Scena Contemporanea '08
Virgilio Sieni
9 MAGGIO, ORE 21,00
SONATE BACH
di fronte al dolore degli altri
coreografia e regia Virgilio Sieni
con Simona Bertozzi, Ramona Caia,
Massimiliano Barachini, Pierangelo Preziosa
musica J.S. Bach Sonaten für Viola da Gamba und Klavier
immagini video tratte da “I cani e i bambini di Sarajevo” (1994) di Adriano Sofri
costumi Giulia Pecorari
luci Vincenzo Alterini
tecnico di compagnia Lorenzo Pazzagli
organizzazione Daniela Giuliano, Carlo Cuppini
produzione
Comune di Siena – Assessorato alla Cultura
Comune di Firenze – Assessorato alla Cultura
Compagnia Virgilio Sieni
in collaborazione con
Festival Chiassodanza, RED Festival Reggio Emilia Danza
CANGO – Cantieri Goldonetta Firenze
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Dipartimento dello spettacolo, Regione Toscana
si ringrazia il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Sonate Bach – Di fronte al dolore degli altri, lavoro creato sulle Sonate per Viola da Gamba e Pianoforte di Bach, evoca e trasforma undici tragedie umane dei nostri giorni travagliati, dall’insanguinata resistenza di Jenin in Palestina, del 2002, alla strage del mercato di Sarajevo del ’94; dall’attentato kamikaze a una discoteca di Tel Aviv del 2001, all’assedio omicida della scuola di Beslan tre anni dopo. Tragedie di dimensioni ancora più drammatiche e desolanti perché colpiscono i civili, gli indifesi, gli innocenti e che Sieni ripensa, ispirato anche dal saggio di Susan Sontag citato nel titolo dello spettacolo, partendo dall’osservazione e traslitterazione di alcune immagini fotografiche, divenute strazianti emblemi visivi dello scempio e del dolore.
Un video del 1994, I cani di Sarajevo di Adriano Sofri, mostra al termine della seconda sonata bachiana, le sagome consunte di randagi in cerca di cibo; animali tanto simili agli umani nell’incedere spaesato e stanco.
In questo lavoro la danza afferma lo sforzo di evocare una bellezza impossibile e paradossale, da cesellare con lo strumento etico e politico per eccellenza: il gesto. L’attenzione torna quindi alla questione del corpo, al suo significato, alla sua complessità e attualità.
La sola risposta che si offre è ancora quella rivolta allo sguardo del pittore del ‘300: la sublimazione della tragedia nella trasfigurazione artistica senza commento, che coinvolge insieme l’umano e il sacro, il singolare e l’universale. Le 11 danze che si succedono hanno l’aspetto di ballate; allo stesso tempo sono una continua dedica in memoria, riferita agli eventi che segnano iconograficamente il tessuto coreografico.





















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