Senza categoria

Voci in movimento #4

numero-quattro.pdf 

Per saperne di più…   

4.1 Recensione integrale allo spettacolo Kauma di Fabrizio Favale.

L’ENERGIA DELLE STATUE

Kauma arriva, non accade. È pura energia proiettata in un intimo esterno, luogo indefinito della pelle, degli organi, delle articolazioni: ardore cosmico e viscerale. Kauma è un corpo sotto al sole, adagiato nell’indecisione di una volontà di velocità e di stasi. Fabrizio Favale ci conduce in un viaggio di cui la meta è sconosciuta e personale, indica una strada ma non il percorso: l’ultima tappa del discusso e coraggioso percorso triennale compiuto esplorando l’epica indiana del Mahabharata. Nei quaranta minuti di spettacolo si compone una precisa tessitura di corpi, luci e suoni: è creato un mondo immaginifico dove compaiono elementi inaspettati e irrazionali: una gallina, dei sacchi a pelo, una figura sui trampoli. La scena è vuota, sul fondale una striscia nera dalla quale emerge una sorgente luminosa; cinque corpi con abiti neri attraversano infinite forme nello spazio, movimenti delle braccia disegnano percorsi e suggestioni, ricordando le statue indiane. Appaiono per poi scomparire nel gioco di luci-ombre e nel turbinare della ripetizione sonora, in un continuo alternarsi di lentezza e velocità. Un uso sapiente del gesto quello di Favale e della cresciuta compagnia Le Supplici, complici gli splendidi Marina Giovannini e Samuele Cardini. Uscendo dal teatro un momento di stupore: il palco si riapre e compaiono due presenze in movimento, forse il frammento di un nuovo lavoro. Favale ci abbandona nel vuoto dell’irrazionalità mitologica, nell’essenziale incertezza immaginifica del teatro. La forza del suo lavoro sta nell’intimità, nell’atto stesso di un rapporto di visione, dove lo sguardo non scruta necessariamente nei perché e nei significati. Il vedere diventa udire, percepire qualcosa che può svolgersi solamente nelle individuali dinamiche sensoriali. Non resta che abbandonarsi alla non traducibilità, al delirio delle forme stratificate e evanescenti, smarrirsi nella non dispiegatezza… ma ne siamo davvero capaci? Paola Stella Minni

Bookmark and Share

Leave a Reply

You can use these XHTML tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>