divertimento, mentre allo spettatore è affidata la soluzione di un conflitto drammatico che supera i confini della scena per parlare delle lacerazioni del mondo reale.</p>
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		<title>Interscenario. Le generazioni del nuovo</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 13:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '07 '08]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Scuola '07 '08]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Interscenario]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte anche nel nostro teatro il progetto INTERSCENARIO. LE GENERAZIONI DEL NUOVO, ideato e realizzato dai tre soci di Scenario presenti nel territorio bolognese: Centro La Soffitta, Compagnia del Teatro dell&#8217;Argine e Teatri di Vita, cui si unisce la nostra collaborazione.
Saranno presentati i tre spettacoli che formano la Generazione Scenario 2007, ossia il vincitore dell&#8217;11ª [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parte anche nel nostro teatro il progetto <strong><a href="http://www.muspe.unibo.it/soffitta/2008/teatro/interscenario.htm">INTERSCENARIO. LE GENERAZIONI DEL NUOVO</a></strong>, ideato e realizzato dai tre soci di Scenario presenti nel territorio bolognese: <strong><a href="http://www.muspe.unibo.it/soffitta/storia.htm">Centro La Soffitta</a></strong>, <strong><a href="http://www.argine.it/">Compagnia del Teatro dell&#8217;Argine</a></strong> e <strong><a href="http://www.teatridivita.it/">Teatri di Vita</a></strong>, cui si unisce la nostra collaborazione.<br />
Saranno presentati i tre spettacoli che formano la Generazione Scenario 2007, ossia il vincitore dell&#8217;11ª edizione del Premio, <em>Made in Italy</em> di <strong><a href="http://www.babiloniateatri.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1&amp;Itemid=1">Babilonia Teatri</a></strong> (Verona), che affronta causticamente le contraddizioni del nostro tempo, e i due segnalati La timidezza delle ossa di <a href="http://www.pathosformel.org/">Pathosformel </a>(Venezia), in cui un telo bianco nasconde lo spazio scenico facendo trapelare solo frammenti di corpi, e Desideranza di Teatrialchemici (Palermo), dove si rappresenta un dramma famigliare ambientato in un sud che trasuda contraddizioni.<br />
Lo sguardo si estende inoltre ai lavori recenti dei vincitori di Scenario negli anni passati, che si sono successivamente imposti nel panorama del nuovo teatro, cioè Emma Dante (2001), M&#8217;Arte Movimenti d&#8217;Arte (2003) e Colella-Berardi (2005)</p>
<p>Noi abbiamo scelto di ospitare due spettacoli usciti dal <strong><a href="http://www.associazionescenario.it/premio-scenarioinfanzia.html">Premio SCENARIOinfanzia 2006 </a></strong>rivolti alla ricerca nel teatro per i giovani spettatori: <strong><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/taniko/">Taniko</a></strong> di Calone-Laieta (vincitore) e <strong><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/255/">Sono qui</a></strong> di Maria Ellero (menzione speciale).</p>
<p>Il progetto sarà completato da un momento di riflessione sulle Generazioni del nuovo in forma di tavola rotonda.</p>
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