Taniko
Teatro Comunale A. Testoni
Mercoledì 27, giovedì 28 febbraio 2008, ore 10,00
LIBERASCENAENSEMBLE
TANIKO
LA FAVOLA DELLA GRANDE LEGGE
Regia, scenografia e percussioni
Antonio Calone
Con: Alessandra Asuni, Luca de Tommaso, Giovanna Giuliani, Nicola Lieta,
Margherita Vicario
Costumi Marianna Carbone
Maschere Willy Mancel
Drammaturgia Antonio Calone e Nicola Lieta
…Siamo in Estremo Oriente, in un tempo lontano, probabilmente quello delle favole che cominciano con “c’era una volta”. Myo-o il dio del fuoco, Gigaku il dio della danza e Gioja il dio della saggezza stanno partendo per la terra. Essi sono perplessi perchè, sebbene laggiù le cose vadano malissimo, gli uomini non fanno niente per migliorarle. In particolare, essi si ostinano ad applicare le leggi che gli dei avevano dato loro all’origine del mondo, senza capirne più lo spirito, e le riducono così a norme crudeli e prive di senso. Ci vorrebbe qualcuno tra i mortali che avesse il coraggio di mettere in discussione quelle leggi obsolete e la forza per proporne di nuove… ma è impossibile trovarlo tra gli adulti, ormai assuefatti alla realtà. Quest’uomo nuovo non può che essere un bambino. Così essi si materializzano davanti alla platea dei piccoli uomini del pubblico per chiedere aiuto. I tre dei spiegano ai bambini che dovranno partecipare in incognito alla storia di Matsuwaka, un bimbo giapponese che tra breve sarà confrontato personalmente alla crudeltà della Grande Legge e che, con qualche piccolo intervento degli dei, e soprattutto con la complicità dei piccoli del pubblico, riuscirà a cambiarla… Questa favola, dalla riconoscibilissima impronta giapponese per il rigore dello stile, dei contenuti e per l’etica del sacrificio che apparentemente difende, è ricca di numerose altre tematiche che la rendono molto più interessante ed adatta ai ragazzi di oggi di quanto possa esserlo un semplice precetto morale. In realtà essa riesce in un modo formidabile a mettere in luce una serie di contraddizioni, tra il bene individuale e quello collettivo, tra la libertà di una scelta e la responsabilità che essa comporta, tra pulsioni sentimentali e decisioni razionali, ed in definitiva, tra materialismo e fatalismo. Si tratta di un esperimento mirato a collaudare le basi di un funzionamento sociale partecipativo ed attivo applicato a tematiche grandi ed universali, che interessano, diversamente, sia i ragazzi che gli adulti. La formazione al sociale e alla democrazia partecipativa è troppo assente oggi dall’universo educativo dei ragazzi, le cui capacità di riflessione vengono troppo spesso sottovalutate. Ci proponiamo con questo spettacolo, senza dubbio ambizioso, di lanciare un sasso nello stagno, senza moralismi ma con entusiasmo e leggerezza, con lo spirito di chi insieme a dei bambini vuole interrogarsi sull’infanzia dei meccanismi della convivenza umana.
Fascia d’età: Elementare/media
Durata: Vista la natura di teatro forum, in cui il pubblico è invitato a partecipare, la durata dello spettacolo è tra 1 ora e 1/15.
Tecnica utilizzata Teatro d’attore e teatro forum
Note:
Lo spettacolo ha ricevuto il Premio Scenario Infanzia 2006 con le seguenti motivazioni: “Il progetto rilegge in modo originale la lezione del teatro didattico brechtiano per derivarne un meccanismo scenico implacabile, costruito su una molteplicità di piani narrativi e sorretto dall’alta qualità dell’interpretazione. Il pensiero dialettico è messo concretamente in azione attraverso il ruolo attivo assegnato ai giovani spettatori, che sperimentando il gioco del teatro si confrontano con i grandi temi della convivenza sociale e della democrazia partecipata. Il rigore formale si apre all’ironia e al divertimento, mentre allo spettatore è affidata la soluzione di un conflitto drammatico che supera i confini della scena per parlare delle lacerazioni del mondo reale”





















http://www.ertgiovani.com/j/
Oggi ho visto Tanikò. Sono rimasto molto colpito dallo spettacolo. A scuola noi stiamo lavorando su un tema simile a quello di questo spettacolo. Quindi alcuni passaggi mi hanno emozionato particolarmente. Il processo per arrivare alla decisione del cambiamento della legge, mi ha trovato d’accordo; anche se sul palco c’era un gran baccano e i ragazzi dietro di me avevano scambiato il teatro per un bar…
A me perciò non interessavano molto le loro opinioni sulla sorte si Matzuwaka!!!!
Una domanda:gli spettatori potevano cambiare la sorte dello spettacolo e quindi gli attori dovevano improvvisare le scene?? Matteo classe quinta A Bertolini