<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
>

<channel>
	<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni &#187; Voci in movimento. News di D.a.N.z.A.</title>
	<atom:link href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/tag/voci-in-movimento-news-di-danza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home</link>
	<description>Casalecchio di Reno (BO)</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 10:36:11 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>it-it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<!-- podcast_generator="podPress/8.8" -->
		<copyright>&#xA9; </copyright>
		<managingEditor>antonio@global-local.net ()</managingEditor>
		<webMaster>antonio@global-local.net()</webMaster>
		<category>http://www.teatrocasalecchio.it/home/feed/</category>
		<ttl>1440</ttl>
		<itunes:keywords></itunes:keywords>
		<itunes:subtitle></itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Casalecchio di Reno (BO)</itunes:summary>
		<itunes:author></itunes:author>
		<itunes:category text="Society &amp; Culture"/>
		<itunes:owner>
			<itunes:name></itunes:name>
			<itunes:email>antonio@global-local.net</itunes:email>
		</itunes:owner>
		<itunes:block>No</itunes:block>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:image href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress_large.jpg" />
		<image>
			<url>http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress.jpg</url>
			<title>Teatro Casalecchio - Alfredo Testoni</title>
			<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home</link>
			<width>144</width>
			<height>144</height>
		</image>
		<item>
		<title>D.a.N.z.A. Impronte di danza contemporanea italiana</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/d-a-n-z-a-impronte-di-danza-contemporanea-italiana/</link>
		<comments>http://www.teatrocasalecchio.it/home/d-a-n-z-a-impronte-di-danza-contemporanea-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 13:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Habitat per la scena contemporanea 07]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione '06 '07]]></category>
		<category><![CDATA[assolo]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Voci in movimento. News di D.a.N.z.A.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrocasalecchio.it/home/?p=342</guid>
		<description><![CDATA[D.a.N.z.A.  (DNA)
Impronte di danza contemporanea italiana
Dal 9 al 18 Maggio 2008, nel Teatro Comunale  di Casalecchio di Reno, si svolgerà D.a.N.z.A, impronte di danza contemporanea italiana, un progetto di ERT Fondazione in collaborazione con ATER DANZA.
Gli appuntamenti non saranno una semplice kermesse di proposte coreografiche. Il progetto infatti, nasce con l’intento di iniziare un nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D.a.N.z.A.  (DNA)<br />
Impronte di danza contemporanea italiana</p>
<p>Dal 9 al 18 Maggio 2008, nel Teatro Comunale  di Casalecchio di Reno, si svolgerà D.a.N.z.A, impronte di danza contemporanea italiana, un progetto di ERT Fondazione in collaborazione con ATER DANZA.<br />
Gli appuntamenti non saranno una semplice kermesse di proposte coreografiche. Il progetto infatti, nasce con l’intento di iniziare un nuovo percorso alla ricerca di radici forti, ben piantate al suolo.  Vuole offrire frutti maturi, ma anche sconosciuti. Cerca un nuovo spettatore, non necessariamente giovane, ma sensibile ad un’arte che incontri la vita e l’attualità. Desidera soprattutto rivolgersi ad un pubblico più ampio, anche se intende farlo con proposte poco consuete.  L’ambizione è quella di segnalare alcuni dei più interessanti spettacoli creati da nostri coreografi giovani e meno giovani, a volte spinti anche ad emigrare in Europa.<br />
Aterdanza ed Emilia Romagna Teatro Fondazione, da tempo solidali nel diffondere e sostenere le esperienze innovative che si manifestano in questo ambito, per D.a. N.z.A.  hanno selezionato  progetti  che esprimono una forte attenzione all’attualità, alla storia e più in generale alla responsabilità del gesto individuale.<br />
L’apertura della rassegna è affidata il 9 maggio a Virgilio Sieni e al suo Sonate Bach, di fronte al dolore degli altri.  Si tratta di undici coreografie che ci rammentano altrettanti avvenimenti tragici accaduti nei conflitti recenti: Sarajevo, Kigali in Rwanda, Srebrenica, Tel Aviv, Jenin, Baghdad, Istanbul, Beslan, Gaza, Andijan, Kabul. Undici date emblematiche raccontate anche attraverso video-frammenti e raccolte intorno agli undici brani che compongono le tre magnifiche sonate di Bach.<br />
Il 10 maggio si vedrà Chi è devoto, l’ultima creazione di Adriana Borriello. Lo spettacolo, prodotto dalla Biennale di Venezia, è assolutamente sorprendente e non ha certo avuto l’attenzione che meritava. E’ un tuffo nelle nostre tradizioni popolari, un ritorno a casa. La coreografia riecheggia i gruppi scultorei di fine ‘400 come i “compianti” in terracotta policroma, alcune Passioni e stazioni da Sacro Monte, ma anche le statue paesane o certi Cristi minori da chiesa di campagna. In più, la presenza del canto e della musica del nostro sud ne esaltano lo spessore umano, la vitalità emotiva.<br />
Il 16 maggio incontriamo Circhio lume della Compagnia Tardito – Rendina che si definisce “uno spettacolo di teatro danza ai confini del clown”. Anche qui lo spunto parte dal quotidiano: da uno sguardo sui meccanismi che l’uomo mette in atto per farsi amare si entra con leggerezza e distacco nei drammi di ognuno di noi. Una scrittura per “cerchio”, non narrativa, che utilizza un linguaggio sempre in bilico tra il tragico e il grottesco e perciò clownesco. Federica Tardito e Aldo Rendina hanno costruito un piccolo fenomeno nella produzione della danza indipendente, toccando con questo spettacolo più di cinquanta città.<br />
A suggellare questo percorso c’è poi il 17 maggio l’ultimo lavoro di Caterina Sagna, Basso Ostinato. Emigrata due anni fa a Rennes, in Francia, la coreografa torinese è rinata a nuova vita. In Basso ostinato si coniugano leggerezza e crudeltà attraverso un terzetto di soli uomini che, in un ostinato scivolare verso il basso, svela la banalità di un quotidiano delirante. Immersa in un bianco abbacinante, l’insignificante tranche de vie, fatta di chiacchiere e sigarette alla fine di un pasto, offre una visione apocalittica dell’eclissi del nostro tempo e della nostra cultura.<br />
Oltre questo nucleo forte di spettacoli si affacciano le novità.<br />
Innanzitutto quella rappresentata dagli spettacoli delle due compagnie residenti a Casalecchio: Kauma di Fabrizio Favale/ Le Supplici, presentato l’11 maggio e Sinfonia di Silvia Traversi/ Traversidanza che chiuderà la rassegna il 18 maggio. Due lavori che segnalano il percorso in crescita di questi due coreografi: Kauma di Favale conclude l’esplorazione del “Mahabharata”, mentre Sinfonia della Traversi è un ritorno al confronto con la scrittura musicale classica.<br />
Per conoscere infine il “nuovo che avanza”, un’intera serata sarà dedicata ai vincitori di due premi. Il 14 maggio 2008, Simona Bertozzi presenterà il suo “solo” L’endroit 2E, che ha ottenuto il premio “Gd’A” per la giovane danza d’autore mentre  Marina Giovannini e Samuele Cardini ci offriranno la possibilità di vedere Studi per Luogo Comune, progetto che si è aggiudicato il Premio Equilibrio di Roma 2008 e che sarà prodotto in forma completa nel 2009.</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/d-a-n-z-a-impronte-di-danza-contemporanea-italiana/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.teatrocasalecchio.it/home/d-a-n-z-a-impronte-di-danza-contemporanea-italiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Discorso a Casal di Principe</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/discorso-a-casal-di-principe/</link>
		<comments>http://www.teatrocasalecchio.it/home/discorso-a-casal-di-principe/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 20:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione '08 '09]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[Prosa]]></category>
		<category><![CDATA[Voci in movimento. News di D.a.N.z.A.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrocasalecchio.it/home/?p=735</guid>
		<description><![CDATA[In occasione di
GOMORRA, in programmazione il
23 e 24 gennaio alle ore 21,00 
pubblichiamo il Discorso a Casal di Principe 
scritto da Roberto Saviano e Mario Gelardi
da cui parte lo spettacolo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione di</p>
<p><strong>GOMORRA</strong>, in programmazione il</p>
<p><strong>23 e 24 gennaio alle ore 21,00 </strong></p>
<p>pubblichiamo il <strong>Discorso a Casal di Principe </strong></p>
<p>scritto da Roberto Saviano e Mario Gelardi</p>
<p>da cui parte lo spettacolo.</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/discorso-a-casal-di-principe/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.teatrocasalecchio.it/home/discorso-a-casal-di-principe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<enclosure url="http://it.youtube.com/watch?v=I0Y99pKnzuI" length="1" type="application/unknown"/>
<itunes:duration>00:01:01</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>In occasione di

GOMORRA, in programmazione il

23 e 24 gennaio alle ore 21,00 

pubblichiamo il Discorso a Casal di Principe 

scritto da Roberto Saviano e Mario ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>In occasione di

GOMORRA, in programmazione il

23 e 24 gennaio alle ore 21,00 

pubblichiamo il Discorso a Casal di Principe 

scritto da Roberto Saviano e Mario Gelardi

da cui parte lo spettacolo.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>Stagione,'08,'09,,Video</itunes:keywords>
		<itunes:author>antonio@global-local.net</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>Voci in movimento #1</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-1/</link>
		<comments>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-1/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 20:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Voci in movimento. News di D.a.N.z.A.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-1/</guid>
		<description><![CDATA[numero uno.pdf
&#160;
Per saperne di più&#8230;
1.1 Breve report della conferenza stampa d&#8217; apertura della rassegna 
1.2 Intervista integrale al coreografo Virgilio Sieni.
&#160;
&#160;
IMPRONTE DI GIOVANI COREOGRAFI AL TESTONI DI CASALECCHIO

“Una nuova importante sponda è nata a Bologna per la danza contemporanea.” Con queste parole si apre, oggi, venerdì 2 maggio al Teatro Testoni di Casalecchio la conferenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/05/primo.pdf" title="primo.pdf">numero uno.pdf</a></strong><!--StartFragment--></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">&nbsp;</p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Per saperne di più&#8230;</span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">1.1 Breve report della conferenza stampa d&#8217; apertura della rassegna </span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">1.2 Intervista integrale al coreografo Virgilio Sieni.</span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">&nbsp;</p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">&nbsp;</p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">IMPRONTE DI GIOVANI COREOGRAFI AL TESTONI DI CASALECCHIO</span></p>
<p><o:p></o:p></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">“Una nuova importante sponda è nata a Bologna per la danza contemporanea.” Con queste parole si apre, oggi, venerdì 2 maggio al Teatro Testoni di Casalecchio la conferenza stampa di presentazione della rassegna “D.a.N.z.A (DNA). Impronte di Danza Contemporanea Italiana”. L’incontro ha visto la presenza dei principali organizzatori dell’iniziativa: il direttore di Ert Pietro Valenti, la direttrice del Testoni Cira Santoro, il curatore della rassegna Roberto DeLellis, il direttore di Ater Roberto Giovanardi, il direttore di Casalecchio delle Culture Davide Montanari, con la partecipazione della danzatrice Silvia Traversi. Favorire la nuova produzione contemporanea è stata per tutti una scelta pienamente in linea con il percorso di crescente apertura, che, ormai datre anni, il Testoni ha intrapreso nei confronti delle nuove generazioni. La danza rappresenta tuttavia per il teatro ancora una giovane esperienza, che oggi nasce e si sviluppa con<span>  </span>grandi speranze intorno a nuove quanto consolidate realizzazioni, a partire da una danza fortemente attaccata ai codici della contemporaneità, ma anche capace di espandersi verso nuovi pubblici e circuiti. De Lellis, ha sottolineato più volte come la scelta di questi spettacoli sia nata con un disegno ben preciso,quello cioè della connessione della danza con la storia contemporanea e l’attualità. La danza, prosegue De Lellis, è oggi il linguaggio per eccellenza che meglio riesce a evidenziare l’ossessività della cura del corpo che oggipervade la nostra società, per mettere di contro in scena un corpo vivo, nella realtà continuamente esposto, martoriato e violentato. Non è un caso se ad aprire la rassegna troviamo lo spettacolo di Virgilio Sieni, <em>Sonate Bach</em><span style="font-style: normal">, </span><em>il dolore degli altri</em><span style="font-style: normal">, nel quale quattro danzatori racconteranno undici tragedie contemporanee di guerra e di morte sullo sfondo del video </span><em>I cani e i bambini di Sarajevo</em><span style="font-style: normal"> di Adriano Sofri. De Lellis ha proseguito il suo intervento per dare rapida sintesi esplicativa riguardo agli spettacoli presenti in rassegna. Infatti a seguire Virgilio Sieni il 10 maggio troviamo </span><em>Chi è devoto</em><span style="font-style: normal"> presentato dalla Compagnia Almatanz di AdrianaBorriello, spettacolo che guarda alla cultura meridionale, le radici stesse diAdriana, in una commistione di codici e musica dove anche il canto vedremo avrà parte preponderante. Il 16 maggio è la volta della Compagnia Tardito-Rendina con </span><em>Circhio Lume</em><span style="font-style: normal">, spettacolo in bilico tra il teatro e la danza, definito da De Lellis un “piccolo miracolo,che ha visto sessanta repliche in due anni”. Spettacolo che si<span>  </span>distanzia maggiormente dagli altri proposti in rassegna per la sua struttura fortemente narrativa e<span>  </span>per il disagio del corpo che viene visto e portato in scena con comica tristezza, ma anche con una punta di ironia. Il giorno dopo Caterina Sagna, coreografa ormai trapiantata in Francia,presenterà </span><em>Basso Ostinato</em><span style="font-style: normal"> in cui forte si pone l’attenzione sul racconto e sulla drammaturgia. L’esperienza dell’artista torinese è stato lo spunto per segnalare quella che è ormai diventata da troppo anni la triste prassi della danza italiana: la fuga sempre più cospicua dei nostri talenti di fuori dell’Italia, in paesi come Belgio eOlanda, molto più attenti e reattivi in termini di ricerca. Tutte queste proposte, ricorda De Lellis, sono già ben note al pubblico e alla critica, mala rassegna qui non si ferma e riserva uno sguardo ulteriore verso le giovani compagnie, già da tempo tuttavia, accolte dalla famiglia Ert, come Fabrizio Favale e Silvia Traversi. Favale insieme alla Compagnia Le Supplici presenterà l’11 maggio </span><em>Kauma</em><span style="font-style: normal">, un progetto partito dall’esplorazione del </span><em>Mahabharata</em><span style="font-style: normal">. Il 18 invece toccherà a Silvia Traversi con la Compagnia Traversidanza, in scena con </span><em>Sinfonia,</em><span style="font-style: normal"> a chiudere un progetto ospitato all’interno della Casa della Culturache lei stessa ha definito doloroso ma necessario. “Uno spettacolo di danza pura”, così Silvia Traversi, presente tra gli invitati, ha presentato il suo </span><em>Sinfonia</em><span style="font-style: normal">, un lavoro partito da un’idea semplice e immediata,spiega la coreografa, che ha seguito passo passo i contrasti e le lacerazioni di Schuman, cercando di rintracciare il movimento corporeo sotteso<span>  </span>tra le note del grande compositore. Nel bel mezzo della rassegna, il 14 maggio, il teatro Testoni offre al pubblico in un&#8217;unica serata i progetti di due giovanissime: </span><em>L’Endroit 2e</em><span style="font-style: normal"> di Simona Bertozzi, vincitrice del premio “Gd’A” per la giovane danza d’autore e </span><em>Studi per un luogo comune</em><span style="font-style: normal"> di Marina Giovannini e Samuele Cardini, provenienti dalla scuola di Sieni e vincitori de il Premio Equilibrio di Roma 2008. Al di là della disamina didascalica emerge come gli spettacoli rientrino in un panorama composito ma coerente all’interno di una poetica legata all’analisi della nostra attualità. I giovani, quindi,<span> </span>e i nuovi linguaggi sono gli altri<span> </span>due presupposti fondamentali di questa rassegna nonché interessi da tempo portati avanti anche nella vita politica cittadina di Casalecchio, grazie al lavoro di Davide Montanari con la Casa delle Culture, di cui si ricorda anche la collaborazione iniziata a questo proposito tra il Teatro e il centro giovanile Blogos con corsi di web radio e web tv per consentire ai ragazzi di sperimentare nuovi strumenti di lavoro e raggiungere contemporaneamente a tutti un’ informazione culturale più ampia. Molti i ringraziamenti anche a Giovanardi, direttore di ATER e a Pietro Valenti, direttore di ERT, per la messa a punto del progetto. Un progetto ambizioso, quello di <span style="font-style: italic" class="Apple-style-span">Impronte</span>, dal momento che spesso la danza, nonostante gli sforzi attuati negli ultimi anni,si è dimostrata mancante se non addirittura assente all’interno dei teatri della regione. Come ha ricordato De Lellis, “la danza, soprattutto quella contemporanea non è quasi presente a Bologna, in Italia d’altro canto è molto frammentata e difficile da cogliere”. Anche Giovanardi riprende il rammarico di De Lellis, spiegando come negli ultimi anni c’è sempre stata la tendenza a scegliere gruppi già noti al pubblico per non rischiare di avere sale vuote. La rassegna porta dunque porta con sé i germi di grandi novità, sia per il tentativo di educare il pubblico a nuove visioni e a nuove presenze sceniche, sia perl’occupazione di un teatro normalmente di prosa, che si ferma per guardare e pensare a nuove forme di ricerca artistica. Cira Santoro, direttrice del Testoni, ha infatti dichiarato di sperare anche nella presenza di studenti provenienti dalle scuole superiori normalmente poco ricettivi di fronte a queste iniziative. Si conferma infine l’appuntamento del 17 maggio “Il teatro come palestra di cittadinanza attiva: per una strategia promozionale basata sulla partecipazione degli spettatori” all’interno di “Progetto di scrittura in-formativa”, frutto della collaborazione tra istituzioni e il teatro di Casalecchio, in cui<span>  </span>interverranno Carlo Infante, esperto di performing media e co-ideatore del progetto “Agire nella Visione”, Paola Parenti, presidente dell’istituzione Casalecchio delle Culture, l’Ing. Giuseppe Chili, direttore generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna.L’incontro vuole essere un momento riflessivo intorno al progetto “Agire nella visione”, che ha visto quest’anno tra le tante sperimentazioni la nascita del blog all’interno del sito del Teatro di Casalecchio. La fruizione dell’informazione da parte di pubblico e critica è l’altro polo di indagine per cui si è attivata anche la nostra redazione di giovani studenti usciti dai Laboratori di critica Teatrale del DMS di Bologna, che scriverà tutti i giorni un foglio cartaceo giornaliero con recensioni, interviste e riflessioni. Coinvolgere il pubblico è in fondo il desiderio principale di questa rassegna, motivo per cui a una scrittura il più possibile fruibile saranno organizzati a fine spettacolo degli informali incontri<span>  </span>con gli artisti, per una circolazione continua e fluida di idee intorno, su e per la danza. <span style="font-style: italic" class="Apple-style-span">Elena Bruni</span></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">&nbsp;</p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">&nbsp;</p>
<p><!--StartFragment--></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">INTERVISTA A VIRGILIO SIENI</span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span>Apre la neonata rassegna D.a.N.z.A. un grande protagonista della scena contemporanea italiana,Virgilio Sieni. Il coreografo e architetto toscano porta al Testoni <em>SonateBach- di fronte al dolore</em><span style="font-style: normal"> </span><em>deglialtri</em><span style="font-style: normal">, produzione che dal 2007 ha sempre riscosso alti favori da critica e pubblico, complici gli straordinari danzatori Ramona Caia, Simona Bertozzi, Massimiliano Baracchini e Pierangelo Preziosa,confermando il suo prestigio dentro e oltre i confini italiani. Intorno agli undici brani che compongono le tre Sonate di J.S. Bach si raccolgono undici coreografie, undici danze che evocano altrettanti eventi tragici dei nostrigiorni, dalla strage al mercato di Sarajevo del 1994 sino all’invasione della striscia di Gaza, il 6 luglio 2006. <o:p></o:p></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><em><span style="font-style: normal" class="Apple-style-span"><strong>Virgilio, lei ci ha abituati a spazi generalmente connotati da una forte costruzionea rchitettonica e scenografica, mentre in <em>Sonate Bach </em></strong><span style="font-style: normal"><strong>siamo di fronte a una scena vuota, un quadrato incui si svolgono le azioni dei danzatori, undici episodi di sofferenza. Perché questa scelta?</strong></span></span></em></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">Gli undici brani coreografici sono come delle stanze in cui si elabora la memoria di un gesto che è passato, ma che vive nel ricordo e quindi nel tempo. Non mettiamo in scena delle tragedie, ma cerchiamo di incarnare tutto quello che è stato unlavoro legato alla documentazione fotografica, riassorbendo quei momentiattraverso un atto di incorporazione quasi pittorica, dentro al fotogramma. Perquesto ho voluto lavorare in un quadrato di sette metri per sette, uno spazio nero che diventa luogo nel luogo, una cornice dove prendono vita undicicerimonie, undici requiem, undici tragedie.</p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><strong>Molti critici hanno parlato di <em>Sonate Bach</em></strong><span style="font-style: normal"><strong> come di un suo ritorno alla danza, non le sembra un’espressione infelice?<span> </span></strong></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">Sicuramente lo è: io non ho mai abbandonato la danza. È chiaro che nel portare in scenanient’altro che i corpi stessi allontanandosi da qualsiasi forma legata allasimbologia oggettistica, come avviene in <span style="font-style: italic" class="Apple-style-span">Sonate Bach</span>, si va a evidenziare un continuum fisico, gestuale, articolare, figurale. Utilizzare il linguaggio della danza significa esplorare una dimensione interstiziale, quella del tempo della dinamica, dove è la danza stessa a incarnarne il senso.</p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Come il gesto si fa racconto, memoria, tempo, senza cadere nell’espressionismo?</span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">In Sonate Bachla danza afferma lo sforzo di evocare dalle macerie di esistenza una bellezzaimpossibile e paradossale attraverso il gesto. Il corpo si fa memoria e quinditempo. Nella danza si sviluppa un patrimonio significante in quanto narrazionedel e nel tempo. Un tempo azione in cui non c’è cronologia. Cos’è il gesto?Negli intertizi, nelle articolazioni, nelle bolle d’aria che si creano neicorpi, il gesto è un <em>hic et nunc</em><span style="font-style: normal"> in cuila dinamica acquisisce un senso non detto. Non mi riferisco a un gesto codificatoe allusivo: parlo di un gesto che non allude a nient’altro al di fuori deltempo.</span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><strong>Ripercorrendo i suoi lavoro, appare evidente un costante lavoro di citazione. Con <em>Sonate Bach</em></strong><span style="font-style: normal"><strong> affronta il saggio di Susan Sontag<span>  </span></strong></span><strong><em>Di fronte al dolore degli altri</em></strong><span style="font-style: normal"><strong>, mentre la pittura trecentesca è il principale filtro iconografico. Come prende vita la citazione?</strong></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">Esiste unpensiero pittorico attraverso cui il corpo prende le dimensioni di unaesattezza che si definisce nello spazio: il rapporto con le immagini siinstaura attraverso il gesto. In Sonate Bach la pittura sopraggiungere nelmomento in cui la dinamica figurale dei corpi dilaniati va a relazionarsi con itanti esempi di pittura trecentesca e quattrocentesca. A volte parto proprio dauna figura, da un quadro, o da una fotografia, riprendendo degli elementi chevanno a confluire nella danza.</p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Come si sviluppa il rapporto con i danzatori nel momento della scrittura coreografica?</span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">La collaborazione è totale. Certamente ogni danzatore ha una sua specificità, un suo modo dirapportarsi allo spazio e a me, proprio per questo è evidentemente necessariauna continua conversazione.  </p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><strong>La scelta delle Sonate di Bach?</strong></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">Le Sonate presentano una grande planimetria, di per sé stesse vanno a creare uno spazio fisico di organizzazione corporea e a visualizzare una precisa architettura, dando il giusto senso alla costruzione spaziale. <span style="font-style: italic" class="Apple-style-span">Paola Stella Minni</span></p>
<p><o:p></o:p> <o:p></o:p><!--EndFragment--></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">&nbsp;</p>
<p><o:p></o:p> <o:p></o:p><!--EndFragment--> </p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-1/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Voci in movimento #2</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-2/</link>
		<comments>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 20:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Voci in movimento. News di D.a.N.z.A.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-2/</guid>
		<description><![CDATA[numero-due.pdf
Per saperne di più&#8230; 
2.1 Intervista integrale alla danzatrice e coreografa Adriana Boriello 
&#160;
&#160;
CONVERSAZIONE CON ADRIANA BORIELLO
&#160;
Lo spettacolo pone una domanda: “dove stiamo andando?”. E offre subito una risposta: “sempre verso casa”.
Venendo dall’esperienza della danza mitteleuropea, mi sono orientata verso ricerche antropologiche, in particolare verso le tradizioni popolari italiane. Questà curiosità è stata provocata dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/05/numero-due.pdf" title="numero-due.pdf">numero-due.pdf</a></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Per saperne di più&#8230; </span><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">2.1 Intervista integrale alla danzatrice e coreografa Adriana Boriello </span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">&nbsp;</p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">&nbsp;</p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">CONVERSAZIONE CON ADRIANA BORIELLO</span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1">&nbsp;</p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US"><strong>Lo spettacolo pone una domanda: “dove stiamo andando?”. E offre subito una risposta: “sempre verso casa”.</strong></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US">Venendo dall’esperienza della danza mitteleuropea, mi sono orientata verso ricerche antropologiche, in particolare verso le tradizioni popolari italiane. Questà curiosità è stata provocata dalla domanda che mi pongo costantemente: che senso ha fare questo lavoro oggi? Dall’altra parte, tornare verso casa è inteso come riscoperta di radici della danza. Ho cominciato a ricercare l’<em>etnocoreologia</em></span><span lang="EN-US"> studiando i riti di tutto il mondo. Le analogie che ho scoperto nei meccanismi rituali di diversa provenienza, mi hanno portato verso casa. Ho lasciato Avellino a quattordici anni. Verso casa è quindi tornare verso le proprie radici, verso l’intimità.</span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Il tuo lavoro si basa, sintetizzando, sullo studio del rapporto tra movimento e musica.</span></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US">L’inizio del mio percorso è stato sicuramente dedicato allo studio del rapporto danza-musica. Come interprete riconoscevo subito un’identità tra i due linguaggi. Più tardi la ricerca si è ovviamente ampliata, approfondita. Nel momento in cui ho aderito alla ricerca etnocoreologica ed etnomusicologica, mi sono sorte domande filosofiche oltre alla danza. Ho abbracciato sfere che appartengono al quotidiano, alla vita intesa come flusso analogamente al movimento, al suono e alla coreografia come modalità di organizzazione di un flusso continuo. A quel punto per me era ovvia la relazione tra corpo e suono come identità. Questa ricerca è partita a metà degli anni novanta e nel ‘97 abbiamo prodotto la trilogia <em>Tammorra</em></span><span lang="EN-US">, <em>Kyrie</em></span><span lang="EN-US"> e <em>Animarrovescio</em></span><span lang="EN-US"> insieme a Francesco De Melis, lo stesso compositore di <em>Chi è devoto</em></span><span lang="EN-US">. </span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US"><span lang="EN-US"><strong>Che rapporto ce tra musica e corpo in <em>Chi è devoto</em></strong></span><span lang="EN-US"><strong>?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US">In questo caso i due linguaggi sono un tutt’uno. Nell’idea di devozione c’è l’idea di offerta di sé a tutti livelli. Questo non e necessariamente legato al concetto di religione ma è un modo di relazionarsi alla vita. In questo senso il corpo<em> è</em></span><span lang="EN-US"> suono, in quanto vibrazione, in quanto un modo di relazionarsi con l’altro. Oggi non ricordiamo più che nelle culture arcaiche non si trattava solo della comunicazione tra esseri umani ma anche con l’universo, con tutto quello che può essere riconosciuto al livello vibratorio. Questo attiene al corpo quanto al suono. </span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">In quale misura sono presenti il rito e la tradizione?</span></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US">La tradizione italiana meridionale è presente in quanto pretesto culturale e in quanto specifica della relazione tra il paganesimo e la religione. Scavando nei riti devozionali dell’Italia meridionale, sono rimasta stupita profondamente dal cognugamento tra l’aspetto erotico pagano e l’aspetto castigato cattolico. Nelle ricerche che ho fatto sul campo e attraverso i libri ho scoperto che ce stato un periodo nel quale la chiesa ha cercato di sopprimere gli aspetti pagani dei riti popolari. Ma non ci è riuscita perchè questi erano troppo radicati nel popolo. Allora li ha contenuti, debellati, come ha fatto con il tarantismo abbinandolo al culto di S. Paolo, relegandolo in certi giorni dell’anno in modo da controllarlo. Quindi nonostante tutto, l’Italia ha mantenuto l’identità pagana. Inoltre, il taglio dello spettacolo è estremamente rituale, ovvero ricalca la struttura formale del rito. Il lavoro è impostato come una lunga processione divisa in<em> stazioni</em></span><span lang="EN-US">. Con gli interpreti è stato un lavoro di spogliazione di stili, personali e culturali condivisi, con l’obbiettivo di giungere a una dimensione intima con il movimento. Si trattava di ricongiungersi al movimento organico, nel senso puro del termine, che è il fondamanto del movimento nei riti. Quindi un attitudine rituale verso il proprio corpo. Ce una struttura formale coreografica scritta che ogni volta viene rivissuta, riattualizzata. </span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US"><span lang="EN-US"><strong>Lo spettacolo è composto da frammenti o quadri visivi. Si tratta di<em> stazioni </em></strong></span><span lang="EN-US"><strong>della processione di cui hai parlato prima?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US">Esatto. In tal senso si possono riconoscere dei quadri ma in un flusso continuo. Ce un filo logico non narrativo ma sicuramente evocativo. Con noi in scena c’é Giovanni Coffarelli, contadino e venditore ambulante vesuviano nel quale gli etnomusicologi riconoscono l’ultimo esempio vivente dei stilemi arcaici del canto popolare campano. Giovanni è stato presente quasi in ogni tappa del mio percorso antropologico. Lui è il vero devoto, veramente imbevuto in quel contesto, portatore dell’autenticità di quel universo. É uno dei personaggi principali dello spettacolo, oltre a due madonne e sei personaggi che rappresentano l’umanità in oscillazione tra la tensione verso il divino e quella verso gli inferi. <span style="font-style: italic" class="Apple-style-span">Tomas Kutinjač</span></span></p>
<p><span lang="EN-US"><o:p></o:p></span><!--EndFragment--></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-2/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Voci in movimento #3</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-3/</link>
		<comments>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-3/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 09:40:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Voci in movimento. News di D.a.N.z.A.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-3/</guid>
		<description><![CDATA[numero-tre.pdf
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/05/numero-tre.pdf" title="numero-tre.pdf">numero-tre.pdf</a></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-3/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Voci in movimento #4</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-4/</link>
		<comments>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-4/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 09:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Voci in movimento. News di D.a.N.z.A.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-4/</guid>
		<description><![CDATA[numero-quattro.pdf 
Per saperne di più&#8230;   
4.1 Recensione integrale allo spettacolo Kauma di Fabrizio Favale. 



L&#8217;ENERGIA DELLE STATUE
Kauma arriva, non accade. È pura energia proiettata in un intimo esterno, luogo indefinito della pelle, degli organi, delle articolazioni: ardore cosmico e viscerale. Kauma è un corpo sotto al sole, adagiato nell’indecisione di una volontà di velocità e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/05/numero-quattro.pdf" title="numero-quattro.pdf">numero-quattro.pdf</a> </p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Per saperne di più&#8230; </span>  </p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">4.1 Recensione integrale allo spettacolo </span><span style="font-style: italic" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Kauma </span></span><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">di Fabrizio Favale. </span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span><!--StartFragment--></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">L&#8217;ENERGIA DELLE STATUE</span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span style="font-style: italic" class="Apple-style-span">Kauma</span> arriva, non accade. È pura energia proiettata in un intimo esterno, luogo indefinito della pelle, degli organi, delle articolazioni: ardore cosmico e viscerale. Kauma è un corpo sotto al sole, adagiato nell’indecisione di una volontà di velocità e di stasi. Fabrizio Favale ci conduce in un viaggio di cui la meta è sconosciuta e personale, indica una strada ma non il percorso: l’ultima tappa del discusso e coraggioso percorso triennale compiuto esplorando l’epica indiana del Mahabharata. Nei quaranta minuti di spettacolo si compone una precisa tessitura di corpi, luci e suoni: è creato un mondo immaginifico dove compaiono elementi inaspettati e irrazionali: una gallina, dei sacchi a pelo, una figura sui trampoli. La scena è vuota, sul fondale una striscia nera dalla quale emerge una sorgente luminosa; cinque corpi con abiti neri attraversano infinite forme nello spazio, movimenti delle braccia disegnano percorsi e suggestioni, ricordando le statue indiane. Appaiono per poi scomparire nel gioco di luci-ombre e nel turbinare della ripetizione sonora, in un continuo alternarsi di lentezza e velocità. Un uso sapiente del gesto quello di Favale e della cresciuta compagnia <em>Le Supplici</em><span style="font-style: normal">, complici gli splendidi Marina Giovannini e Samuele Cardini. Uscendo dal teatro un momento di stupore: il palco si riapre e compaiono due presenze in movimento, forse il frammento di un nuovo lavoro. Favale ci abbandona nel vuoto dell’irrazionalità mitologica, nell’essenziale incertezza immaginifica del teatro. La forza del suo lavoro sta nell’intimità, nell’atto stesso di un rapporto di visione, dove lo sguardo non scruta necessariamente nei perché e nei significati. Il vedere diventa udire, percepire qualcosa che può svolgersi solamente nelle individuali dinamiche sensoriali. Non resta che abbandonarsi alla non traducibilità, al delirio delle forme stratificate e evanescenti, smarrirsi nella non dispiegatezza… ma ne siamo davvero capaci? </span><span><span style="font-style: italic" class="Apple-style-span">Paola Stella Minni</span></span></p>
<p><o:p></o:p><o:p></o:p><o:p></o:p><!--EndFragment--></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-4/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-4/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Voci in movimento #5</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-5/</link>
		<comments>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-5/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 09:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>voci in movimento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Voci in movimento. News di D.a.N.z.A.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-5/</guid>
		<description><![CDATA[numero-cinque.pdf
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/05/numero-cinque.pdf" title="numero-cinque.pdf">numero-cinque.pdf</a></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-5/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-5/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Voci in movimento #6</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-6/</link>
		<comments>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-6/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 09:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Voci in movimento. News di D.a.N.z.A.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-6/</guid>
		<description><![CDATA[numero-sei.pdf   
Per saperne di più&#8230; 


6.1 Intervista integrale alla danzatrice e coreografa Caterina Sagna
CONVERSAZIONE CON CATERINA SAGNA
La sua compagnia è fissa in Francia, a Rennes, da tre anni&#8230;.  
Da una ventina di anni la compagnia si sposta continuamente tra Francia e Italia. Lungo tutti questi anni gli apporti alla compagnia vengono maggiormente dalla Francia. É il posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/05/numero-sei.pdf" title="numero-sei.pdf">numero-sei.pdf</a>   </p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Per saperne di più&#8230;</span> </p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">6.1 <span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Intervista integrale alla danzatrice e coreografa Caterina Sagna</span></span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span></span></span><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">CONVERSAZIONE CON CATERINA SAGNA</span></span></span></p>
<p><span lang="EN-US"><strong>La sua compagnia è fissa in Francia, a Rennes, da tre anni&#8230;.<span>  </span><o:p></o:p></strong></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US">Da una ventina di anni la compagnia si sposta continuamente tra Francia e Italia. Lungo tutti questi anni gli apporti alla compagnia vengono maggiormente dalla Francia. É il posto dove senzaltro il nostro lavoro è più seguito e aiutato quindi ho deciso di trasferirla in residenza a Rennes. Amministrativamente è più conveniente, ma artisticamente non cambia molto. </span></p>
<p><span lang="EN-US"> <o:p></o:p></span><span lang="EN-US"><strong>Come nasce lo spettacolo <em>Basso ostinato</em></strong></span><span lang="EN-US"><strong>?<o:p></o:p></strong></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US">Basso ostinato, in termini musicali, è una variazione di basso continuo. É la<span>  </span><span class="style6">combinazione melodica e ritmica affidata alla parte più bassa di una composizione, che si ripete incessantemente dal principio alla fine del pezzo, sul quale le altre parti, strumentali e vocali possono liberamente muoversi.</span> Il nostro ‘basso ostinato’, la cellula che si ripete durante tutto lo spettacolo, non è musicale ma è una situazione quotidiana. Si tratta di tre danzatori che chiacchierano alla fine del pasto prendendo un digestivo. Questo nasce dall’improvvisazione che abbiamo tenuto come punto di riferimento per tutto lo spettacolo. É un dialogo fatuo, divertente, niente di eccezionale; come quando si beve un pò e si chiacchiera. Questa situazione riaccade diverse volte e contiene in sé tutti gli elementi che vengono sviluppati nel corso dello spettacolo. I movimenti, le coreografie, le danze, gli spostamenti nello spazio sono uno sviluppo dei movimenti contenuti nel dialogo iniziale. Movimenti assolutamente quotidiani che tutti noi facciamo quando si chiacchiera. C’è un’alterazione continua sia del dialogo che dei movimenti che compongono la prima scena e la loro decomposizione, nel senso dell’andare verso una marcescenza di tutto. Per cui c’è una sorta di scivolamento verso il basso (da qui l’ispirazione per il titolo) come interesse verso gli aspetti bassi, residuali della realtà che ci riguarda. È una sorta di discesa in profondità che va attraverso aspetti più deteriori. Nel corso dello spettacolo ci si ricollega con la digestione contenuta nel dialogo iniziale: loro ingeriscono qualcosa per digerire qualcosa. I personaggi possono essere letti alla fine come digeriti dalla scena, interni a un processo di digestione e decomposizione. </span></p>
<p><span lang="EN-US"> <o:p></o:p></span><span lang="EN-US"><strong>Tutto succede intorno a un tavolo. In cosa consiste il vostro lavoro sullo spazio?<o:p></o:p></strong></span></p>
<p style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm" class="MsoNoteLevel1"><span lang="EN-US">Il tavolo nel <em>Basso ostinato</em></span><span lang="EN-US"> è un ingombro, quasi un quarto elemento. La relazione con esso è continua e ripetuta. Nonostante sia immobile, ha una sua storia parallela a quella degli interpreti ed è un punto di riferimento continuo dal quale e al quale parte e ritorna il movimento. É come un fulcro d’attrazione, una calamita, in ogni caso un elemento drammaturgicamente vivo. Lo spazio circostante viene preso quando si tenta di allontanarsi dal tavolo. Nel corso del lavoro abbiamo cercato di dare vita al tavolo per cui esso respinge o attira i personaggi. La presa dello spazio scenico è ‘giustificata’ da una drammaturgia che include anche lo sviluppo della storia di questo tavolo. </span></p>
<p><span lang="EN-US"> <o:p></o:p></span><span lang="EN-US"><strong>Nello spettacolo è presente anche la parola come modo di espressione&#8230;</strong></span><span lang="EN-US"><strong><o:p></o:p></strong></span><span lang="EN-US">Esatto. Durante lo spettacolo anche la parola si disfa, perde il significato, viene alterata, trattata sia come testo verbale o in maniera più musicale. Direi che non è uno spettacolo astratto nel senso che le situazioni sono molto riconoscibili. Il montaggio non è assolutamente narrativo. La concretezza delle situazioni rende possibile immedesimarsi in quello che si vede e riconoscere qualcosa di personale, entrare nello spettacolo. <em>Tomas Kutinjač</em></span><span lang="EN-US"><o:p></o:p></span><span lang="EN-US"> <o:p></o:p></span><!--EndFragment--></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-6/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-6/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Voci in movimento #7</title>
		<link>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-7/</link>
		<comments>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-7/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 09:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teatro A.Testoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Voci in movimento. News di D.a.N.z.A.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-7/</guid>
		<description><![CDATA[numero-sette.pdf  
Per saperne di più&#8230; 
7.1 Intervista integrale alla danzatrice e coreografa Silvia Traversi 
7.2 Recensione dello spettacolo Sinfonia di Silvia Traversi 





INTERVISTA a Silvia Traversi: Una sinfonia di musica e passioni
La rassegna di D.a.N.z.A, che ha occupato per una settimana e poco più il Teatro testoni di Casalecchio, si conclude con lo spettacolo di Silvia Traversi Sinfonia, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/wp-content/uploads/2008/05/numero-sette.pdf" title="numero-sette.pdf">numero-sette.pdf</a>  </p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Per saperne di più&#8230;</span> </p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">7.1 Intervista integrale alla danzatrice e coreografa Silvia Traversi </span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">7.2 Recensione dello spettacolo <em>Sinfonia</em> di Silvia Traversi<span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"> </span></span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span id="more-397"></span><!--more--><!--more--></span></span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span></span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span></span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span></span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span></span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">INTERVISTA a Silvia Traversi: <em>Una sinfonia di musica e passioni</em></span></span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"></span>La rassegna di D.a.N.z.A, che ha occupato per una settimana e poco più il Teatro testoni di Casalecchio, si conclude con lo spettacolo di Silvia Traversi <em>Sinfonia</em>, la quale ne ha curato l&#8217;ideazione, la direzione e le coreografie. Abbiamo cercato, insieme, di ripercorrerne le tappe. <br />
 <br />
<strong>Prendo spunto dal libretto di presentazione del tuo spettacolo, dove campeggia  questa frase: &#8220;La musica prima del racconto. Il racconto insieme alla musica. La danza che racconta e coinvolge&#8221;. Qual è il nesso tra racconto, danza e musica, soprattutto in riferimento a <em>Sinfonia</em>?</strong><br />
Ho estrapolato dalla musica il racconto che ho visto racchiuso in essa. Un racconto assolutamente soggettivo e fantasioso e vi ho visto un rapporto col tempo che ho voluto allacciare a quello occidentale tracciando delle relazioni e suscitando delle immagini presenti nella nostra vita sempre in riferimento al nostro modo di concepire la fretta, la calma e la non calma, il dover fare. E&#8217; quindi soprattutto un racconto di relazioni, incontri, solitudini, amicizie e ciò che passa tra le persone e come viene vissuto. Questo è quello che io ho visto dentro quella musica, ho seguito quel filone e ho deciso di raccontarlo.<br />
<strong>Perché hai scelto Schumann?<br />
</strong>Passione. Non è la prima volta che lo scelgo. Questa volta ho deciso di usare la sinfonia n.2 che non è una delle opere più conosciute di questo compositore, ma per me è straordinaria. E&#8217; stata una scelta di cuore. E&#8217; una musica che non annoia, è divertente, ironica, ha una vena di follia con aneliti verso l&#8217;alto e cadute verso il basso; ha dei contrasti, a volte è scolastico, a volte geniale. Mi piacerebbe confrontarmi con dei musicologi, cosa che non ho fatto, perchè mi sono permessa di sceglierla a livello istintivo vedendovi racchiusa una danza potente, un movimento che veniva fuori dalla superficie stessa della musica e per cui non dovevo ricercarlo; quando sei danzatore una delle prime cose che ti viene da fare  è tirare fuori il movimento dalla musica.<br />
<strong>Quali sono state per te, attraverso il tuo percorso di vita e professionale le tue influenze principali?<br />
</strong>Carolyn Carson è stata fondamentale, espressione corporea da piccola che mi ha fatto approcciare il movimento in maniera creativa e, certamente, l&#8217;Accademia di Essen  è stata la mia formazione ufficiale, la scuola che mi ha formato a livello pratico e accademico. Ho lavorato con molti coreografi e ho fatto esperienze molto diverse che ho racchiuso dentro me stessa, per cui se mi guardo indietro la figura più potente che vedo e sento in me è &#8220;mamma&#8221; Carolyn anche se tutti gli insegnanti con cui ho avuto a che fare hanno lasciato un&#8217;impronta forte in me.<br />
<strong>Puoi spiegare la presenza delle video proiezioni di Dario Marzola in <em>Sinfonia</em>?<br />
</strong>In Sinfonia c&#8217;è una grande interazione con le video proiezioni, come se fossero altri danzatori, sostenendo la scena come se a volte fossero scenografia e a volte personaggio con cui noi interagiamo durante la danza. Sono video animati e non immagini fisse e mentre noi danzatori siamo carnali, muscolari e rotondi, le video proiezioni sono perfette, lineari e matematiche come la musica. Si crea un forte contrasto fra la danza e i video che danno il senso per cui una registrazione ha quella perfezione che l&#8217;uomo non potrà mai avere, ma l&#8217;uomo ha quelle sfumature che un video non potrà mai cambiare. La danza è un linguaggio muto ma che evoca, è un&#8217;arte meravigliosa, che non pone limiti; la parola se non si tratta di poesia chiude il senso, un&#8217;immagine invece, ti apre a più interpretazioni,  a meno che non sia un&#8217;immagine realista che allora chiude come una parola.<em>Elena Bruni</em> </span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"></span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"><strong>7.2 Recensione: SINFONIA D’OGGI</strong></span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span">Sinfonia, della compagnia Traversidanza, è la narrazione di una fabula che si scioglie lungo le note della seconda sinfonia di Schumann. Lo spettacolo si apre con il ‘monologo danzato’ di Silvia Traversi che funge da prologo, e nel quale vengono esplicati i temi di questa dichiarazione di poetica: l’uomo è costretto, suo malgrado, a vivere in una fretta continua, è costipato all’interno di una incapacità a liberarsene, il suo corpo è vincolato dentro una fitta maglia con poche fenditure da cui prendere aria e uscire. Si danza su una e per una storia, ma si avverte da subito un contrasto, suggerito dalla musica che è viva, carnale, mentre i corpi dei sei danzatori sono volti verso un’involuzione implodente dell’essere e dello stare. Si muovono freneticamente, riposano, si arrestano, si riprendono, si urtano, ma sempre in un progetto troppo ambizioso di fuoriuscita che li riporta alla materialità delle loro membra e articolazioni. Scrivono una sintassi dell&#8217;oggi, aiutandosi e aiutati dai video che si fanno elemento scenografico di questa musica raccontante. La dinamicità delle immagini a volte rinviano a un astrattismo assoluto, a volte rimandano una concretezza vivida e reale, come le grate o gli ingranaggi così simili ai Tempi Moderni di Chaplin. Commistioni di linguaggi visivi e di stili performativi, nei movimenti che rimandano a Pina Bausch, al mimo e si giustappongono alla danza classica in un intento, forse, citazionistico. Spettacolo interessante che a tratti, però, sembra perdere il suo baricentro. La cornice strutturata secondo i quattro momenti della sinfonia è una solida base d&#8217;appoggio per la storia, sebbene si abbia l&#8217;impressione di una certa macchinosità che tende a ingabbiare il tutto. <em>Elena Bruni</em> </span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"><span style="font-weight: normal" class="Apple-style-span"></span></span></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-7/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.teatrocasalecchio.it/home/voci-in-movimento-7/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

