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	<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni &#187; laboratori</title>
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		<title>Cuore 2.0 appuntamenti</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 15:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cuore]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il libro racconta, nella forma ingenua del diario di uno degli studenti, Enrico Bottini, un anno di scuola:
tutto ciò che entra nell&#8217;aula da fuori (la Storia, le vicende familiari, la società del tempo) e tutto ciò che dall&#8217;aula spinge per uscire (l&#8217;educazione di quelli che saranno gli italiani del futuro). Una educazione di cui si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Il libro racconta, nella forma ingenua del diario di uno degli studenti, Enrico Bottini, un anno di scuola:</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2367"></span>tutto ciò che entra nell&#8217;aula da fuori (la Storia, le vicende familiari, la società del tempo) e tutto ciò che dall&#8217;aula spinge per uscire (l&#8217;educazione di quelli che saranno gli italiani del futuro). Una educazione di cui si fa carico &#8211; al fianco delle famiglie &#8211; la scuola pubblica che dovrà dare una lingua e una coscienza a tutti i ragazzi, uguale perché gratuita e obbligatoria per tutti, ricchi e poveri, cattolici e non, settentrionali e meridionali.&#8221; <em>dalle note di regia di A. Grilli, Teatro Due Mondi </em></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo deciso di lavorare sul libro Cuore per tornare a riflettere sulla nostra storia, per utilizzare il 150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia come occasione di scambio e discussione sulla scuola pubblica,  un tema che purtroppo, è tornato ad essere urgente e sui valori che forse, per troppa retorica, non sono mai diventati patrimonio comune,  per fare del teatro una comunità di  cittadini e una palestra di cittadinanza.</p>
<p>Casa della Conoscenza,<br />
Piazza delle Culture<br />
Casalecchio di Reno<br />
<strong>15 marzo, ore 11 </strong><br />
<strong>LA  SCUOLA  DI TUTTI</strong><br />
Lettura di brani scelti dal libro Cuore di E. De Amicis<br />
Con Francesca  Debri, Federica Fabiani, Angelo di Genio, Michele di Giacomo,<br />
<em><strong>prenotazione obbligatoria</strong></em></p>
<p>Casa della Conoscenza<br />
Piazza delle culture<br />
<strong>18 marzo, ore 17,00<br />
CALAMAIO E WEB 2.0</strong><br />
Il libro Cuore e la formazione alla cittadinanza<br />
Interventi a cura di<br />
Giancarla Codrignani , scrittrice, giornalista e politologa<br />
Cristina Valenti, Docente di Nuovo Teatro DMS, Università di Bologna,<br />
Federica Zanetti, Docente di Pratiche della Cittadinanza attiva,<br />
Alberto Grilli, regista del Teatro Due Mondi.<br />
<em><strong>Ingresso libero</strong></em></p>
<p>Teatro A. Testoni<br />
<strong>22 – 23 marzo, ore 10</strong><br />
<strong>CUORE </strong><br />
Regia Alberto Grilli<br />
Con Tanja Horstmann, Angela Pezzi, Renato Valmori<br />
Produzione Teatro Due Mondi/ ERT Fondazione<br />
<em><strong>Ingresso 5 €</strong></em><br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>23 maggio ore 17,00</strong></p>
<p><strong></strong>Teatro A. Testoni<br />
<strong> RAGAZZI DI CUORE<br />
</strong>Presentazione dei lavori sul libro Cuore<br />
a cura dell’Ass. Cult. Cantharide<br />
Scuole  medie Galileo Galilei e Marconi</p>
<p>Piazza del popolo<br />
<strong>DOMINI PUBLIC CHILDREN VERSION</strong><br />
Laboratorio sulla cittadinanza attiva<br />
A cura di Elisa Fontana in coll. con  Burattingegno Teatro<br />
Scuole Primarie  XXV aprile<br />
<strong>ingresso libero</strong></p>
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		<title>La tempesta o la messa in scena di un mago</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 10:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Arte visiva]]></category>
		<category><![CDATA[ipermedia]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Shakespeare]]></category>

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E&#8217; con grande piacere che segnaliamo la presentazione del Dvd ipermediale La Tempesta o le messe in scena di un mago tra teatro e magia. Si tratta di un progetto pilota promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione e realizzato dall’Istituto MetaCultura di Roma che intende proporre iniziative formative e spettacolari concepite appositamente per promuovere l’uso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/10/shakespearepa_449x600.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1323" title="shakespearepa_449x600" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/10/shakespearepa_449x600.jpg" alt="" /></a></p>
<p>E&#8217; con grande piacere che segnaliamo<strong> </strong>la presentazione del Dvd ipermediale <strong>La Tempesta o le messe in scena di un mago tra teatro e magia</strong>. Si tratta di un progetto pilota promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione e realizzato dall’Istituto MetaCultura di Roma che intende proporre iniziative formative e spettacolari concepite appositamente per promuovere l’uso di nuovi strumenti di studio nel mondo educational. Tali strumenti, rivolti a docenti, operatori teatrali, studenti, oltre che al pubblico dei teatri, daranno la possibilità di indagare l’opera shakespeariana avendo a disposizione, virtualmente, un’ampia mediateca di messe in scena teatrali e cinematografiche, romanzi, sceneggiature, illustrazioni, radiodrammi, saggi e studi registici, e al contempo una serie di grandi autori classici in veste di docenti per aiutare gli utenti a seguire i fili invisibili che legano tutte quelle risorse tra loro e ad estrarre da esse gli strumenti necessari per apprezzarle e per crearne di nuove.</p>
<p>La presentazione del sussidio ipermediale, a cura di Alessandro Pamini e Valeria Vitale,  si terrà <strong>giovedì 5 novembre alle ore 15.00</strong> presso la sede di Emilia Romagna Teatro Fondazione (<strong>via Ganaceto 129, Modena </strong>nell’ambito di un seminario intensivo su La Tempesta rivolto ad insegnanti ed operatori teatrali, e <strong>venerdì 13 novembre alle ore 17.00 </strong>presso il ridotto del <strong></strong>i sotto forma di lezione-spettacolo rivolta, in particolare, agli studenti e al pubblico.</p>
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		<title>Babele di noi</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 17:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[teatro scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[un percorso tra teatro e cinema
nei Diritti dell&#8217;Uomo
mercoledì 3 giugno 2009
ore  21:00

Un progetto realizzato in colaborazione con
Comune di Crespellano
Scuola Media Unificata Malaguti di Crespellano
Un intreccio di saperi. Uno scambio di competenze in itinere in un dialogo costante tra i cosiddetti esperti, gli insegnanti e i ragazzi. Ecco che cosa è stato o ha cercato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>un percorso tra teatro e cinema<br />
nei Diritti dell&#8217;Uomo</em></p>
<p><strong>mercoledì 3 giugno 2009<br />
ore  21:00<br />
</strong></p>
<p>Un progetto realizzato in colaborazione con</p>
<p><strong>Comune di Crespellano<br />
Scuola Media Unificata Malaguti di Crespellano</strong></p>
<p>Un intreccio di saperi. Uno scambio di competenze in itinere in un dialogo costante tra i cosiddetti esperti, gli insegnanti e i ragazzi. Ecco che cosa è stato o ha cercato di essere l’esperienza laboratoriale 2008-2009 realizzata dal Teatro Testoni di Casalecchio con il contributo del  Comune di Crespellano  nella Scuola Media Malaguti.</p>
<p>Il lavoro degli esperti di scrittura, di teatro e di cinema si è innestato in modo non invasivo sul tema che gli insegnanti affrontavano dall’inizio dell’anno con tutte le classi della scuola:  i diritti umani e  la costituzione  come specchio della vita e della crescita di ogni comunità.<br />
Per non interrompere il lavoro iniziato nelle classi, è stato proposto agli insegnanti di frequentare un laboratorio di scrittura e di drammaturgia che desse loro gli strumenti per preparare le classi ai  laboratori di teatro e di cinema. È così che, a partire  da alcune  parole chiave i professori hanno elaborato  con  i propri  allievi e quindi con la supervisione degli esperti,   le cinque drammaturgie e le tre sceneggiature che ne sono nate.</p>
<p>“Babele di noi” è  ciò che è stato e ciò che ne è nato: un crogiuolo di punti di vista e di pensieri, di letture, di interpretazioni, di materiali, dai quali si sono delineate delle strade, dei “testi con le ruote” e quindi dei lavori di teatro e di cinema dove il tema e le parole chiave sono diventate guida, sottotesto, anima, ma mai o quasi mai didascalia.</p>
<p>“Il Paese della lingua senza parole”, “Il paese delle frange”, “ Le strade del bosco sono finite”, “Caoslandia” e “Giacomo di cristallo” sono i titoli dei cinque pezzi teatrali che le prime e le seconde hanno costruito con le  attrici Eleonora Ribis e Rascia Darwish (Barbe à Papa Teatro), nati appunto dalla collaborazione delle insegnanti con la scrittrice e drammaturga Federica Iacobelli.</p>
<p>“Il mistero del pattinatore”, “Caccia al berretto” e “L’ombra” sono invece i tre episodi  della serie che le tre terze hanno girato con  il videomaker Pietro Annicchiarico, anche questi scritti  con la collaborazione delle insegnanti  con Federica Iacobelli: la storia di un pattinatore misterioso e del tentativo di conoscerlo da parte di un gruppo di adolescenti che si sono persi, la storia di un berretto perduto, la storia di una scoperta imprevista. Ciò che accomuna i tre episodi è  che si svolgono tutti nello stesso luogo – o meglio non luogo &#8211; mai nominato e sempre vero protagonista delle storie.</p>
<p>Insieme, queste storie, queste figure e queste azioni hanno disegnato una sorta di Costituzione immaginaria, un insieme di regole e non regole, di pensieri e di punti di vista su piccole comunità cercate e inventate, su mondi che il teatro e il cinema hanno creato a partire da libri, da dialoghi, da improvvisazioni, dall’incontro creativo tra chi nella scuola ci vive ogni giorno, all’interno, e chi nella scuola invece arriva da fuori a portarvi l’esterno, l’altro, strumenti, arti e fili da intrecciare per conoscersi, crescere, e per vivere insieme.</p>
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		<title>E&#8217; arrivato il tempo dei saggi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2007 13:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '07 '08]]></category>
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		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[teatro scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Maggio. Tempo di saggi delle scuole. I teatri si svuotano dei professionisti e si riempiono di bambini, adolescenti,  insegnanti e operatori  ansiosi di mostrare gli esiti dei laboratori teatrali svolti durante l’anno. In questa kermesse che coinvolge in genere interi quartieri, si vede un po’ di tutto. Dalle recite che qualcuno definisce di tipo “ottocentesco” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maggio. Tempo di saggi delle scuole. I teatri si svuotano dei professionisti e si riempiono di bambini, adolescenti,  insegnanti e operatori  ansiosi di mostrare gli esiti dei laboratori teatrali svolti durante l’anno. In questa kermesse che coinvolge in genere interi quartieri, si vede un po’ di tutto. Dalle recite che qualcuno definisce di tipo “ottocentesco” con tanto di costumi, copioni, protagonisti e comparse a esiti di laboratorio più corali, scaturiti da un lavoro in progress, spesso figlio delle esperienze di pedagogia  teatrale dei grandi maestri del Novecento.<br />
Ma sempre più sovente, in entrambi, i casi ciò che importa è mostrare il risultato. Ciò che preme è arrivare puntuali all’appuntamento sul palcoscenico. Ciò che conta è l’applauso finale e i bravo dalla platea. A nulla contano i mille discorsi sul teatro nella scuola, sulle sue funzioni, sulle sue modalità, sui suoi obiettivi. The show must go on. Lo spettacolo prima e dopo tutto, in una voglia di protagonismo e di (a volte) misurato  esibizionismo che non lascia spazio a dubbi.<br />
Ma dov’è lo spettatore? Non parlo dei bambini che aspettano nervosi il proprio turno, né dei genitori che in queste occasioni si trasformano in fans armati di videocamere e macchine fotografiche digitali. Non parlo delle insegnanti, che arrivano all’appuntamento sull’orlo di una crisi di nervi e neanche dei nonni, che forse sono i più divertiti e fieri. Parlo dello spettatore che è in ciascuno di loro e che viene dimenticato sulla porta del teatro prima del saggio scolastico. Nella maggior parte dei casi questi appuntamenti si trasformano in  esempi di puro esibizionismo a favore di distratti voyer con uno schermo acceso in mano. Ciò che emerge è un’assoluta autoreferenzialità delle esperienze fatte nella scuola, spesso sganciate da una visione del teatro  e quasi mai destinate a moltiplicare gli sguardi e le azioni  in una logica di crescita culturale ed artistica.<br />
Si dice che il teatro nelle scuole è spesso finalizzato a integrare i più svantaggiati, a insegnare una lingua, a rinforzare un percorso didattico e mille altre cose ancora. Peccato che non serva quasi mai a fare e vedere teatro consapevolmente, a imparare una “grammatica” che potrà aiutare a  leggere dentro se stessi, a decodificare mass media, svelare fandonie, leggere tra le righe, ascoltare le pause e riconoscere  negli atteggiamenti del corpo un’altra forma del dire. Prima ancora che a formare uno spettatore consapevole, inoltre, il teatro nella scuola dovrebbe appartenere a una sfera culturale necessaria,  perché come dice un grande maestro “il teatro non ha categorie, ma si occupa della vita.  E’ il solo punto di partenza, l’unico veramente fondamentale. Il teatro è la vita” (P. Brook, La porta aperta).<br />
La rappresentazione, l’integrazione, l’educazione e tutto il resto sono conseguenze di un attraversamento delle ragioni vitali che gli permette di essere, dopo millenni, il luogo privilegiato della condivisione di esperienze.<br />
Nulla contro il teatro nelle scuole, anzi. Ma torniamo al teatro degli attori come centro propulsore. Torniamo allo spettatore consapevole come vettore dello sguardo. Facciamo camminare insieme i linguaggi della scena professionale con i linguaggi del teatro nella scuola, o la frattura sarà sempre più insanabile. Il teatro nella scuola non può essere il palliativo contro i mali che la affliggono, ma può sicuramente  diventare strumento di crescita verso una cittadinanza attiva e consapevole.</p>
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