Overload

Set 9th, 2019

Un ipertesto teatrale sull’ecologia dell’attenzione

giovedì 7 novembre, ore 21:00
venerdì 8 novembre, ore 11:00
Teatro Sotterraneo

in scena Sara BonaventuraClaudio CirriLorenza GuerriniDaniele PennatiGiulio Santolini
scrittura Daniele Villa
luci Marco Santambrogio
costumi Laura Dondoli
sound design Mattia Tuliozi
props Francesco Silei
grafica Isabella Ahmadzadeh
promozione internazionale Giulia Messia

coproduzione Teatro Nacional D. Maria II nell’ambito di APAP – Performing Europe 2020, Programma Europa Creativa dell’Unione Europea
contributo Centrale Fies_art work space, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Mibact, Funder 35, Sillumina – copia privata per i giovani, per la cultura

Tecniche: teatro d’attore
Età: dai 15 anni
Durata: 65 minuti

1 paragrafo. 199 parole. 1282 caratteri. Tempo previsto 1’ 10’’.

Riesci a leggere questo testo senza interruzioni? L’attenzione è una forma d’alienazione: il punto è saper scegliere in cosa alienarsi. Per questo sembriamo sempre tutti persi a cercare qualcosa, anche quando compiamo solo pochi gesti impercettibili attaccati a piccole bolle luminose e non si capisce chi ascolta e chi parla, chi lavora e chi si diverte, chi trova davvero qualcosa e chi è solo confuso. Sei arrivato fin qui senza spostare lo sguardo? Davvero? E non è insopportabile questo sforzo di fare una cosa soltanto alla volta? Guardati attorno: quante altre cose attirano la tua attenzione? Ora guardati dall’alto: riesci a vederti? Le superfici dei territori più densamente abitati della Terra sono coperte da una fitta nebbia di messaggi, immagini e suoni in cui le persone si muovono, interagiscono, dormono. A volte si alzano rumori più intensi, che la nebbia riassorbe subito mentre lampeggia e risuona. Visto da qui il pianeta sembra semplicemente troppo rumoroso e distratto per riuscire a sopravvivere – persino i ghiacciai si sciolgono troppo lentamente perché qualcuno presti attenzione alla cosa. Torniamo al suolo e guardiamoci da vicino: stiamo tutti mutando… in qualcosa di molto, molto veloce.

La frammentazione e l’interruzione dei flussi di discorso sono il dispositivo drammaturgico utilizzato dalla compagnia, che fa proprie la non linearità e interattività del librogame, per portare in scena l’incapacità di essere presenti a sé stessi troppo a lungo.
Uno spettacolo sulla distrazione prodotta dalla comunicazione social in cui, il racconto di David Foster Wallace sui pesci che non sanno cosa sia l’acqua, diventa metafora della condizione in cui crescono le nuove generazioni.
La distrazione è l’acqua che si vede in giro. E non fa che salire.

Premio Ubu spettacolo dell’anno 2018
Premio Best of Be Festival Tour 2016 (tour in Spagna & Regno Unito)

Nell’ambito del Progetto Sotterraneo promosso da Agorà e Ater Circuito Regionale dell’Emilia Romagna/Teatro Comunale Laura Betti