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	<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni &#187; teatro per l&#8217;infanzia</title>
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		<title>La bella addormentata</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 15:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro per famiglie 11/12]]></category>
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		<description><![CDATA[DOMENICA 29 GENNAIO ORE 16,30
LA BELLA ADDORMENTATA
tratto da “Rosaspina” dei fratelli Grimm
con Filomena De Leo, Daniele Lasorsa, Raffaella Giancipoli, Bruno Soriato, Annabella Tedone
Regia e scene Michelangelo Campanale
Drammaturgia Katia Scarimbolo
Compagnia La luna nel letto
dai 4 anni
E’ bello, prima di addormentarsi, giocare sotto le coperte e con i cuscini, o raccontarsi delle storie: in scena  cinque ragazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DOMENICA 29 GENNAIO ORE 16,30</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA BELLA ADDORMENTATA</strong></p>
<p>tratto da “Rosaspina” dei fratelli Grimm</p>
<p>con Filomena De Leo, Daniele Lasorsa, Raffaella Giancipoli, Bruno Soriato, Annabella Tedone</p>
<p><span id="more-3168"></span>Regia e scene Michelangelo Campanale<br />
Drammaturgia Katia Scarimbolo<br />
Compagnia La luna nel letto</p>
<p><strong>dai 4 anni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ bello, prima di addormentarsi, giocare sotto le coperte e con i cuscini, o raccontarsi delle storie: in scena  cinque ragazzi indecisi su quale storia raccontare. Ma all’improvviso il sonno prende il sopravvento su Rosa e fa partire il gioco:  intorno al grande letto il tempo si sospende, la magia del sogno entra dolcemente nella scena, annulla i confini tra il racconto e la realtà, la fanciulla  si trasforma in principessa e  i suoi compagni, fingendosi protagonisti della storia,  la accompagnano, in un vortice di immagini, risate ed emozioni, nella  sua fabia preferita: “.La bella addormentata nel bosco” .<br />
Lo spettacolo nasce  da dieci anni di esperienza diretta con i bambini, attraverso il gioco, l’animazione teatrale e le letture animate. Nei laboratori abbiamo esplorato l’immaginario infantile, la dimensione fantastica attraverso la quale i bambini si relazionano al mondo. Abbiamo esplorato il mondo onirico, giocando a sognare ad occhi chiusi e ad occhi aperti e il sogno dei bambini ci ha fatto riscoprire la fiaba di Rosaspina.<br />
Con i bambini ci siamo detti: “…allora Rosaspina sogna per cento anni? E come sono i suoi sogni?come trascorrono cento anni di sogni?”</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo lo spettacolo MERENDA IN COMPAGNIA in collaborazione con <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2011/03/melamangio-x-web.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-2514" title="melamangio x web" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2011/03/melamangio-x-web.bmp" alt="melamangio x web" width="129" height="50" /></a></p>
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		<title>Viene buio viene luce</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 09:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '10 '11]]></category>
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		<description><![CDATA[Spazio Binario, 12 e 13 aprile , ore 10
finalista Premio Scenario Infanzia 2008
selezionato per il progetto REACT! del Festival di Santarcangelo
Spettacolo realizzato in residenza al Teatro Comunale A. Testoni di Casalecchio di Reno

di Rascia Darwish e Eleonora Ribis
con Rascia Darwish e Mario Pola e le voci di Silvia Pasello, Asia Sanitate e Ares Tavolazzi
collaborazione alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Spazio Binario, 12 e 13 aprile , ore 10</strong><br />
finalista Premio Scenario Infanzia 2008<br />
selezionato per il progetto REACT! del Festival di Santarcangelo<br />
Spettacolo realizzato in residenza al Teatro Comunale A. Testoni di Casalecchio di Reno</p>
<p><span id="more-2526"></span></p>
<p>di Rascia Darwish e Eleonora Ribis<br />
con Rascia Darwish e Mario Pola e le voci di Silvia Pasello, Asia Sanitate e Ares Tavolazzi<br />
collaborazione alla drammaturgia Federica Iacobelli</p>
<p>cura del suono Marco Canali e Gregorio Fiorentini<br />
scenografia e luci Gianfranco Carta costumi Ketti Parente<br />
oggetti in legno Fratelli Plozzer Sauris (Ud)</p>
<p style="text-align: justify;">fascia d’età: dai 6 anni<br />
durata: 50 minuti circa<br />
tecnica utilizzata: teatro d’attore</p>
<p style="text-align: justify;">Vassilissa la bella è una fiaba tradizionale russa che porta in sé il buio e la luce, la morte e la vita, le ossa dei morti e il corpo di chi vive. È una fiaba di immagini forti e di suoni. Viene buio viene luce è uno spettacolo che porta in scena un luogo preciso: la casa della strega Baba Jaga, il territorio oscuro della fiaba che la protagonista, Vassilissa, deve affrontare. In una notte buia a casa di Vassilissa la matrigna spegne il fuoco e la costringe ad andare dalla Baba Jaga, la terribile strega padrona del fuoco. Di lei si racconta che mangi gli uomini. Vassilissa affronta il pericolo e entra. La strega promette di darle il fuoco soltanto se riuscirà a superare due prove altrimenti avrà lo stesso destino degli altri. Le due prove sono impossibili, ma Vassilissa ha con sé una bambola, il dono lasciatole dalla mamma in punto di morte. Grazie a questo aiuto magico Vassilissa ottiene il fuoco.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo scelto questo storia affascinati dalla Baba Yaga una creatura magica, potente, paurosa, multiforme. Padrona del fuoco, del buio, della luce. Governa tre cavalieri: uno porta il giorno, uno il tramonto, l’ultimo la notte e custodisce molti segreti. Il più oscuro è nascosto tra le stoffe e gli abiti che riempiono la sua casa. Baba Yaga custodisce infatti nella sua casa gli echi, le memorie, il passato e il ricordo dei morti. E la casa della Baba Yaga è un luogo fisico, ma soprattutto uno spazio sonoro perché lo spettacolo pone chi guarda in un’ottica di grande attenzione al suono. La narrazione è scandita da un susseguirsi di atmosfere sonore e gli elementi magici della fiaba sono realizzati proprio con l’utilizzo del suono. Dal suono reale a quello modificato, dalla stereofonia al movimento il suono accompagna tutta la storia. Perché ci sembrava che solo una materia intangibile ma fortissima come il suono potesse raccontare l’impalpabilità della memoria e del ricordo.  L’aspetto più delicato e al tempo stesso più potente di questa storia.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Cuore</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 10:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[22  e 23 marzo ore 10 
Cuore 
Di Edmondo De Amicis 
drammaturgia:  Gigi Bertoni
interpreti: Tanja Horstmann, Angela Pezzi, Renato Valmori
regia: Alberto Grilli
TEATRO DUE MONDI
In coproduzione con ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione
Cuore di Edmondo De Amicis è un libro che ha accompagnato l&#8217;infanzia di intere generazioni con la forza che hanno tutti i prodotti culturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>22  e 23 marzo ore 10 </strong></p>
<p><strong>Cuore </strong></p>
<p><strong>Di Edmondo De Amicis</strong><em> </em></p>
<p><em>drammaturgia:  Gigi Bertoni</em></p>
<p><em>interpreti: Tanja Horstmann, Angela Pezzi, Renato Valmori</em></p>
<p><em>regia: Alberto Grilli</em></p>
<p>TEATRO <strong>DUE MONDI</strong></p>
<p><strong><span id="more-2466"></span></strong>In coproduzione con ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione</p>
<p style="text-align: justify;">Cuore di Edmondo De Amicis è un libro che ha accompagnato l&#8217;infanzia di intere generazioni con la forza che hanno tutti i prodotti culturali dotati di una connotazione precisa: in questo caso, la manifestazione di un orgoglio. Nazionale. Il Risorgimento si è concluso, fatta l&#8217;unità politica occorre fare quella economica e occorre fare, soprattutto, chi trasporterà questa unità nel futuro, l&#8217;Italiano. Il libro racconta, nella forma ingenua del diario di uno degli studenti, Enrico Bottini, un anno di scuola: tutto ciò che entra nell&#8217;aula da fuori (la Storia, le vicende familiari, la società del tempo) e tutto ciò che dall&#8217;aula spinge per uscire (l&#8217;educazione di quelli che saranno gli italiani del futuro). Una educazione di cui si fa carico &#8211; al fianco delle famiglie &#8211; la scuola pubblica che dovrà dare una lingua e una coscienza a tutti i ragazzi, uguale perché gratuita e obbligatoria per tutti, ricchi e poveri, cattolici e non, settentrionali e meridionali. Per precisare questo modello di riferimento De Amicis inventaria tutti i caratteri positivi di quello che per lui è il carattere italiano: l&#8217;altruismo, la generosità, il coraggio, l&#8217;onestà. E&#8217; l&#8217;Italia <em>giovine </em>della fine dell&#8217;Ottocento, è il sogno e la speranza di chi aveva creduto e combattuto per realizzarli. Nella scuola di oggi, nelle antologie su cui i ragazzi studiano non c&#8217;è più spazio per Cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi lo riproponiamo quest&#8217;anno, mentre si svolgono le manifestazioni per i 150 anni di questa ancor <em>giovine </em>Nazione. Perché sentiamo l&#8217;esigenza di riflettere &#8211; come si fa in teatro, facendo uno spettacolo che va incontro alla mente e alla sensibilità delle persone &#8211; sulle possibili risposte alla domanda: è nato l&#8217;italiano? Quante differenze e quante somiglianze ci sono nelle aule di oggi con la classe di Enrico Bottini? I meridionali di ieri sono forse gli immigrati di oggi? Lo spettacolo è una sorta di lettera ai ragazzi di oggi che si trovano in un&#8217;epoca di cambiamento. Cambia la composizione della popolazione e cambiano i valori – almeno questo è quello che appare &#8211; che attraversano l&#8217;istruzione e l&#8217;educazione. Non abbiamo la pretesa che i ragazzi a cui è dedicato questo spettacolo, gli alunni delle scuole elementari e medie inferiori, possano comprendere tutte le implicazioni di un ragionamento complesso, ma ci auguriamo che siano colpiti dai racconti come è successo a noi quando eravamo bambini, racconti che ci siamo portati dentro e che hanno contribuito a formare in noi una coscienza civica e nazionale. Per questa ragione lo spettacolo che si rivolge anche agli educatori, per sollecitarli a cercare di non perdere di vista la centralità del loro compito nello sforzo di creare una Nazione <em>adulta,</em> aperta al naturale cambiamento, solidale verso i più deboli. E, comunque la pensino, a non confondere valori e politica.</p>
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		<title>Pik Badaluk</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 21:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AUDITORIUM SPAZIO BINARIO
8 – 9 marzo, ore 9.30 e 10.45
testo di Marina Allegri
regia di Maurizio Bercini
con Ilaria Commisso, Francesca Grisenti, Paolo Codognola
scene e pupazzi di Maurizio Bercini, Donatello Galloni, Ilaria Commisso
costumi di Giuseppina Fabbi
musiche originali suonate dal vivo di Paolo Codognola
video di Giacomo Agnetti e Ilaria Commisso
voce fuori campo di Alberto Branca
Nel libro “La storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AUDITORIUM SPAZIO BINARIO</p>
<p><strong>8 – 9 marzo, ore 9.30 e 10.45</strong></p>
<p>testo di Marina Allegri<br />
regia di Maurizio Bercini</p>
<p><span id="more-2344"></span>con Ilaria Commisso, Francesca Grisenti, Paolo Codognola<br />
scene e pupazzi di Maurizio Bercini, Donatello Galloni, Ilaria Commisso<br />
costumi di Giuseppina Fabbi<br />
musiche originali suonate dal vivo di Paolo Codognola<br />
video di Giacomo Agnetti e Ilaria Commisso<br />
voce fuori campo di Alberto Branca</p>
<p>Nel libro “La storia di Pik Badaluk” si racconta una storia molto semplice, la storia del bambino Pik che apre il cancello del recinto, scappa dall’orto di casa e si trova in mezzo ai pericoli della foresta. Viene inseguito dal leone e si rifugia…sopra un albero di mele!<br />
L’Africa di Pik è un paese di fantasia: inutile cercare il Politically correct.  E’ un’Africa molto ingenua, più immaginata che conosciuta. Grete Meuche, autrice del libro pubblicato per la prima volta  nel 1922, scrisse questa storia con quello sguardo ingenuo  che ben si coniuga con lo stupore infantile verso un popolo ed un paese lontano ed assai differente, pronto forse  ad essere esplorato e conosciuto dietro le finestre delle nostre cucine.  L’idea di Africa è assolutamente fantastica: al posto della savana, Pik trova un albero di mele dove rifugiarsi per sfuggire al leone, come se dall’orto di la casa o dalla finestra della cucina entrassero all’improvviso i profumi ed i misteri delle foreste africane.<br />
Per aiutare questo sogno collettivo di Africa ad occhi aperti, lo spettacolo utilizza pupazzi, immagini animate,  musiche dal vivo, un testo scarno ed essenziale, tante canzoni … per  far tornare giocosa e privata la scoperta di ciò che è “diverso da se”, nel bene e nel male.</p>
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		<title>Prezzemolina</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 17:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[23 gennaio 2011, ore 16,00 
di e con: Monica Mattioli
regia : Monica Mattioli  e  Renata Coluccini
dai 3 anni

Teatro d&#8217;attore
In un angolo di un orto c’e’ una donna,  un po’ strana, che  parla al suo prezzemolo. Lo innaffia, lo coccola… poi  s’innaffia i piedi e  li trastulla pure  nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>23 gennaio 2011, ore 16,00 </strong></p>
<p>di e con: Monica Mattioli</p>
<p>regia : Monica Mattioli  e  Renata Coluccini</p>
<p>dai 3 anni</p>
<p><span id="more-2231"></span></p>
<p>Teatro d&#8217;attore</p>
<p>In un angolo di un orto c’e’ una donna,  un po’ strana, che  parla al suo prezzemolo. Lo innaffia, lo coccola… poi  s’innaffia i piedi e  li trastulla pure  nella terra. Ma oggi e’ arrivato il momento di vendere quel prezzemolo e come ogni volta che arriva il momento  la donna  non ce la fa. Nell’orto ci sono alcuni  segreti  legati alla storia  di una fanciulla che  come tutte le fanciulle ha una mamma  e che come tutte le mamme è bellissima… bella…  carina…  cioè particolare….  anzi unica! E come in tutte le fiabe che si rispettino, c’è anche una fata. Una fata? A dire il vero è un’orchessa:  il suo nome è Morgana, che quando sorride ha dei denti… denti? A dire il vero ha una dentiera di ferro, che sembra abbia dei rastrelli al posto dei denti.</p>
<p>E poi c’e’ lui: Memè  il più bello che la mamma fè!! che è anche un po’ magico e che con le sue magie fa sospirare lei, Prezzemolina.</p>
<p>Sospiri tu che sospiro anch’io….con i loro sospiri d’amore riusciranno a ….e vissero felici e contenti!</p>
<p>Prezzemolina è  una  nuova divertente e poetica  storia per crescere.</p>
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		<title>VISIONI ALL&#8217;INFANZIA</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 13:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro scuola '09 10]]></category>
		<category><![CDATA[Arte visiva]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 6 maggio 2010 alle  ore 15,30 in  Piazza delle Culture presso la Casa della Conoscenza, via Porrettana 360
a Casalecchio di Reno, sarà presentato Visioni all’Infanzia, progetto editoriale curato da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Casalecchio delle Culture. A seguire incontro con Mafra Gagliardi e Roberto Gris.
Visioni all’Infanzia ha raccolto in un unico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>6 maggio 2010</strong> alle  <strong>ore 15,30</strong> in  <strong>Piazza delle Culture</strong> presso la Casa della Conoscenza, via Porrettana 360</p>
<p><span id="more-1739"></span>a Casalecchio di Reno, sarà presentato <strong>Visioni all’Infanzia</strong>, progetto editoriale curato da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Casalecchio delle Culture. A seguire incontro con <strong>Mafra Gagliardi</strong> e <strong>Roberto Gris</strong>.</p>
<p>Visioni all’Infanzia ha raccolto in un unico fascicolo disegni e  testi prodotti dai bambini dopo la fruizione degli spettacoli nei teatri A. Testoni di Casalecchio di Reno, Dadà di Castelfranco, Storchi e Passioni di Modena,  gestiti da Emilia Romagna Teatro Fondazione.  L’intento del progetto è stato quello di costruire un tracciato che testimoniasse l’ incontro tra bambini e teatro raccogliendone gli stimoli, i commenti e le percezioni. Il copioso materiale arrivato dalle scuole  dimostra infatti quanto i bambini vengano stimolati dallo spettacolo teatrale e quale capacità hanno di rileggere e riscrivere lo spettacolo a partire dalla loro fruizione. Mafra Gagliardi, che studia da molti anni le dinamiche della ricezione infantile a teatro, è stata chiamata per parlare di questi temi specifici.  Autrice del libro  <em>Nella bocca dell’immaginazione</em> (ed. Titivillus, 2007) la Gagliardi ha esplorato i meccanismi cognitivi ed emozionali che si attivano durante lo spettacolo, dimostrando che il bambino possiede una fruizione estetica dell’evento teatrale che può essere sviluppato ed ulteriormente educato. I disegni e i testi che vengono fatti a scuola dopo il teatro ne sono una testimonianza attiva, perché spesso raccontano non ciò che è stato visto ma ciò che è stato immaginato.<br />
A coadiuvare l’incontro Roberto Gris, ricercatore proveniente dalla Facoltà di Scienze Cognitive dell’Università di Trento, che ha accompagnato in questi anni la riflessione di Ert sul Teatro Ragazzi.<br />
L’incontro, destinato a insegnanti, operatori e genitori vuole essere un momento di approfondimento e confronto sul teatro per l’infanzia a conclusione di una Stagione che ha visto aumentare il pubblico sia nella parte dedicata alle famiglie sia nella parte dedicata alle scuole, ma ha anche l’obiettivo di fornire qualche strumento allo spettatore adulto per accompagnare i bambini a teatro scortandoli nel passaggio dal reale al fantastico con lo stesso abbandono al mondo della finzione.</p>
<p>Per informazioni 051/6133294<br />
info@teatrocasalecchio.it</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/visioni-allinfanzia/" /></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>KISH KUSH &#8211; TRACCE DI UN INCONTRO</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/kish-kush-tracce-di-un-incontro/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 15:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro scuola '09 10]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interscenario]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[teatro scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[martedì 20 aprile ore 9,30 e 10,45 
mercoledì 21 aprile ore 9,30 e 10,45 
Con Daniel Gol e Alessandro Nosotti

Regia
Laura Marchegiani
Scritto e ideato da Teatrodistinto 
Quante lingue esistono al mondo; che suoni hanno?
Colui che parla in modo diverso, è diverso da me?
Com&#8217;è fatto lo straniero? Quali sono i suoi gusti?
Cosa posso creare insieme a lui?
Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>martedì 20 aprile ore 9,30 e 10,45 </strong></p>
<p><strong>mercoledì 21 aprile ore 9,30 e 10,45 </strong></p>
<p>Con Daniel Gol e Alessandro Nosotti</p>
<p><span id="more-1724"></span></p>
<p>Regia<br />
Laura Marchegiani<br />
<strong>Scritto e ideato da Teatrodistinto </strong></p>
<p>Quante lingue esistono al mondo; che suoni hanno?<br />
Colui che parla in modo diverso, è diverso da me?<br />
Com&#8217;è fatto lo straniero? Quali sono i suoi gusti?<br />
Cosa posso creare insieme a lui?<br />
Le infinite domande silenziose che possono sorgere in un bambino, che si confronta con un compagno di<br />
provenienza straniera, non sempre trovano risposte.<br />
Le dinamiche che prendono forma nell&#8217;incontro con accenti, colori e modalità differenti dalle nostre, necessitano di<br />
uno spazio di riflessione, confronto e dialogo.<br />
Il progetto KISH-KUSH tracce di un incontro vuole essere una piccola finestra sul tema della diversità culturale e<br />
linguistica, attraverso il gioco del Teatro.<br />
Il progetto KISH KUSH, finalista a Premio Scenario Infanzia 2008, nasce come spazio dinamico tra due personaggi<br />
di provenienze diverse, con l&#8217;obiettivo di condurre i giovani spettatori verso una riflessione e una discussione sul<br />
tema della diversità.<br />
Kish Kush diventa per noi luogo dell&#8217;immaginario, spazio neutro, che ospita due personaggi divisi, che non parlano<br />
la stessa lingua.<br />
Lo spazio di gioco, inizialmente suddiviso in due parti, propone agli spettatori due punti di vista differenti dell&#8217;azione.<br />
Attraverso suoni, ombre, e oggetti usati in modo simbolico, le due figure arrivano a confrontarsi, abbattendo il<br />
delicato muro di carta che li divide. Ha così inizio lo scambio, che porta alla creazione di immagini e sapori nuovi.<br />
Storia di silenzi, di timore della lingua straniera, Kish- Kush<br />
è uno scarabocchio a quattro mani, luogo giocoso di chi<br />
riconosce la meraviglia nell&#8217; incontro con la diversità.</p>
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		<title>RANOCCHIO</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro scuola '09 10]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[illustratori]]></category>
		<category><![CDATA[ombre]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[teatro scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 8 aprile ore 9,30 e 10,45 &#8211; Teatro Testoni

Venerdì 9 aprile ore 9,30 e 10,45 &#8211; Auditorium di Monteveglio 
dall’opera di Max Velthuijsadattamento teatrale Nicola Lusuardi, Fabrizio Montecchi
regia Fabrizio Montecchi
scene Nicoletta Garioni
sagome Federica Ferrari (tratte dai disegni di Max Velthuijs)
musiche Michele Fedrigotti
costumi Sara Bartesaghi Gallo
realizzazione scene Sergio Bernasani, Davide Giacobbi
con Laura Dell’Albani, Domenico Sannino
luci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giovedì 8 aprile ore 9,30 e 10,45 &#8211; Teatro Testoni<br />
</strong></p>
<p><strong>Venerdì 9 aprile ore 9,30 e 10,45 &#8211; Auditorium di Monteveglio </strong></p>
<p><span id="more-1714"></span>dall’opera di Max Velthuijsadattamento teatrale Nicola Lusuardi, Fabrizio Montecchi<br />
regia Fabrizio Montecchi<br />
scene Nicoletta Garioni<br />
sagome Federica Ferrari (tratte dai disegni di Max Velthuijs)<br />
musiche Michele Fedrigotti<br />
costumi Sara Bartesaghi Gallo<br />
realizzazione scene Sergio Bernasani, Davide Giacobbi<br />
con Laura Dell’Albani, Domenico Sannino<br />
luci e fonica Maddalena Maj</p>
<p><strong>produzione Teatro Gioco Vita </strong><br />
Lo spettacolo è tratto dai libri di Max Velthuijs<br />
“Frog is sad”, “Frog in Love”,<br />
“Frog and the Birdsong”,<br />
“Frog is Frog”, “Frog is Frightened”<br />
editi da Andersen Press, London.</p>
<p>Candido e ingenuo, Ranocchio guarda il mondo con gli occhi sempre aperti, anzi, spalancati. Tutto intorno a sé lo sorprende, lo riempie di stupore, lo incuriosisce. Ranocchio ha tanti amici: Anatra, una dolce e amorevole compagna di giochi; Porcellino, un placido amante della casa e della buona cucina; Lepre, un intellettuale che ha sempre una risposta a tutto e Topo, un avventuriero tanto intraprendente quanto generoso. Insieme affrontano le grandi domande che i piccoli drammi di ogni giorno pongono loro. A tutti questi dilemmi esistenziali Ranocchio e i suoi amici riescono sempre a trovare una risposta positiva. Un merlo trovato nel prato è l’occasione per interrogarsi sul mistero della morte e la necessità di celebrare la gioia di essere vivi. Il mal d’amore provato da Ranocchio è lo spunto per riflettere sul dolore e sulla felicità che da esso ne scaturisce. Uno spavento notturno rende inevitabile un’indagine sul tema della paura vera e della paura di aver paura. Con parole e immagini di grande forza ed essenzialità le vicende di Ranocchio e dei suoi amici, grazie a uno humour gentile, ci confortano e ci trasmettono una grande voglia di vivere. Lo fanno parlando di sé ma nel fare questo ci parlano anche di noi. Di noi che siamo grandi e ancora non sappiamo sempre accettarci ma, anche e soprattutto, di chi grande lo deve diventare e si misura ogni giorno con i problemi che il proprio crescere nel mondo comporta. Queste piccole storie dal cuore grande sono tratte dai libri illustrati di Max Velthuijs, uno dei più celebrati autori e illustratori per l’infanzia al mondo. Le sue figure e le sue parole sono state staccate dal loro contesto originario per farle vivere sullo schermo del teatro d’ombre, trasformate con leggerezza e poesia in delicate storie animate.</p>
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		<title>NASO ROSSO</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro per famiglie '09 '10]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[28 febbraio 2010 ore 16.00
Teatrimperfetti/Maria Ellero
di e con Maria Ellero
Spettacolo per max 120 spettatori. Prenotazione obbligatoria 
Un piccolo spazio quadrato, l’interno di un mondo. Un piccolo spazio dentro al quale un grosso Naso Rosso dorme in un piccolo letto. Al di fuori del piccolo spazio una grande valigia. Come convincere un Naso Rosso, che per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>28 febbraio 2010 ore 16.00</strong></p>
<p>Teatrimperfetti/Maria Ellero<br />
di e con Maria Ellero</p>
<p><strong>Spettacolo per max 120 spettatori. Prenotazione obbligatoria </strong></p>
<p><strong><span id="more-1652"></span></strong>Un piccolo spazio quadrato, l’interno di un mondo. Un piccolo spazio dentro al quale un grosso Naso Rosso dorme in un piccolo letto. Al di fuori del piccolo spazio una grande valigia. Come convincere un Naso Rosso, che per quanto grosso è comunque piccolo, a uscire fuori dal suo piccolo spazio, che per lui è comunque grande? Una danz-attrice entrerà in questo piccolo spazio con una grande valigia. Toccherà a lei trovare il modo di convincerlo, svuotando la valigia che contiene in piccolo ciò che di meraviglioso fuori si può incontrare in grande. Un teatro senza parole e una danza con molto teatro. Un silenzio per contenere suoni, rumori, attese, inseguimenti, sguardi, giochi.</p>
<p>teatro danza<br />
dai 2 anni</p>
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		<title>STELLE DI CANNELLA</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 17:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro scuola '09 10]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[teatro e letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[teatro scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[una fiaba cattiva
di Helga Schneider
da Stelle di Cannella pubblicato nel 2002 dalla casa editrice Salani

con Roberta Biagiarelli, Alberto Guzzi e Max Jurcev
scene e costumi Manuela Gasperoni
ideazione scenica a cura di Roberta Biagiarelli
musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Max Jurcev (fisarmonica) e Alberto Guzzi (sax soprano)
produzione La Corte Ospitale
fascia d’età: 8 – 13 anni
David [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>una fiaba cattiva</strong><br />
di Helga Schneider<br />
da Stelle di Cannella pubblicato nel 2002 dalla casa editrice Salani</p>
<p><span id="more-1543"></span></p>
<p>con Roberta Biagiarelli, Alberto Guzzi e Max Jurcev<br />
scene e costumi Manuela Gasperoni</p>
<p>ideazione scenica a cura di Roberta Biagiarelli<br />
musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Max Jurcev (fisarmonica) e Alberto Guzzi (sax soprano)<br />
produzione La Corte Ospitale</p>
<p>fascia d’età: 8 – 13 anni</p>
<p>David e Fritz sono due amici per la pelle, orgogliosi, tra l’altro, dell’amicizia che lega i loro due gatti. Abitano in un quartiere di Berlino dove tutti cercano di andare d’accordo e di aiutarsi. Ma l’atmosfera cambia quando il partito nazista vince le elezioni: la propaganda antiebraica di Hitler crea inimicizie e sospetti. E David è ebreo… Fritz ripudia l’amico, lo minaccia, insulta i suoi genitori, anche se la madre Jutta, in realtà, è ariana. Lene, figlia del primo marito di Jutta – e quindi non ebrea – difende il patrigno e il fratellastro David, per il quale nutre sincero affetto, ma suo marito, un giovane ricco che svolge una vita brillante, a contatto con gente potente, le proibisce di compromettersi. La spirale di pregiudizi e persecuzioni raggiunge l’apice quando Fritz uccide il gatto dell’ex amico, “colpevole”, a suo dire, di aver “sedotto” la gattina “ariana”.</p>
<p><strong>Berlino 1933. </strong><br />
Nella bottega di una pasticcera si inizia a narrare una storia dolce e terribile allo stesso tempo, la storia dell’indissolubile amicizia tra David Korsakov e Fritz Rauch violentemente fatta a pezzi dall’indottrinamento e dalla manipolazione provocata dall’ascesa al potere del nazismo. Il filo conduttore è dato da una narratrice-pasticcera che fonda in sé gli ingredienti che compongono il racconto. In scena, al suo fianco, due musicisti-attori appartenenti al gruppo klezmer  Maxmaber Orkestar, che evocano i due protagonisti e gli altri personaggi che popolano il racconto.<br />
A partire da una quotidianità che ci è prossima, il nostro obiettivo è far sì che i ragazzi possano riconoscere e ritrovarsi nelle loro naturali dinamiche, di fronte a una realtà che scivola progressivamente in quella deriva di gesti e azioni inspiegabili frutto dell’intolleranza e dei regimi dittatoriali.<br />
Quando La Corte Ospitale mi ha offerto di lavorare alla messa in scena del libro di Helga Schneider Stelle di Cannella, è stato per me un piacere tornare a riallacciare un filo legato al mio passato lavorativo con il teatro ragazzi e anche a rinnovare il mio percorso di lavoro sulla memoria e sul teatro civile.<br />
La sensazione è che nonostante ciò che è già stato scritto, detto e rielaborato sull’antisemitismo e sull’Olocausto, sono convinta che il teatro possa ancora aggiungere piccoli tasselli per mantenere viva la memoria e per non sottrarsi, grandi e piccoli, agli orrori di ieri come a quelli di oggi.<br />
Roberta Biagiarelli</p>
<p><strong>Uno spettacolo di teatro ragazzi, per non dimenticare</strong></p>
<p>Dall&#8217;uscita del suo libro d&#8217;esordio Il rogo di Berlino (1995, Adelphi), per Helga Schneider, mitteleuropea ma scrittrice in lingua italiana, “Scrivere di guerra per una cultura della pace&#8221; é diventato un motto consolidato, oltre ad assumere un ruolo di impegno civico e morale.<br />
Durante i suoi incontri con gli studenti delle scuole italiane, Helga non si é mai stancata di testimoniare del regime nazista e della II guerra mondiale, che da bambina ha vissuto sulla propria pelle nella capitale del Terzo Reich, Berlino, circostanza aggravata dal fatto che a 4 anni é stata abbandonata dalla madre diventata membro della Waffen-SS e infine guardiana al campo di sterminio Auschwitz-Birkenau.<br />
La Corte Ospitale si è unita a Helga Schneider nello sforzo di allestire uno spettacolo teatrale per giovanissimi dal titolo Stelle di cannella (tratto dal libro omonimo dell&#8217;autrice pubblicato da Salani), drammaturgia della stessa Schneider, finalizzato a creare una finestra sulla Storia del Novecento e stimolare i ragazzi, che saranno gli adulti di domani, a far tesoro di quanto é successo durante il nazismo affinché simili orrori non si ripetano più.<br />
Perché &#8220;Comprendere e impossibile, ma conoscere é necessario.&#8221; (Primo Levi).</p>
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		<item>
		<title>&#8230;per una Carta dei Diritti  del Bambino all&#8217;Arte e alla Cultura</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/per-una-carta-dei-diritti-del-bambino-allarte-e-alla-cultura/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 09:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[teatro scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[La Baracca &#8211; Testoni Ragazzi lancia l&#8217;idea di una Carta dei diritti del bambini all&#8217;Arte e alla Cultura in divenire a partire dall&#8217;art. 31 della Convenzione sui diritti dell&#8217;Infanzia approvata dall&#8217;Assemblea delle Nazioni Unite nel 1989 che recita:
&#8220;1- Gli stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/06/pablo-picasso-paul-in-harlequin-451961.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1031" title="pablo-picasso-paul-in-harlequin-451961" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/06/pablo-picasso-paul-in-harlequin-451961.jpg" alt="" /></a>La Baracca &#8211; Testoni Ragazzi lancia l&#8217;idea di una Carta dei diritti del bambini all&#8217;Arte e alla Cultura in divenire a partire dall&#8217;art. 31 della <a href="http://http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/51"><strong>Convenzione sui diritti dell&#8217;Infanzia</strong></a> approvata dall&#8217;Assemblea delle Nazioni Unite nel 1989 che recita:</p>
<p><em>&#8220;1- Gli stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica. 2 &#8211; Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente allavita culturale ed artistica e incoraggiano l&#8217;organizzazzione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.&#8221;<br />
</em><br />
Poichè ci stiamo occupando di Diritti dell&#8217;Uomo con la Scuola Media Malaguti di Crespellano, riportiamo i &#8220;nuovi&#8221; articoli proposti da La Baracca &#8211; Testoni Ragazzi, in attesa di quelli che verranno.</p>
<p><strong>I bambini hanno diritto: </strong></p>
<p>1. ad avvicinarsi all&#8217;arte in tutte le sue forme: teatro, musica, danza, letteratura, poesia, cinema, arti visuali e multimediali</p>
<p>2. a sperimentare linguaggi artistici, anch&#8217;essi  &#8220;saperi fondamentali&#8221;</p>
<p>3. a essere parte di processi artistici che nutrano la loro intelligenza emotiva e li aituino a sviluppare in modo armonico sensibilità e competenze</p>
<p>4. a sviluppare, attravreso il rapporto con le arti, l&#8217;intelligenza corporea, semantica e iconica</p>
<p>5. a godere di prodotto artistici di qualità, creatiper loro appositamente da professionisti, nelrispetto dellediverse età</p>
<p>6. ad avere un rapporto con l&#8217;Arte e la Cultura senza essere trattati da &#8220;consumatori&#8221;, ma da &#8220;soggetti&#8221; competenti e sensibili</p>
<p>7. a frequentare le Istituzioni Artistiche e Culturali della città, sia con la famiglia che con la scuola, per scoprire e vivere ciò che il territorio offre</p>
<p>8. a partecipare ad eventi artistici e culturali con continuità, e non saltuariamente, durante la loro vita scolastica e prescolastica</p>
<p>9. a condividere con la famiglia il piacere di un&#8217;esperienza artistica</p>
<p>10. ad avere un sistema integrato tra la scuola e le istituzioni artistiche e culturali, perchè solo un&#8217;osmosi continua può offrire una cultura viva</p>
<p>11. a frequentare musei, teatri, biblioteche, cinema e altri luoghi di cultura e spettacolom insieme ai prorpi compagni di scuola</p>
<p>12. a vivere esperienze artistiche e culturali accompagnati dai propri insegnanti, quali mediatori necessari per sostenere e valorizzare le loro percezioni</p>
<p>13. a una cultura laica, nel rispetto di ogni identità e differenza</p>
<p>14. all&#8217;integrazione, se migranti, attraverso la conoscenza e la condivisione del patrimonio artistico e culturale della comunità in cui vivono</p>
<p>15. a progetti artistici e culturali pensati nella considerazione delle diverse abilità</p>
<p>16. a luoghi ideati e strutturati per accoglierli nelle loro diverse età</p>
<p>17. a frequentare una scuola che sia reale via d&#8217;accesso ad una cultura diffusa e pubblica</p>
<p>18. a partecipare alle proposte artistiche e culturali della città, indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche di appartenenza, perchè tutti i bambini hanno diritto all&#8217;Arte e alla Cultura</p>
<p>19. &#8230;</p>
<p>20. &#8230;</p>
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		<item>
		<title>Il lupo e la capra &#8211; Storia di due ribelli inconsapevoli</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/il-lupo-e-la-capra-storia-di-due-ribelli-inconsapevoli/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 14:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[2 marzo – 3 aprile, ore 10,00
Di e con Davide Doro e Manuela Capace
Musiche originali di Enrico Fava
Scene e costumi Rodisio
Assistente alla regia Consuelo Ghiretti
Assistente alla produzione Sara Zanella
Lo spettacolo, liberamente tratto dal racconto In una notte di temporale di Y. Kimura, è la storia di un lupo, di una capra e di un incontro.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/03/immagine-lupo-e-capra.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-957" title="immagine-lupo-e-capra" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2009/03/immagine-lupo-e-capra.jpg" alt="" width="155" height="206" /></a><strong>2 marzo – 3 aprile, ore 10,00</strong></p>
<p>Di e con Davide Doro e Manuela Capace<br />
Musiche originali di Enrico Fava<br />
Scene e costumi Rodisio<br />
Assistente alla regia Consuelo Ghiretti<br />
Assistente alla produzione Sara Zanella</p>
<p>Lo spettacolo, liberamente tratto dal racconto In una notte di temporale di Y. Kimura, è la storia di un lupo, di una capra e di un incontro.  Due mondi lontani, nemici nell’immaginario comune, che per caso si incontrano e si scoprono più vicini di quanto si possa credere. Il lupo e la capra non sanno che il loro incontro è molto più che straordinario: in una notte senza luna scoppia un temporale e i due protagonisti hanno bisogno di un riparo e di protezione. Si incontrano per caso in una capanna; non c’è luce, fuori c’è un gran rumore di temporale e in più sono entrambi zuppi d’acqua. Non si riconoscono, il lupo pensa di parlare con un altro lupo e la capra pensa di avere di fronte un’altra capra, così cominciano a parlare del più e del meno e in questa situazione di pericolo sono costretti ad una condizione di maggior ascolto e concentrazione che permetterà loro di avvicinarsi, conoscersi e accettarsi.  E’ la storia di due che, inconsapevolmente, sfidano quella logica che dice che le cose sono sempre andate cos’ e quindi non c’è motivo di cambiarle.<br />
Due ribelli dunque. Oppure solo due che si incontrano, lontani da casa, dalla loro sicurezza e quello che ognuno crede di essere.<br />
Come due pionieri di un luogo nuovo sono obbligati ad una nuova curiosità, e per questo messi alla prova. E allora, come la capra può scoprire di essere coraggiosa, così il lupo può avere paura. Ma non è detto che andrà così….</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/il-lupo-e-la-capra-storia-di-due-ribelli-inconsapevoli/" /></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sentieri&#8230;del perdersi e del ritrovarsi</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/sentieridel-perdersi-e-del-ritrovarsi/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 21:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[feature]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[17 e 18 febbraio ore 10,00 
autore Miriam Bardini e Gigi Tapella
regia Gigi Tapella
con Miriam Bardini, Gigi Tapella, Martina Raccanelli
Nautai Teatro
durata 60&#8242;
linguaggio prevalente teatro d&#8217;attore
scuola PRIMARIA
Forse sono i bambini a sostenere il mondo
e gli animali, i cuccioli di ogni specie.
C&#8217;è tanta gioia dentro quei corpi piccoli
tanta di quella preghiera, forse sono i bambini
i fiori l&#8217;acqua, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>17 e 18 febbraio ore 10,00 </strong></p>
<p>autore Miriam Bardini e Gigi Tapella<br />
regia Gigi Tapella<br />
con Miriam Bardini, Gigi Tapella, Martina Raccanelli</p>
<p>Nautai Teatro</p>
<p>durata 60&#8242;<br />
linguaggio prevalente teatro d&#8217;attore</p>
<p>scuola PRIMARIA<br />
Forse sono i bambini a sostenere il mondo<br />
e gli animali, i cuccioli di ogni specie.<br />
C&#8217;è tanta gioia dentro quei corpi piccoli<br />
tanta di quella preghiera, forse sono i bambini<br />
i fiori l&#8217;acqua, le cose fatte da due mani,<br />
la quiete di una casa, roba da niente</p>
<p>Mariangela Gualtieri</p>
<p>&#8220;Sentieri&#8230;del perdersi e del ritrovarsi&#8221; prende ispirazione proprio dai &#8220;sentieri&#8221; che le fiabe fanno percorrere ai loro protagonisti e che li portano a smarrirsi dentro foreste più o meno intricate. Sentieri che fanno attraversare, che prendono la forma di labirinti o che si biforcano, sentieri che scompaiono ma comunque sentieri che portano &#8220;ad un centro&#8221;. Veri e propri percorsi iniziatici, dove si apprende a sopravvivere alla fame, alle streghe, agli orchi.  Solo dopo averli affrontati, infatti, sarà possibile ritrovare &#8220;la strada&#8221; per fare ritorno a casa. La &#8221; bambina&#8221; protagonista dello spettacolo si troverà a affrontare un vero e proprio viaggio di iniziazione alla ricerca del &#8220;fuoco&#8221; che si è spento nella casa. Presente in quasi tutte le fiabe, la tematica del cammino è spesso metafora di un percorso di crescita, fatto di perdite e di ritrovamenti, di smarrimenti e scoperte. Proprio come nelle favole che hanno ispirato Sentieri, dalle celeberrime &#8220;Cappuccetto Rosso&#8221; e &#8220;Hansel e Gretel&#8221; a &#8220;Puccettino&#8221; e &#8220;La Bella Vassilissa&#8221;, passando per i miti e le leggende di diverse culture.</p>
<p>Bibliografia:</p>
<p>- B.Bettelheim Il bosco incantato</p>
<p>- J.Halifax Lo sciamano</p>
<p>- C.P.Estes Donne che corrono con i lupi</p>
<p>- A. Oz D&#8217;un tratto nel folto del bosco</p>
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		<title>Tutti i grandi sono stati bambini</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 15:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[teatro per l'infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[11 gennaio 2009, ore 16,00 
Spettacolo conclusivo del progetto &#8220;I monelli&#8221; 
regia Alberto Grilli
in collaborazione con Angela Pezzi e Renato Valmori
musiche Anna Palumbo
con i ragazzi degli orfanatrofi Shtepja e Femijes di Scutari (Albania) e Javna ustanova DOm za decu bez roditeljoskog staranja di Tuzla (Bosnia)
L’obiettivo del progetto I Monelli, al confine tra l’ambito culturale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>11 gennaio 2009, ore 16,00 </strong></p>
<p><em>Spettacolo conclusivo del progetto &#8220;I monelli&#8221; </em></p>
<p>regia Alberto Grilli<br />
in collaborazione con Angela Pezzi e Renato Valmori<br />
musiche Anna Palumbo</p>
<p>con i ragazzi degli orfanatrofi Shtepja e Femijes di Scutari (Albania) e Javna ustanova DOm za decu bez roditeljoskog staranja di Tuzla (Bosnia)</p>
<p>L’obiettivo del progetto I Monelli, al confine tra l’ambito culturale e quello sociale, è di fare emergere attraverso il teatro il vissuto quotidiano dei ragazzi per raccontare quanto spesso le esperienze di vita possono essere affini nonostante la lontananza di un luogo dall’altro. Il progetto si impegna quindi a sviluppare la creatività di ragazzi e ragazze tramite la comunicazione teatrale e musicale, creando occasioni di incontro e di condivisione per unire giovani di etnia, lingua o stati diversi, per favorire percorsi interculturali di convivenza e di cooperazione.<br />
I ragazzi degli orfanotrofi, tra i 10 e i 16 anni, hanno potuto inizialmente comunicare tra loro tramite lo scambio di foto e lettere, lavorando a distanza per prepararsi all’incontro e alla condivisione del lavoro svolto durante i laboratori per realizzare lo spettacolo.<br />
I risultati del progetto, il percorso, lo spettacolo finale saranno raccontati con supporti video e pubblicazioni, per promuovere l’esperienza e l’incontro dei due gruppi.<br />
Dopo il tour nei teatri emiliano romagnoli sono previste rappresentazioni anche in Bosnia ed Albania.</p>
<p>Il programma di cooperazione allo sviluppo “I Monelli. Realizzazione di una produzione teatrale negli orfanotrofi di Scutari (Albania) e Tuzla (Bosnia)”, del quale lo spettacolo presentato a Casalecchio è la prima importante tappa di presentazione al pubblico, è un percorso di laboratori teatrali promosso da diversi enti nell’ambito dell’<strong><a href="http://http://www.spaziocooperazionedecentrata.it/2006/index.asp">Accordo di Programma Quadro sulla Cooperazione Decentrata nei Balcani  della Regione Emilia Romagna</a><a href="http://www.spaziocooperazionedecentrata.it/2006/index.asp">.</a></strong> Tra gli altri:<strong> <a href="http://www.modenacooperazione.it/">l’Ufficio Cooperazione Internazionale del Comune di Modena</a>, </strong> <strong><a href="http://www.emiliaromagnateatro.com/">Emilia Romagna Teatro Fondazione</a>, </strong><strong><a href="http://www.teatroduemondi.it/">Teatro Due Mon</a><a href="http://www.teatroduemondi.it/">di</a></strong></p>
<p>A Casalecchio di Reno  l&#8217;evento è sostenuto da <a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/12/melamangio-x-web.bmp"><img class="alignnone size-medium wp-image-699" title="melamangio-x-web" src="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/12/melamangio-x-web.bmp" alt="" width="127" height="49" /></a></p>
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