Uomo calamita

mercoledì 24 aprile, ore 21
By Teatro Laura Betti
In News
16 Apr, 2019
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scritto e diretto da Giacomo Costantini
con Uomo calamita, Wu Ming 2, Cloyne
testo e libro originale Wu Ming 2
musiche Fabrizio “Cloyne” Baioni
ideazione e costruzione macchinari Simone Alessandrini
occhio esterno Giorgio Rossi
occhio interno Fabiana Ruiz Diaz
consulenza alla drammaturgia Luca Pakarov
costumi Beatrice Giannini
luci Domenico De Vita
Produzione Circo El Grito
coproduzione Fondazione Pergolesi Spontini, Sosta Palmizi
sostegno Ministero dei Beni Culturali e Regione Marche

Wu Ming Foundation e Circo El Grito incrociano i loro sentieri distillando un oggetto narrativo non identifcato che contamina il linguaggio della pista e quello della carta, i funambolismi del corpo e quelli della lingua, le note di uno spartito con le frasi di un racconto e con i gesti di un circense. In scena vedrete l’Uomo Calamita alle prese con i suoi superpoteri. Che ci crediate o no, resterete col fiato sospeso mentre prova in segreto i suoi pericolosi esercizi di equilibrismo magnetico. E se non bastassero i suoi virtuosismi in altezza a farvi tremare le budella, ci penserà Cloyne che sulla batteria sfoga tutta la sua rabbia da quando i nazisti gli hanno ammazzato il fratello. Wu Ming 2 non solo racconta la loro storia ma ne prende parte. Sarà lui a cimentarsi in un esercizio dalla cui riuscita dipenderà la vita dell’Uomo Calamita. Siamo circensi, quando sfdiamo la morte lo facciamo sul serio: in uno dei suoi numeri l’Uomo Calamita è incatenato, appeso per i piedi, immerso dentro una vasca d’acqua. L’unica chiave capace di aprire il lucchetto che lo immobilizza è dentro una cassaforte che si aprirà solo se Wu Ming 2 riuscirà nell’esercizio di mentalismo.

Tra spericolate acrobazie, colpi di batteria e magie surreali, la voce dal vivo di Wu Ming 2 guida lo spettatore in un circo clandestino durante la seconda guerra mondiale: Uomo Calamita è la storia di un supereroe assurdo che combatte l’assurdità del fascismo.

Il progetto, ideato da Giacomo Costantini e da Wu Ming 2, entrambi in scena insieme al batterista Fabrizio “Cloyne” Baioni, ha assunto come modello di lavoro il dialogo tra la costruzione del soggetto narrativo di un romanzo e, di pari passo, la stesura drammaturgica di un’opera di circense. Il risultato è uno spettacolo da leggere e un libro da vedere, un progetto in cui la grande storia si fonde col circo e si esprime con la musica dal vivo.

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